Messaggio alla nazione
Ieri abbiamo assistito a qualcosa di bizzarro come minimo o inquietante a voler essere più realisti. L’affaire Bastoni lo conosciamo tutti inutile tornarci, quello che però mai mi sarei aspettato è vedere Marotta usare il palcoscenico della lega serie A come fosse una sorta di balcone o la James S. Brady press briefing room della Casa Bianca.
Le immagini parlano chiaro: sfondo ben evidente della lega, spianata di microfoni e Marotta quasi a parlare da un pulpito. Da quando la lega è diventata una sede distaccata degli uffici dell’inter? Marotta per quanto mi riguarda può fare tutte le dichiarazioni che vuole, anche affermare che Cristo è morto di freddo, ma non così. Rilasci le sue esternazioni dalla sede, per strada come ha sempre fatto o come meglio crede, ma non così con microfoni spianati in locali deputati ad altro.
E’ un’immagine potente, è un’immagine voluta, simbolo di una forza che le altre società accettano supinamente al di là di qualche scaramuccia verbale. Non so cosa pensare, o meglio lo so esattamente ma preferisco tacere.
Abbiamo così assistito a una sorta di messaggio alla nazione pallonara, non ai tifosi dell’inter che hanno diritto di sentirsi dire qualsiasi cosa, anche fosse la più surreale al mondo. La nazione pallonara non ha Marotta come presidente e nemmeno come amministratore delegato quindi nella migliore delle ipotesi è stata una scena di cattivo gusto, nella peggiore…beh fate voi.
L’altro messaggio è quello alla nazione rossonera espresso da quello che ahinoi è il presidente del Milan, colui che sta scalando rapidamente la vetta per diventarne il peggiore nella storia.
Quest’uomo continua a rilasciare dichiarazioni che sono più di una coltellata per noi tifosi, qualcosa che sa di tradimento della fede rossonera. Io non so perché faccia certe dichiarazioni, non credo conosca la storia Milan, ma sono certo che non dovrebbe rappresentarci a livello istituzionale.
“Da otto anni sono presidente del Milan, ogni tanto me lo dimentico. È un’esperienza incredibile. Certo, devo prendere lezioni di calcio da Marotta tutti i giorni eh non c’è il minimo dubbio”
Ecco, noi ad esempio non ce lo dimentichiamo perché non riesce a fare una dichiarazione da milanista, non riesce mai a prendere una posizione da milanista, non riesce mai a fare qualcosa di milanista. Noi non dimenticheremmo mai nulla, specialmente la data precisa in cui ci sarebbe stato affidato l’incarico più bello del mondo se fossimo davvero milanisti.
Ancor più non staremmo lì a lodare una volta sì e l’altra pure il rivale cittadino che da anni ti bagna il naso mentre tu pensi stia piovendo nella migliore delle ipotesi perché nella peggiore, cioè quella che molti tifosi pensano, a te dei successi del Milan interessa zero perché ti basta qualificarti alla champions per i soldi che porta e nient’altro.
Infine Scaroni quando parla di iconicità degli stadi dovrebbe ricordare che i successi servono ma non sono sufficienti per rendere iconico un luogo altrimenti basterebbe costruirne uno come tanti altri. City e Psg hanno stadi iconici? Direi proprio di no. Il dortmund ha uno stadio iconico? Direi di sì. Parlare in maniera così semplicistica di cosa sia iconico o meno è anche svilente per chi è incaricato di realizzare il nuovo stadio oltre al fatto che data la voglia che ha la nostra proprietà di vincere al massimo lo diventerebbe per i successi dell’inter, magari lui intendeva proprio questo in modo da poter continuare a ripetere di dover prendere lezioni di calcio da Marotta.
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