A MENTE FREDDA | I rossazzurri non hanno ancora resettato, mercoledì occasione per il -5 ma serve un altro Catania
Nessun segnale di svolta. Il Benevento ha compiuto un mezzo passo falso ed il Catania non ha saputo approfittarne, cestinando una buona opportunità per ridurre il distacco dalla vetta. Quel primo posto che fino a poche settimane fa i rossazzurri condividevano proprio con i sanniti e che, per la terza giornata di fila, è occupato esclusivamente dalla squadra di Floro Flores. Restano 8 i punti di vantaggio della formazione giallorossa, distanza che si ridurrebbe a -5 se mercoledì sera il Catania riuscisse ad avere ragione del Trapani nel recupero della 25/a giornata. Occasione importante, quindi, in vista del successivo confronto casalingo con il Giugliano e del doppio impegno esterno con Salernitana e Benevento.
Giochi ancora aperti ma il Catania ha dimostrato di non avere ancora resettato dal periodo negativo. La brutta sconfitta di Potenza contro il Sorrento ha lasciato delle scorie. Si temeva che questo potesse accadere e, puntualmente, è successo. Già al cospetto dell’Audace Cerignola la prestazione dei rossazzurri non è stata da incorniciare, rischiando addirittura di perdere se non fosse stato per un intervento monumentale di Dini a protezione dei legni nel secondo tempo. Un Catania voglioso di riscatto nelle intenzioni, ma mentalmente poco lucido che ha dimostrato di non essersi ripreso dal ko in terra lucana.
A Siracusa, dopo un primo tempo compatto ed equilibrato, nella ripresa il Catania ha “regalato” la rete del pari a Di Paolo attaccando, poi, confusamente e senza troppa convinzione alla ricerca del nuovo vantaggio. Toscano aveva dichiarato alla vigilia che la testa avrebbe fatto la differenza, in questo caso in negativo perchè gli etnei sono calati nella ripresa proprio sul piano mentale, forse anche fisico in alcuni dei loro uomini chiave. Gli appena 2 punti conquistati nelle ultime tre partite confermano che il momento attraversato non è idilliaco.
La squadra fatica a ritrovarsi, non ha ancora schiacciato il tasto ‘reset’. Soltanto a sprazzi il Catania, sabato, ha sviluppato una manovra fluida ed efficace. Al resto ha pensato l’ex di turno Farroni a difesa dei pali, sciorinando una delle migliori prestazioni stagionali proprio contro la squadra di Toscano. Gli assalti del Catania però non sono stati tambureggianti come ci si poteva attendere da una squadra che punta a riconquistare il primato. Quando mancano la fame e la necessaria cattiveria sotto porta, diventa doveroso riflettere sui motivi che hanno portato il Catania ad una involuzione netta sul piano del rendimento.
Che il Catania non fosse esteticamente bello da vedere lo si sapeva già. Ma è proprio nei principi cardine di Toscano – aggressione, pressing, recupero palla, pericolosità sulle corsie esterne e ferocia nelle ripartenze – dove i rossazzurri eccellevano per lunghi tratti della stagione – che qualcosa si è inceppato. Servono una mentalità diversa, uno spirito differente, un atteggiamento più propositivo ritrovando fiducia e le certezze acquisite in precedenza. Magari attraverso la proposta di soluzioni alternative sul piano del gioco, rendendo meno prevedibile lo sviluppo di una manovra che rischia di diventare di facile lettura per gli avversari.
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