Sfida elettrica. Berna capolavoro, risponde Pellegrini
Proprio un derby: duro, a lungo bloccato e poi improvvisamente effervescente. Non una bella partita, ma una vera battaglia che rimanda il verdetto sulla qualificazione ai quarti di Europa League. Appuntamento all'Olimpico, dove Bologna e Roma ripartiranno dal pareggio di ieri . Il risultato è onesto: i rossoblù sono piaciuti un po' di più, ma i giallorossi hanno creato quanto gli avversari. Pobega avrebbe potuto portare la sua squadra sul 2-0 dopo la perla di Bernardeschi , Malen ha avuto la chance per firmare l'1-2 che avrebbe indirizzato il passaggio del turno. Una traversa di qua, un palo di là. Insomma, una sfida equilibrata in attesa che il ritorno di giovedì prossimo esprima la sentenza.
L'interpretazione del Bologna è stata più convincente perché la squadra di Italiano ha saputo andare oltre i propri limiti attuali affidandosi allo splendido Bernardeschi e a un piano gara eseguito con attenzione, allo scopo di concedere pochissimo e di colpire all'improvviso. La Roma è stata condizionata dalla povertà di soluzioni offensive : nessuno merita di essere bocciato subito, ma per il momento Zaragoza appare troppo leggero e spaesato. Il contesto tattico scelto ieri da Gasp per lui, seconda punta accanto a Malen, non l'ha di certo aiutato e i suoi limiti sono emersi in modo lampante. Serve tempo, soprattutto per i nuovi acquisti che arrivano dall'estero, ma il ritorno è tra sei giorni e Gasp dovrà studiare bene cosa fare, visto che non rientreranno né Dybala né Soulé. Vaz , subentrato a Zaragoza a inizio ripresa, non ha rubato gli occhi, ma è stato utile. E in panchina c'era El Shaarawy che avrebbe vestito meglio i panni indossati con estrema scomodità da Zaragoza. La brutta prova di Wesley ha ulteriormente spento le velleità offensive della Roma, brava comunque a sfruttare l'occasione del pareggio e a creare pure quella del raddoppio. Ma si è trattato di situazioni estemporanee e va tenuto conto del nulla prodotto nel primo tempo su azione manovrata. [...]
Gasperini capisce le difficoltà di Wesley con Bernardeschi e cambia fascia al brasiliano mettendo Tsimikas a sinistra. Ma l'ingresso che fa la differenza è quello di Pellegrini. Pobega sbaglia il raddoppio dopo un filtrante splendido di Bernardeschi (ancora bravissimo Svilar), Pellegrini non spreca l'assist di Malen, innescato da Cristante dopo una follia di Joao Mario che cerca di controllare un rinvio altissimo di Svilar regalando la palla agli avversari. Nel finale prima Pellegrini imbuca per Malen, che salta un paio di avversari e costringe Lucumi all'autopalo e poi Vitik colpisce la traversa su azione d'angolo. Ma il risultato non cambia più. Arrivederci all'Olimpico.
(gasport)

