San Martino, l’addio a Claudio Buscaglione: una vita per il calcio canavesano
SAN MARTINO CANAVESE. Non siamo dei professionisti, ma dobbiamo essere sempre professionali. Era questo il mantra tanto caro a Claudio Buscaglione, scomparso lo scorso giovedì, 8 gennaio nella sua casa a Silva, frazione di San Martino Canavese all'età di 85 anni. Dipendente Olivetti, Buscaglione ha lasciato la moglie Antonietta, i figli Cinzia ed Omar, i nipoti Federica, Alessandro, Alessio e Marco, oltre ad un grande vuoto all'interno del calcio canavesano. Nella sua carriera da giocatore è stato un apprezzabile difensore centrale, mentre da allenatore, ha guidato Pavone, Aosta Montanaro, Strambinese 1924, Bellavista, Azeglio, Caluso, Rivara, Agliè, Vallorco dagli anni '90, nel frattempo è poi stato presidente degli allenatori canavesani, fino ad occuparsi della gestione del calcio giovanile (direttore tecnico), diventando responsabile del settore giovanile dell'allora Real Canavese nei primi anni del 2000, fino a passare alla Strambinese 1924, sempre a livello di giovani.
Tra coloro che lo hanno voluto ricordare c'è il presidente della Delegazione distrettuale di Ivrea, Roberto Drago: «Ho conosciuto Claudio in ambito calcistico e lo ricordo come una persona giusta, severa, molto preparata – commenta Drago. Quando organizzavamo il corso allenatori, in qualità di responsabile degli allenatori, veniva sempre a trovarci».
Lo ha avuto come allenatore, ai tempi del Real Canavese invece Christian Mossino, vice presidente nazionale Lnd: «II Busca (come tutti lo chiamavano) si è dedicato allo sport a 360 gradi. Incarnava una passione dell'attività calcistica con forti valori dello sport dilettantistico. Sapeva bilanciare l'attività formativa e tecnica con la crescita e sviluppo dei ragazzi, ma anche i rapporti con tecnici, genitori e società». Tra coloro che hanno collaborato con Buscaglione ci sono Giuseppe Fiorenza: «Ho lavorato con Buscaglione sia al Real Canavese, anche se l'apice l'ho raggiunto alla Strambinese 1924, dove abbiamo ricostruito un settore giovanile».
Anche il giornalista Giancarlo Straulino lo ricorda: «Negli anni '90 ci dato una grossa mano nella raccolta dei risultati a Fuorigioco, trasmissione in onda sull'allora Rete Canavese. Che vincesse o perdesse il suo apporto era sempre garantito, con la stessa professionalità e precisione. Aldo Tasso ed il sottoscritto siamo stati onorati del suo lavoro – afferma Straulino». Ma c'è anche chi ha conosciuto Buscaglione con la tuta di allenatore, ai tempi del Rivara, come nel caso di Alessandro Succo: «Claudio ci motivava a giocare con grinta, ricordo ancora che ci chiamava singolarmente il venerdì per saggiare la nostra fame per la partita della domenica».
Anche Dario Dighera, quasi un vicino di casa racconta: «L'ho avuto come allenatore della Rappresentativa a metà anni '80 era una persona istrionica. Ricordo quando ad un torneo giovanile di Chivasso mi volle capitano. Quando entrambi ci siamo scontarti come allenatore nelle epiche sfide tra il mio Cvr 2005 e Rivara sono sempre state battaglie. Anche a livello umano una grande persona, essendo di Vialfrè spesso lo incontravo a San Martino e l'argomento era sempre il calcio canavesano, la sua vita».

