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Cremonese-Milan presentazione e LIVE

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Alla fine è arrivata. Dopo tanto giocare col fuoco, il Milan ha perso la seconda partita in Serie A domenica scorsa contro il Parma, tre punti che alla vigilia sembravano assicurati. Dopo Milan-Pisa, Torino-Milan, Parma-Milan, Milan-Genoa, le due partite col Como e quella con la Roma all’Olimpico, tutti match in cui si è rischiata la sconfitta, ecco lo 0-1 firmato Troilo che ferma la striscia di imbattibilità in A a 24 incontri. Un match brutto dei rossoneri, ancora di più per quella che è stata la gestione arbitrale, senza parlare poi delle spiegazioni dei vertici AIA degli episodi più controversi visti a San Siro.

La rete di Troilo era viziata dal blocco di Valenti su Maignan, da un fuorigioco “geografico” di Ondrejka, dalla spinta dello stesso autore del goal su Bartesaghi. Non esiste il concetto di somma di episodi controversi per poi arrivare ad annullare una rete, ma le tre fattispecie comunque rimangono. Il blocco di Valenti era strategico, volto a evitare la possibile uscita dai pali di Maignan: che fosse di spalle una volta calciato il pallone c’entra poco, perché poco prima era lo stesso portiere rossonero che dava le spalle al difensore parmense, che si è poi girato una volta presa posizione per ostruire attivamente Maignan (e si è continuato a muovere una volta che il nostro 16 si è girato). Non capire questo banale concetto per un direttore di gara e a maggior ragione per chi giudica comodamente da Lissone, non fare questo ragionamento scolastico, è grave per chi può influire tanto pesantemente sui risultati sportivi – e di conseguenza economici – di una società calcistica.

Ciò che lascia sbigottiti è poi anche la diversa interpretazione di episodi simili, non esiste funzione nomofilattica da parte dell’AIA, cioè non esiste un’armonia di giudizio di partita in partita. Può quindi capitare che Maignan nel 2022 venga espulso a Genova per un’uscita con ginocchio alto a colpire l’avversario e poi che domenica Corvi spacchi impunemente la mandibola a Loftus-Cheek. Quello di Corvi diventa però magicamente uno scontro di gioco (come se quello di tre anni e mezzo fa non lo fosse stato). A questo punto salta il banco, è tutto “fortuito scontro di gioco”, anche il piede a martello sulla caviglia, se non esiste l’intenzionalità di colpirla e di fare male. E capita anche nell’arco di tre mesi che una spinta in Milan-Sassuolo venga punita e in Milan-Parma no. Non c’è nemmeno aderenza su quando il Var debba o meno intervenire, con episodi evidentemente errati lasciati correre, altri dubbi e giudicati all’OFR, alcuni dei quali anche con l’ausilio della tecnologia poi valutati in modi totalmente incomprensibili (vedi Milan-Bologna). Insomma, un campionato totalmente falsato, che magari si sarebbe comunque concluso come si concluderà, ma a oggi, qualunque sia il risultato finale, la sensazione è appunto questa.

Pensare alla partita di oggi continua a essere complesso. A Cremona si va con il morale sotto i tacchi, con la spada di Damocle sulla testa di giocare ancora una volta dopo il match dell’Inter (almeno settimana prossima non potrà succedere…), quindi probabilmente a -13. Un -13 che continua a essere figlio di nostri errori, sia chiaro, ma il bottino di lunghezze patite an opera delle decisioni delle giacchette nere è ahinoi in aumento. Comunque, sempre Forza Milan!

Fab

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