Spinazzola: “Napoli è vita! Conte? Con lui sono rinato. Il rinnovo? Si decide in due”
Leonardo Spinazzola si è ripreso il Napoli. In una stagione segnata da emergenze e rotazioni forzate, l’esterno azzurro è emerso come una delle certezze assolute nello scacchiere di Antonio Conte. Intervenuto ai microfoni di Canale 21, il calciatore ha tracciato un bilancio del momento della squadra, affrontando con estrema sincerità il tema del suo futuro all’ombra del Vesuvio e l’impatto devastante, in senso positivo, del tecnico leccese sulla sua condizione atletica.
«Il mio ruolo è quello di terzino. Sono tanti anni che faccio questo ruolo e mi trovo meglio perché ho più campo davanti. Posso scegliere quando partire, gestire le corse e le giocate. L’esterno alto invece deve restare più fermo. In questa fase della mia carriera credo sia meglio giocare dietro. Obiettivi stagionali? Sognare di vincerle tutte è lecito. Il distacco dall’Inter è importante, quindi il nostro obiettivo principale resta la qualificazione in Champions League. Poi, se tra qualche partita l’Inter dovesse rallentare, ne saremmo felici. Ci aspettano partite complicate, come quella contro il Lecce che lotta per salvarsi. Anche loro avranno grandi motivazioni, ma noi dobbiamo continuare a puntare alle vittorie».
La lotta per l’Europa si fa serrata. Chi temi di più tra le concorrenti?
«Roma e Juventus hanno rose molto forti. La Roma però ha anche gli impegni europei e questo può incidere. Sarà una battaglia fino all’ultima giornata. Il Como esprime forse il gioco più bello e fluido della Serie A e può mettere in difficoltà tutti».
Quest’anno il Napoli ha dovuto fare i conti con un’infermeria sempre piena. Quanto ha inciso?
«Non avevo mai visto così tanti infortuni in carriera. Mi era capitato a Perugia di avere molti indisponibili, ma solo per poche settimane. Quest’anno invece abbiamo perso giocatori importanti per periodi lunghi. Riavere giocatori come Lukaku, De Bruyne e Anguissa significa tantissimo. Alzano il livello degli allenamenti e in partita si sente la loro presenza».
Si parla molto della “cura Conte”. Come hai vissuto questo impatto?
«Mi ha fatto ritrovare una grande forza fisica. Gli allenamenti sono davvero intensi, non lavoravo così dai tempi di Gasperini. Ma è cresciuto anche l’aspetto mentale: mi stimola continuamente e pretende sempre il massimo. Con lui sono rinato».
C’è un tema che scotta sempre in campo: il VAR e i falli di mano. Qual è il tuo pensiero da difensore?
«È impossibile saltare con le braccia attaccate al corpo, non è naturale. Per me è assurdo punire tocchi di mano a distanza di un centimetro tra attaccante e difensore. Il regolamento andrebbe rivisto. La responsabilità principale deve restare dell’arbitro in campo. A volte sembra che sia il VAR ad arbitrare la partita».
In azzurro hai ritrovato lo smalto dei tempi migliori. Pensi alla Nazionale?
«Ci aspettano due appuntamenti fondamentali per tutto il movimento. Dobbiamo vincere e qualificarci ai Mondiali, non importa come: giocando bene o combattendo».
Napoli sembra averti adottato. Che rapporto hai con la città?
«Dal primo giorno ho trovato un rispetto incredibile. Quando sono in giro con i miei figli le persone aspettano che si allontanino prima di chiedere una foto. Non succede ovunque ed è una cosa che apprezzo moltissimo. A Napoli vado ovunque, dal centro ai quartieri. Anche sentire i clacson dalla finestra per me è vita, mi dà serenità».
Arriviamo al tasto dolente, o speranzoso: il futuro. Rimarrai a Napoli?
«Io lo spero, ma i matrimoni si fanno sempre in due. Vedremo. Già a 14 anni vivevo con tanti napoletani a Siena e parlavamo spesso in dialetto. A casa la musica è sempre accesa e i miei figli cantano continuamente le canzoni partenopee».
L’apertura di Spinazzola verso il rinnovo è chiara, ma la palla passa ora alla società. La volontà del calciatore di restare in una piazza che sente finalmente sua è il miglior punto di partenza per una trattativa che i tifosi sperano si concluda con la tanto attesa “fumata azzurra”.
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