OBIETTIVO NAPOLI – Il fattore K scaccia i fantasmi: De Bruyne accende la luce, ma serve più cattiveria
di Vincenzo Letizia
Un Napoli dai due volti si prende tre punti d’oro al Maradona, blindando di fatto la qualificazione alla prossima Champions League e mandando un segnale, seppur tardivo, alla capolista Inter. La sfida contro il Lecce è stata lo specchio della stagione azzurra: un’altalena di frustrazione e genialità, condizionata da un’infermeria che solo ora inizia a svuotarsi, restituendo al campionato la sua stella più luminosa.
Il primo tempo è stato, per lunghi tratti, un esercizio di sterilità offensiva. Gli azzurri sono apparsi imballati, incapaci di verticalizzare e prigionieri del pressing asfissiante degli ospiti. Senza idee e senza tiri in porta, la squadra ha faticato a trovare varchi, evidenziando quelle lacune strutturali che spesso sono emerse durante l’emergenza infortuni di questi mesi.
La musica è cambiata radicalmente nella ripresa. L’ingresso in campo di Kevin De Bruyne ha agito come un interruttore: la luce si è accesa e il Napoli ha finalmente iniziato a esprimere tutto il potenziale del suo roster. Complice anche il calo atletico del Lecce, il fuoriclasse belga ha preso per mano il centrocampo, trasformando una manovra piatta in un assedio ragionato e letale. Vedere la fluidità di gioco prodotta negli ultimi 45 minuti lascia un retrogusto amaro: resta il grande rimpianto per quello che sarebbe potuto essere il cammino scudetto se la sfortuna non avesse decimato la rosa nei momenti chiave.
Nonostante il successo, la classifica oggi dice -9 dalla vetta. Se il terzo posto è quasi in cassaforte, l’ultimo step per il definitivo salto di qualità è mentale. Il Napoli deve imparare a essere “cattivo”, a non accontentarsi del minimo scarto e ad ammazzare le partite quando l’inerzia è a favore. La gestione del vantaggio non può diventare passività; serve incisività per chiudere i conti ed evitare brividi inutili nel finale.
La vittoria di Lecce restituisce morale e certezze, ma non cancella i dubbi sulla tenuta mentale nei momenti di bassa intensità. De Bruyne è l’ossigeno di questa squadra, ma il Napoli deve imparare a respirare anche quando il suo fuoriclasse non è al 100%. La rincorsa all’Inter è difficile, ma con questa qualità nulla è precluso, a patto di ritrovare quella fame cinica che contraddistingue le grandi macchine da guerra.
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