De Zerbi licenziato dal Marsiglia: il “calcio champagne” dell’allenatore italiano, in Francia è diventato gazosa
Roberto De Zerbi lascia anche il Marsiglia. Anche se si parla di “separazione consensuale”, in realtà è un esonero, maturato dopo l’eliminazione dalla Champions e la pesante manita rimediata contro il Paris Saint Germain in campionato. E così l’allenatore italiano, apprezzato per il suo calcio spettacolo, rischia di essere un’eterna promessa o l’erede di Zdenek Zeman.
L’esonero
Doveva restare sulla panchina tre anni, ma il 5-0 incassato domenica scorsa sommato alla prematura uscita di scena dalla Champions League, hanno decretato che il suo tempo nella città marittima del sud della Francia era scaduto. La decisione di allontanarlo “é stata difficile”, ed é arrivata “dopo un’attenta riflessione nell’interesse del club per affrontare le sfide sportive di fine stagione, in particolare la qualificazione alla Champions”. A prendersi la responsabilità di dire ‘basta’ é stato, direttamente dagli Stati Uniti, il proprietario del club, Frank McCourt. Il presidente Pablo Longoria ed il direttore sportivo Medhi Benatia non hanno potuto che accodarsi. Anche perché dopo la sconfitta con il Bruges e l’inaspettata uscita dall’Europa, De Zerbi aveva negato l’intenzione di fare passi indietro, aggiungendo di voler restare “altri cinque o sei anni”.
Il calcio spettacolo che non sa vincere
Roberto De Zerbi è stato indicato per anni come l’allenatore più spettacolare del continente. O almeno come uno dei nuovi profeti del calcio totale. Ma a differenza di Pep Guardiola, ha rimediato più sconfitte che vittorie. In realtà stava vincendo il campionato ucraino con lo Shaktar il 2022 ma l’inizio della guerra portò alla sospensione del torneo. A Brighton ha fatto bene, portando per la prima volta la squadra in Europa. A Marsiglia è stato due anni. Il primo è andato bene, con la qualificazione in Champions League. Quest’anno l’altalena dei risultati ha portato all’esonero.
La fase difensiva
L’accostamento a Zeman riguarda la scarsa propensione per la fase difensiva. Le sue squadre incassano troppi gol. Tanti. Come se De Zerbi, imitando il boemo, curasse poco un aspetto che è fondamentale per il calcio. E in effetti l’epilogo di Parigi lo conferma.
Rimane un grande allenatore
Bob De Zerbi rimane un grande allenatore. Non ha ancora avuto l’occasione di allenare squadre di altissimo livello. Predilige e ama il calcio totale, che però richiede la presenza di calciatori che abbiano qualità fisiche particolari. La prima fra tutte quella di poter svolgere le due fasi, quella offensiva e quella difensiva. E’ ancora molto giovane e ha un grande futuro. Specialmente se saprà essere meno integralista.
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