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Valentino Prato, romantico controvento che continua a incantare: «Io porto avanti la musica, non i rumori»

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di Vincenzo Letizia

C’è un momento, nell’incontro con un artista, in cui l’intervistatore deve fare un passo indietro e lasciare spazio all’ascolto. Oggi, con emozione sincera, mi concedo anche un passo avanti: sono onorato di intervistare un artista che ascolto e apprezzo io per primo. Sei un grande, Valentino.
Il cantautore che incanta‘ – così viene spesso definito – è riconosciuto per la sua musica sognante, per testi intrisi di poesia e buoni sentimenti, per atmosfere calde e intense. Un artista di classe e di stile, forse troppo trascurato rispetto al valore che meriterebbe, uno di quelli che dovrebbero calcare ben altri palcoscenici.
Eppure Valentino Prato continua, con coerenza e dignità, a fare ciò che conta: musica.

Ci parli del tuo nuovo lavoro, “Amore Senza Amore”?
«Non è un disco, ma il mio ultimo singolo, “Amore Senza Amore”, uscito il 20 dicembre 2025 su tutti i digital store e su VEVO. È un brano che ho scritto, musicato e arrangiato personalmente nel mio studio discografico, PRATO PRODUCTIONS.
Hanno partecipato musicisti straordinari: Fiorenzo Di Palma alla batteria, che ha curato anche il sound engineering; Tommaso Bardini alle chitarre; Antonello Buonocore al basso, storico bassista di Serena Autieri.
È una canzone intensa, che parla di sentimenti veri, di relazioni svuotate, di quell’amore che resta anche quando l’amore finisce

Qual è la canzone alla quale sei più affezionato?
«Ogni brano è come un figlio, ma alcuni ti restano dentro più di altri. “Quando Ti Guardo”, ad esempio, ha avuto un percorso speciale.»
Valentino emerge dalla gavetta vera, quella fatta di studio, disciplina e palcoscenici sudati. Diplomato al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli nel 1998, polistrumentista e arrangiatore, ha scritto per sé e per artisti del panorama nazionale, collaborando anche con nomi importanti come Anonimo Italiano (disco di platino nel 1995).
Ha partecipato come attore e cantante co-protagonista nel film Aitanic di Nino D’Angelo nel 2000, portando poi la sua musica in diverse trasmissioni RAI e Mediaset.

Hai studiato musica fin da bambino. Oggi invece sembra emergere chi non sa cantare. Come lo spieghi?
«Ho studiato musica da bambino, poi mi sono perfezionato negli anni. Il mio percorso professionale è iniziato con il diploma al Conservatorio San Pietro a Majella nel 1998.
Oggi è cambiato tutto: stile, melodia, modo di scrivere. L’avvento di nuovi generi come trap e rap ha spostato l’attenzione. Sono i giovanissimi a trainare il mercato con milioni di streaming e visualizzazioni, e l’industria investe su di loro.
Chi, come me, porta avanti un altro tipo di musica, ne paga le conseguenze perché viene considerato “fuori mercato”. Per fortuna esistono le etichette indipendenti che ci permettono di pubblicare in digitale.
Io continuo a fare la musica degli anni ’80 e ’90: testi semplici ma ricchi di valori. Credo che esista ancora un pubblico che ama questo stile. Per quanto riguarda autotune e rumori… li lasciamo ai ragazzini. Io faccio musica

E anche quest’anno Sanremo si è dimenticato di te. Lì servono i santi in Paradiso…
«Sanremo resta un grande sogno. Non lo considero irraggiungibile. Quando vedo artisti che non hanno nulla più di me, penso che la speranza esista ancora. Magari un giorno realizzerò questo sogno con una mia canzone

A quali artisti ti sei ispirato? E oggi chi apprezzi?
«Ho sempre amato Gli Alunni del Sole», storica band napoletana degli anni ’60 e ’70. «Hanno scritto capolavori come “Liu’” e “Concerto”.
Oggi non mi riconosco molto nella scena attuale. Ma se parliamo fino alla fine degli anni ’90, avrei l’imbarazzo della scelta tra i grandi cantautori italiani

Sempre innamorato del Napoli? Che stagione è questa per gli azzurri?
«Sono malato d’amore per il Napoli da quando ero bambino. Mio padre era nella Curva B, nel Commando Ultrà degli anni ’80. Ho conosciuto Maradona quando avevo otto anni, ho anche una foto che purtroppo non trovo più.
Il Napoli è il mio amore per sempre. Spero in un altro scudetto nei prossimi dieci anni, con qualche trofeo importante accanto. Nel 2018 ho scritto anche una canzone dedicata alla squadra: “Il Mio Napoli”.»

Chi è Valentino Prato

Valentino Prato ha all’attivo sette dischi dal 1998 a oggi. Tra i più significativi spicca “Il Posto Migliore”, uscito nel luglio 2021: un album impreziosito dalla presenza di grandi musicisti come Eugenio Mori (batterista di Franco Battiato, Gianna Nannini, Biagio Antonacci, 883 e Nek) e Roberto Gallinelli, bassista di Laura Pausini.
Tra i brani più apprezzati: “Quando Ti Guardo”, premiato a Milano al concorso “La Settima Nota” dal cantautore Luca Bonaffini, autore per Pierangelo Bertoli, e “Dimmi Che Mi Ami”, opera che gli è valsa una laurea honoris causa per l’intensità e la sensibilità poetica del brano.
Il nuovo singolo “Amore Senza Amore” ha già raggiunto numeri importanti: quasi 100 mila visualizzazioni su YouTube, oltre 100 mila su TikTok e circa 90 mila su Facebook. Il video e il brano sono disponibili su tutte le piattaforme audio e video.

Il cantautore che incanta

Valentino Prato non rincorre le mode: le attraversa senza farsi travolgere. In un tempo che premia il rumore, lui sceglie la melodia. In un mercato che consuma velocemente, lui coltiva.
Forse è questo il destino dei romantici: restare fedeli a se stessi. E continuare a cantare, anche quando il vento soffia contro.

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