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Roma, Massara in bilico tra scelte azzeccate e grandi lacune

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I risultati deludenti delle ultime settimane hanno riportato al centro del dibattito il mercato della Roma tra l’estate 2025 e l’inverno 2026. Un tema che inevitabilmente chiama in causa il lavoro del direttore sportivo Frederic Massara, finito sotto la lente d’ingrandimento della tifoseria e degli addetti ai lavori.

Il bilancio, a guardarlo con attenzione, presenta due facce molto diverse. Da una parte c’è il lavoro positivo fatto sul fronte dei giovani talenti, soprattutto nel reparto difensivo. Dall’altra, invece, emergono limiti evidenti nella costruzione dell’attacco, proprio il settore che l’allenatore Gian Piero Gasperini aveva indicato come priorità assoluta fin dal suo arrivo.

In difesa la Roma ha messo le basi per il futuro con diversi investimenti interessanti. L’acquisto di Daniele Ghilardi dal Hellas Verona per circa 10 milioni si sta rivelando una scelta azzeccata: il centrale classe 2003 ha mostrato personalità, margini di crescita e qualità che fanno pensare a un futuro importante.

Molto convincente anche l’operazione che ha portato a Trigoria Wesley França dal Flamengo. I circa 25 milioni investiti per il giovane brasiliano rappresentano una cifra importante, ma le prestazioni offerte finora lasciano pensare che il suo valore sia destinato a crescere sensibilmente nei prossimi anni.

Promosso anche l’acquisto di Jan Ziolkowski, altro difensore molto giovane che ha lasciato intravedere qualità interessanti. Il suo percorso è appena iniziato, ma la sensazione è che possa diventare una pedina utile per il futuro della squadra o, eventualmente, una plusvalenza significativa per il club.

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Se la difesa sorride, l’attacco invece resta il grande punto interrogativo del mercato romanista. Ed è proprio qui che si concentra la parte più criticata del lavoro di Massara. Fin dalla scorsa estate Gasperini aveva indicato con chiarezza la direzione: per competere ai massimi livelli servono grandi attaccanti. Le squadre che lottano per i vertici in Italia e in Europa, ha ripetuto più volte il tecnico di Grugliasco, sono quelle che possono contare su giocatori capaci di risolvere le partite in qualsiasi momento.

Eppure proprio in questo reparto la Roma non è riuscita a fare il salto di qualità. Tra estate e inverno, l’unico acquisto realmente azzeccato è stato quello di Donyell Malen, arrivato nel mercato di gennaio e fortemente voluto dallo stesso Gasperini. Un’operazione che, secondo diverse ricostruzioni, ha richiesto anche l’intervento diretto dei proprietari, Dan Friedkin e Ryan Friedkin, per essere portata a termine.

Per il resto, il bilancio è molto meno convincente. In estate non è arrivato il centravanti richiesto dall’allenatore per sostituire Artem Dovbyk, rimasto alla Roma nonostante fosse poco gradito dal tecnico. L’arrivo di Evan Ferguson dal Brighton si è rivelato poco più di una scommessa, frenata dai problemi fisici che da tempo accompagnano il giovane attaccante irlandese. Ancora meno fortunata l’operazione che ha portato in giallorosso Leon Bailey. L’esterno giamaicano, arrivato in prestito dall’Aston Villa, non ha praticamente mai inciso prima di fare ritorno in Inghilterra dopo una parentesi del tutto anonima.

Ma il nodo principale resta un altro: l’esterno offensivo sinistro che Gasperini chiedeva con insistenza. Il famoso “attaccante alla Lookman”, cioè un giocatore capace di saltare l’uomo, creare superiorità e aumentare la pericolosità della squadra negli ultimi trenta metri. Un profilo che non è mai arrivato, né in estate né nel mercato di gennaio.

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L’operazione invernale per Bryan Zaragoza non ha cambiato il quadro. L’ex Celta Vigo finora non ha mostrato le qualità necessarie per imporsi alla Roma e Gasperini sembra puntarci sempre meno. Diverso il discorso per Lorenzo Venturino, investimento più orientato al futuro che al presente. Un giovane interessante, ma con pochissima esperienza in Serie A e difficilmente immaginabile come protagonista immediato in una squadra che punta alla qualificazione in Champions. Ancora più estremo il capitolo Robinio Vaz, pagato 25 milioni ma apparso ancora acerbissimo per un campionato come quello italiano.

A complicare ulteriormente la situazione ci si sono messi gli infortuni, e il risultato è una Roma con la coperta cortissima proprio nel reparto che per Gasperini è sempre stato il cuore del gioco. Un problema non da poco per un allenatore che ha costruito gran parte delle sue squadre sulla profondità e sulla qualità delle rotazioni offensive.

Ed è proprio da questo squilibrio tra programmazione e risultati che nasce il dibattito sempre più acceso attorno alla figura del direttore sportivo. Le prossime settimane diranno molto non solo sul finale di stagione della Roma, ma anche sulle scelte della proprietà riguardo alla guida dell’area tecnica. Perché in un club che punta a tornare stabilmente ai vertici del calcio italiano ed europeo, anche la strategia di mercato diventa inevitabilmente un tema scottante.

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Giallorossi.net – G. Pinoli

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