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Un pari che brucia ma il futuro è ancora giallorosso

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Guardare la classifica. Appenderla negli spogliatoi e obbligare i giocatori a prenderne atto giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento. Impararla a memoria e ripeterla come si fa con la tabellina del tre. Ci sembra l'unico modo per provare a metabolizzare, per tentare di dimenticare la grande beffa del pareggio contro la Juve . (...) Guardare la classifica, dicevamo, perché a undici partite dalle vacanze, dice comunque Roma al quarto posto, tre punti di vantaggio sulla quinta (Como), quattro sulla sesta (Juve), sei sulla settima (Atalanta) e questo vuole dire destino ancora nelle mani dei giallorossi, pur con tutti i rimpianti del caso. Perché non si può non parlare di rimpianti dopo una sfida in cui la squadra di Gasperini aveva messo le mani o quasi su quella qualificazione Champions che è l'obiettivo stagionale.(...) La Roma deve aggrapparsi a quello che ha fatto finora, alle sue certezze frutto del grande lavoro di Gasperini , a quei giocatori che possono essere determinanti in questo finale di stagione. Partendo dalla conferma di aver trovato un centravanti vero, un Malen capace di andare oltre se stesso, calato nel gioco gasperiniano come meglio non si poteva sperare. Proseguendo con un Pisilli che sta dimostrando, partita dopo partita, di essere molto di più di un giovane emergente, con un Wesley dominante sulla fascia dove le metti con tanto di gol all'attivo (...) La Roma di Gasp ha tutto per dimenticare. Memorizzi la classifica e si convinca che quel gol di Gatti può trasformarsi come quello di Brio nel 1983. Inutile ai fini del risultato finale.

(La Repubblica)

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