Non solo stadio Dan vuole tutto
«'Ihe sleeping giant», il gigante addormentato che Ryan Friedkin nel 2020 scelse come metafora per descrivere le potenzialità inespresse della Roma, è già in piedi e oggi cammina con le sue gambe. Se i primi cinque anni sono serviti a rimettere in sesto una società che tra urgenze di bilancio e risultati mancati faticava a tenere il passo delle big, questo lustro dovrà segnare il definitivo cambio di passo rispetto alla gestione Pallotta, il presidente che in qualche caso ha trasformato la Roma in un supermarket facendo continuamente ricorso alle plusvalenze e che in otto anni non ha alzato al cielo neppure un trofeo, riuscendo comunque a stabilizzare la società al vertice del calcio italiano ed europeo.
Anche il proprietario texano, come il predecessore, vede nello stadio un punto di partenza irrinunciabile . Per far lievitare i ricavi, chiaramente, ma anche per continuare a patrimonializzare il club. Anche se i ritardi burocratici e i continui cavilli (anche politici) iniziano a spazientire il sempre pacato Dan. La conferma dell'interesse pubblico sarà in aula entro la fine del mese, la Conferenza dei servizi dovrebbe aprirsi entro l'estate e di sicuro Friedkin non accetterà ulteriori ritardi rispetto al piano di posare la prima pietra a marzo del 2027 , rispettando il cronoprogramma dei "lavori in corso" nell'anno del centenario giallorosso. [...]
Il riservato Friedkin senior non compare quasi mai , né parla. Le interviste per lui sono come la kryptonite. Eppure si fa sentire: a Trigoria non si muove foglia che lui non voglia. La presenza del figlio Ryan , il vicepresidente, e invece anche fisica. Ma quando sia il padre sia il figlio sono altrove per affari, dovendosi dividere tra il business delle Toyota, la casa di produzione cinematografica, gli alberghi di lusso e la Pursuit Sports, che con Everton, Cannes e l'interesse per i San Diego Padres di Baseball sta allargando sempre più il proprio bacino, al Fulvio Bernardini tutto passa sotto lo sguardo attento di Ed Shipley , amico d'infanzia e braccio destro di Dan.
Con Ranieri hanno trovato il filo rosso che unisce le cose di campo alle dinamiche dirigenziali. Lo chiamano " Santa Claus " per la sua genuina capacità di portare serenità. Totti sarebbe l'ennesimo dono, probabilmente il più prezioso.
(corsport)

