A MENTE FREDDA | Il Catania doveva osare di più. Motivazioni da non perdere, soluzioni cercasi
Salerno e Benevento, doppia tappa decisiva per delineare il percorso del Catania. Questo si era detto nei giorni che precedevano le sfide in programma all’Arechi ed al Vigorito. Risultato: appena un punto raccolto e Benevento scappato a +10. Quando mancano 8 giornate al termine della regular season, i rossazzurri appaiono destinati a dire addio alle ambizioni da primato, a meno di improbabili colpi di scena. Inutile fare tanti calcoli, il Catania – che in più occasioni ha mantenuto e riagganciato la vetta della classifica – ora deve difendere primariamente il secondo posto dagli assalti di chi insegue.
Giusto così. I numeri cancellano chiacchiere e discussioni di ogni tipo, confermando la superiorità del Benevento rispetto a tutte le altre compagini del girone C di Serie C. Il Catania ha ceduto i tre punti al cospetto dei sanniti con l’onore delle armi, attraverso un’espressione di gioco per lunghi tratti superiore. Prima ancora lo aveva fatto sul campo della Salernitana, in quel caso non andando oltre lo 0-0. La squadra ha creato situazioni interessanti o potenzialmente pericolose negli ultimi metri ma, poi, è venuta meno nella finalizzazione della manovra.
Negli ultimi recentissimi confronti le prestazioni ci sono state. Se, però, emergono i soliti limiti in fase realizzativa vanifichi tutto, come successo a Benevento e come il Catania ha rischiato di fare, nel finale, a Salerno nonostante un lungo predominio territoriale. I rossazzurri hanno speso tantissime energie nella doppia trasferta campana ma i risultati non hanno dato ragione alla squadra di mister Toscano. Impegno e generosità sì, indubbiamente. Poche occasioni concesse, soprattutto ad un Benevento che possiede un attacco “atomico”. Il Catania, però, avrebbe dovuto osare di più in questi due appuntamenti dove la ricerca della vittoria appariva come l’unica ricetta per potere riaprire con convinzione i giochi per la vetta.
Fa piacere riscontrare che, ad oggi, numeri alla mano i rossazzurri vantano la difesa meno battuta del girone ed un rendimento casalingo strepitoso. Quando, però, il campionato dice che il ruolino di marcia esterno è da ottavo/nono posto allora comprendi perchè il Catania ha perso la vetta del girone. Guarda caso il Benevento, in trasferta, ha collezionato 10 punti in più, lo stesso vantaggio accumulato in classifica sul Catania. Gli etnei non hanno mai fatto registrare la continuità dei giallorossi sia nei risultati che nelle prestazioni, inoltre i sanniti hanno dimostrato di sapere vincere anche le cosiddette partite ‘sporche‘.
Mister Toscano non è esente da responsabilità. Nelle partite clou della stagione i cambi non sono stati incisivi, con scelte di formazione conservative e spesso prevedibili, riempiendo poche volte l’area di rigore con tanti uomini per disorientare i difensori avversari e aumentare le probabilità di andare a segno. Gli attaccanti hanno avuto i loro demeriti, ma se non vengono messi nelle migliori condizioni per battere a rete è normale fare fatica, a prescindere che l’organico presenti giocatori come Caturano e Bruzzaniti, notoriamente ‘golliferi’ e che a Catania, oltretutto, trovano misteriosamente poco spazio.
Un atteggiamento tattico più propositivo, accompagnato da una diversa occupazione degli spazi avrebbe, forse, agevolato il Catania. Adesso è il momento di leccarsi le ferite, resettare mentalmente e non smarrire le motivazioni in vista del prosieguo della stagione. Arrivando ai playoff con una rosa al completo o quasi, proponendo anche qualcosa di diverso. La rosa del Catania, del resto, possiede tanti giocatori validi e con caratteristiche differenti che possono contribuire a dare nuova linfa alla squadra attraverso disposizione tattiche diverse. Qui entra in gioco l’allenatore, chiamato a trovare la chiave giusta per svoltare proponendo soluzioni nuove che appaiono necessarie.
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