Malen mania
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IL TEMPO (L. PES) - "Non ho paura di dire che con Malen nel girone d'andata probabilmente avremmo qualche punto in più" . Convinto fin dal primo giorno, Gasperini , delle potenzialità dell'attaccante olandese, vero e proprio trascinatore del 2026 giallorosso. Cinque gol in cinque partite, prima di lui, li aveva tatti soltanto Batistuta che nei primi 450 minuti giallorossi ne aveva segnati addirittura sei. Ma Malen non è solo gol. Movimenti, dialogo con i compagni, cattiveria ed esperienza al servizio di una squadra che aveva disperatamente bisogno di un centravanti così. Due doppiette consecutive per l'ex Aston Villa che lo mettono già al secondo posto dei marcatori della Roma in campionato (comanda Soulé con 6 gol), ma nelle sue prestazioni c'è tutto l'ampio repertorio che ha conquistato Gasp. Il movimento pertetto nell'aggressione del primo palo sul gol del vantaggio, la capacità di legare il gioco e lanciare Wesley che poi si prende il rigore e una freddezza glaciale dagli undici metri. L'inserimento nell'undici giallorosso è stato fulmineo, senza esitazioni. Anche nelle due gare dove, fino ad ora, non ha segnato ( Milan e Udinese ) ha dimostrato vitalità e pericolosità. Merce rara per l'attacco della Roma che nella prima parte della stagione non ha mai carburato. Il futuro è praticamente scritto. Il diritto di riscatto da 25 milioni dall'Aston Villa si trasformerà in obbligo al 50% delle presenze da almeno 35 minuti e la qualificazione almeno all' Europa League del club. Ma di dubbi non ce ne sono. Malen è il presente e il futuro della Roma di Gasperini che ora se lo gode e, quando ne parla, il sorriso non manca mai ad accompagnare i complimenti per il suo centravanti. Ora arrivano altre tappe decisive in una zona di campo dove di certezze non ce ne sono. Dybala non offre garanzie fisiche, Soulé convive con una fastidiosa pubalgia, Ferguson ormai da quasi un mese ai box per la caviglia e Zaragoza , non è più di una riserva per il tecnico piemontese. Poi ci sono i giovani Vaz e Venturino . Ma l'olandese è il vero uomo in più per i giallorossi. Cremonese e Juve due appuntamenti da non fallire per il numero 14 prima del ritorno dell'Europa dove non ha potuto ancora incidere per le buffe regole della Uefa. Resta sorprendente l'impatto, che in questa stagione a dire la verità ha avuto praticamente in ogni squadra dove ha giocato. D'altronde in questo campionato spesso chi arriva dalla Premier riesce a incidere, ma forse era proprio questo tipo di attaccante che mancava a una squadra che crescendo col suo allenatore faticava a concretizzare la grande mole di lavoro prodotta con pressing e verticalizzazioni continue. Vietato fermarsi ora, però, la Roma ha bisogno di lui per ritrovare la Champions .

