Il paradosso del gol
C'era una volta una Roma che segnava poco, molto poco ma che riusciva a capitalizzare al meglio il suo "mal di gol" facendo leva su una difesa ai limiti della perfezione. A quella Roma bastava confezionare un golletto, cioè andare in vantaggio, per avere la quasi certezza di vincere la partita grazie al lavoro del muro difensivo. Poi, ironia (paradosso?) del calcio, quella stessa Roma ha cominciato a segnare di più, Donny Malen è diventato un protagonista assoluto del campionato, ma non ha più difeso come in precedenza. A Napoli in vantaggio di una rete a due passi dallo striscione del traguardo, sì è fatta raggiungere; peggio ancora è accaduto contro la Juventus visto che i gol di vantaggio erano due. Da "il miglior attacco è la difesa" a la difesa non vale l'attacco" è stato un attimo. Cosa è accaduto? La logica impone che, in casi come questo, sul banco degli imputati non finiscano soltanto i diretti interessati, cioè i difensori, e che la faccenda chiami in causa l'intera fase difensiva della squadra. Questo ovviamente non vieta di sottolineare che alcune individualità non stanno rendendo come in passato. (...) Troppi gli errori tecnici e mentali. Il terzo gol preso in pienissimo recupero contro la Juventus è il manifesto perfetto di cosa non si deve fare a cento secondi dalla fine della partita. In quelle situazioni, lo insegnano i vecchi maestri, il pallone va bucato. Si deve smettere di giocare. Usando intelligenza e furbizia, non mezzi illeciti. È brutto e forse sbagliato fare ì conti, ma la Roma tra Napoli e la Juventus ha buttato quattro punti nel cestino dell'indifferenziata per colpe esclusivamente proprie.(...) Siamo stati troppo passivi, il giudizio di Gasp sui due gol presi nel finale contro la Juve . Già, ma cosa intendeva? Probabilmente si aspettava più presenza a due passi dalla linea bianca, avrebbe voluto più fisicità e un'attenzione maggiore in marcatura. Avrebbe desiderato ammirare una Roma più "cattiva", determinata a portare a casa con le unghie e con i. denti il successo, più coraggio da parte di qualche interprete eccessivamente timido; invece gli è toccato vedere un reparto moscio, quasi spettatore non pagante di quanto stava accadendo in area. (...) Con 33 punti ancora a disposizione può succedere di tutto, in un senso o nell'altro. Ma la squadra deve guarire al più presto dal suo nuovo "mal di gol", quelli al passivo.
(corsport)

