La Roma si scopre in divieto di sosta
Il VAR non può condizionare l'analisi. Legittimo parlare dell'episodio Koné - Malinovskyi anche come strumento mediatico, per di più in considerazione del modus operandi altrui. Ma se la Roma lo facesse anche dentro Trigoria , sarebbe preoccupante. E infatti non lo fa. Conviene allora occuparsi di come mettere in pratica l'auspicio di Gian Piero Gasperini , che dopo la sconfitta di Genova ha indicato la via- Dopo le prossime quattro partite, l'obiettivo è restare al quarto posto e prendersi il quarto di finale di Coppa eliminando il Bologna . È come un divieto di sosta da rispettare. Però ci sono almeno tre aspetti sui quali lavorare. Il primo, l'assetto difensivo. Le chiavi di lettura sono molteplici: uno Svilar adesso umano e non più costantemente in vena di miracoli; un Mancini in evidente calo di forma e per di più nervoso con compagni e arbitri come non si vedeva da mesi; reparti meno compatti. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: la Roma nelle ultime quattro partite ne ha subiti 7. Dunque, un terzo di tutti i gol incassati da Napoli in poi, in 360'. Altro punto, la situazione fisica. La Roma appare stanca in alcuni protagonisti. Il terzo aspetto, le soluzioni offensive. Gli infortuni sono un fattore innegabile, ma non raccontano tutto. Ci sono giocatori forse non ancora pronti per essere decisivi dall'inizio, altri ai quali oltre al tempo servirebbe anche un'iniezione di fiducia, come sentire un po' di vento a favore alle spalle, altri che sono stati promossi come acquisti ma che poi praticamente non vengono impiegati, come Zaragoza , perché non ritenuti pronti per la tipologia di partita. Ma è intorno a questi giocatori che la Roma deve farsi forza. Inutile stare a pensare a chi poteva arrivare: Raspadori o prima ancora Boga , che a Gasp era stato proposto. C'è margine per far meglio rispetto a Genova. E per restare dentro a tutto come ha indicato l'allenatore.
(corsera)

