Malen, ora è febbre a 90
Intorno a Malen si possono fare mille ragionamenti e altrettante riflessioni. Si può essere d'accordo con Gasperini , quando dice che: "Con lui da inizio stagione avremmo qualche punto in più" . Del resto, chi non la pensa così? Si può anche amaramente constatare una volta di più la distanza enorme che c'è tra la Premier League , il campionato dal quale proviene Malen, e la Serie A : se cosi non fosse, dove si era maledettamente nascosto questo attaccante che dalle nostre parti si sta mangiando il campionato? C'è poi il tema della sostituzione di Napoli . La Roma si è scoperta all'improvviso completamente dipendente dal suo centravanti: era allora davvero impossibile tenerlo dentro fino alla fine o comunque più a lungo? Ma forse è bene partire dai numeri. Cinque gol in cinque partite è il risultato di un attaccante che tira in porta con enorme frequenza: dopo Napoli il rapporto minuti/tiri non è stato praticamente intaccato, ora siamo a una conclusione ogni 13 minuti passati in campo. E in questa statistica non rientrano le tante occasioni che Malen è bravo a crearsi, con i suoi controlli e i suoi movimenti. C'è poi un altro dato che non può che rendere felice Gasperini: dal giorno del suo debutto, l'olandese è largamente il giocatore della Serie A con più tocchi in area avversaria: 51. Ecco, a uno così è difficile rinunciare. La realtà è che oggi dietro Malen c'è il vuoto in termini di rendimento. Dybala è più fuori che dentro, Soulé è poco presentabile causa pubalgia, Zaragoza è da scoprire, Dovbyk rischia di aver chiuso la stagione, Ferguson ha continui problemi alla caviglia e via così. Far entrare Venturino e Vaz è stata una scelta di Gasp. Ma al tecnico piace cambiare in corsa il tridente. E allora la Roma non può che augurarsi due cose: che Malen aumenti la sua autonomia, altrimenti tra due settimane con la Juve il problema si ripropone. E poi, che chi è dietro l'olandese ritrovi forma e condizione. Non c'è altra ricetta Champions .
(corsera)

