Teatro Sannazzaro: origini e storia del teatro napoletano
Teatro Sannazzaro: origini e storia del teatro napoletano, nel post a cura di Napoli Fans
Il Teatro Sannazzaro è uno dei luoghi simbolo della cultura e della tradizione teatrale di Napoli. Inaugurato il 26 dicembre 1847, viene spesso definito la “Bomboniera di via Chiaia” per la sua eleganza, la sua storia più che centenaria e il ruolo centrale che ha avuto nella vita culturale della città.
In questo post ripercorriamo la storia e le origini del teatro napoletano, e i fatti di cronaca degli ultimi giorni legati all’incendio del 17 febbraio. Bentornati sul nostro portale!
Le origini e la costruzione del teatro Sannazzaro
Il Teatro Sannazzaro fu costruito su un’area appartenente all’antico chiostro dei Padri Mercedari spagnoli, accanto alla chiesa di Sant’Orsola in via Chiaia, una delle strade più prestigiose di Napoli.
L’edificio venne realizzato per volontà di Don Giulio Mastrilli, duca di Marigliano, con progetto affidato all’architetto Fausto Niccolini e con la direzione dei lavori di Antonio e Gennaro France.
Nel giorno della sua inaugurazione, il teatro ospitò la commedia La petite Marquise di Henri Meilhac, portata in scena dalla compagnia Le Roy-Clarence davanti all’aristocrazia napoletana dell’epoca.
Dalla prima, il Sannazzaro si affermò presto come una delle sedi teatrali più importanti della città.
Il Sannazzaro e la tradizione teatrale
Fin dai primi decenni dalla sua apertura, il teatro si distinse per la sua ricchezza architettonica e decorativa. Gli interni erano decorati con affreschi e opere di grande eleganza, in bianco e oro, con dettagli curati dal pittore Vincenzo Paliotti, dando alla struttura una raffinata armonia scenica.
Nel corso di decenni, il Sannazzaro fu palcoscenico per grandi interpreti della scena italiana e internazionale.
Tra i nomi più importanti che calcarono il suo palco figurano Eleonora Duse, Sarah Bernhardt, Ernesto Rossi, Ermete Novelli, Emma Gramatica e tanti altri attori di rilievo. Nell’ambito della tradizione napoletana, fu qui che Eduardo Scarpetta portò alcuni dei suoi successi più longevi, come Na santarella, messa in scena con grande successo nel 1889, così come ‘O miedeco d’e pazze.
Dal Novecento al dopoguerra
Nel corso del Novecento il teatro consolidò la sua identità di palcoscenico fondamentale per il teatro partenopeo. Nel 1932 la compagnia “Teatro Umoristico i De Filippo” di Eduardo, Peppino e Titina De Filippo si esibì qui con titoli come Ditegli sempre di sì, Natale in casa Cupiello e altri successi che segnarono la storia del teatro italiano.
Fu anche luogo del famoso incontro tra Eduardo De Filippo e Luigi Pirandello.
Durante il dopoguerra, però, come molte strutture teatrali italiane, il Sannazzaro visse un periodo di crisi: venne trasformato in cinema con proiezioni di serie B e perse parte della sua identità originaria.
Rinascita negli anni ’70
La svolta arrivò nel 1969 quando Nino Veglia e Luisa Conte promossero un progetto di ristrutturazione che restituì al teatro la sua dignità di “salotto culturale” partenopeo. Il teatro riaprì ufficialmente il 12 novembre 1971 con Annella di Portacapuana, commedia in tre atti di Gennaro D’Avino.
Da allora la sala fu animata dalla Compagnia Stabile Napoletana “Luisa Conte”, con artisti e interpreti che contribuirono a riportare in auge la tradizione teatrale classica e popolare.
La direzione passò poi alla nipote di Conte, Lara Sansone, insieme al genero, proseguendo il lavoro di gestione e produzione con spettacoli che spaziarono dalla prosa classica a quella contemporanea.
Il ruolo culturale del Sannazzaro
Nel XXI secolo il teatro divenne un centro di produzione teatrale riconosciuto dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, confermando il suo ruolo di riferimento per il teatro italiano e napoletano.
Sul palco del Sannazzaro si sono succeduti spettacoli di grande rilievo, collaborazioni con artisti famosi, produzioni per ragazzi e stagioni dedicate alla contaminazione tra generi.
Questo ruolo rende il teatro non solo un monumento storico, ma una vivace realtà culturale ancora capace di interpretare la scena contemporanea.
L’incendio del 17 febbraio 2026
La mattina del 17 febbraio 2026, un devastante incendio ha colpito il Teatro Sannazzaro nel cuore del quartiere Chiaia di Napoli. Le fiamme, che si sono propagate nelle prime ore della giornata, hanno distrutto la cupola e gravemente compromesso la struttura interna, lasciando solo il perimetro di ciò che per quasi 180 anni è stato uno dei simboli culturali della città. (Sky TG24)
Le cause del rogo non sono ancora del tutto chiare e sono oggetto di indagine.
Gli effetti dell’incendio si sono ripercossi anche sulla comunità circostante: almeno 25 appartamenti vicini sono stati evacuati, circa 60 persone allontanate dalle proprie case e diverse persone hanno riportato intossicazioni da fumo. (Corriere Napoli)
Il sindaco di Napoli e la Regione Campania hanno espresso profondo cordoglio per la perdita culturale, annunciando l’impegno per la ricostruzione del teatro. Anche il Ministero della Cultura ha assicurato un sostegno per restituire alla città la storica sala. (Reuters)
Conclusioni
Pur segnato dall’incendio, il Teatro Sannazzaro resta un simbolo indelebile della tradizione teatrale napoletana.
La sua storia racconta quasi due secoli di teatro italiano: dalla prosa ottocentesca alle commedie napoletane, dalle grandi stelle della scena internazionale alle compagnie locali che hanno mantenuto viva l’arte della recitazione.
Ogni elemento della sua vicenda — dall’eleganza degli interni originari alla rinascita negli anni ’70, fino alla tragedia recente — testimonia l’importanza della memoria culturale per Napoli e per tutti gli appassionati di teatro.
Il Sannazzaro, più che un edificio, rimane un luogo di storie, arte e identità. La ferma promessa di ricostruirlo ribadisce che, nonostante le avversità, il teatro continuerà a essere un patrimonio vivo della città partenopea.
L'articolo Teatro Sannazzaro: origini e storia del teatro napoletano proviene da Napoli Fans.

