MICELI: conosciamo meglio il difensore. Catania, la chiusura di un cerchio
Per il difensore nativo di Cosenza, Mirko Miceli, è la chiusura di un cerchio. Era cresciuto proprio nelle giovanili del Catania, non avendo però mai esordito in prima squadra. Adesso ha la possibilità di farlo, tornando alle pendici dell’Etna a distanza di circa vent’anni da allora, mantenendo un eccellente rapporto con ex compagni di allora come Francesco Rapisarda, che poi ebbe il piacere di ritrovare a San Benedetto del Tronto. Non è stato facile strapparlo al Monopoli in questa sessione di calciomercato, ma la ferma volontà del giocatore classe 1991 ha fatto la differenza.
Dopo l’esperienza vissuta in giovane età sotto il vulcano, Miceli ha girato l’Italia da nord a sud vestendo numerose casacche tra Serie B, Lega Pro e campionato di Serie D. Alessandria, Carrarese, Valle d’Aosta, Rapallo Bogliasco, Olbia, Viterbese, Sambenedettese, Avellino, Virtus Francavilla, Turris, Taranto e Monopoli. Da menzionare anche l’avventura in Belgio al Royale Union Sant Gilloise nel 2009/10. Un’annata formativa, culture e modi di intendere il calcio diversi prima di fare rientro in Italia.
Miceli ha già militato in piazze calde e appassionate del calcio italiano, sa bene cosa significhi gestire le pressioni. Anzi, più aumentano le pressioni e più il centrale difensivo calabrese ha dimostrato di trovarsi a suo agio. “Difensore forte ed esperto, nella sua posizione rappresenta un top player per la categoria”, parlò così di lui qualche anno fa l’ex direttore sportivo dell’Avellino Salvatore Di Somma che lo portò proprio in Irpinia indossando anche la fascia da capitano con i lupi biancoverdi.
iIl ragazzo ha lasciato buoni ricordi un pò ovunque abbia giocato. Alla Sambenedettese non hanno esitato a definirlo “il muro della difesa”. Gazzettarossoblu.it, testata giornalistica marchigiana, sottolinea come il difensore eccella per intensità, decisione, fisico e possieda anche un piede “caldo”, potendo ricoprire senza problemi tutti i ruoli nella zona centrale della difesa. Un baluardo importantissimo. A Taranto, invece, giornalerossoblu.it lo descrive in questi termini: “Possente difensore, dotato di ottima leadership, che gli consente di essere un buon perno centrale nella difesa a 3”. Abile nell’uscita in anticipo, “soprattutto usando il colpo di testa, sugli anticipi alti. Forte nei contrasti, forte nel gioco aereo”, viene ritenuto un giocatore “molto disponibile al lavoro”.
Qualche mese fa Miceli è stato premiato come miglior difensore centrale del campionato di Serie C 2024/25 (31 presenze per un totale di 2.766 minuti conditi da un gol) al Gran Galà del Calcio – Italian Football Awards, evento giunto alla 14esima edizione, concepito con l’intento di omaggiare e premiare il calcio italiano. Ora, all’età di 34 anni (35 a giugno), non ha saputo resistere alla chiamata del Catania. Tornando laddove tutto era iniziato, lottando per un obiettivo prestigioso in una grande piazza, ambiziosa e affamata di calcio.
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