Notizie

Napoli, tra conti e Conte: quando il mercato diventa un processo pubblico

0 9

Nel calcio moderno il dibattito non si ferma al campo. Scivola sui social, rimbalza nei bar, si infiamma sotto i post di Facebook. A Napoli, oggi, il bersaglio è Antonio Conte. Non per i risultati soltanto, ma per una parola che fa più paura di una sconfitta: sostenibilità.
C’è un Napoli che non gioca, ma scrive. Scrive molto. E accusa. Negli ultimi giorni i social – Facebook in testa – si sono trasformati in un’aula di tribunale dove l’imputato ha un nome preciso: Antonio Conte. Il capo d’accusa è pesante: spreco di risorse, gestione dispendiosa, visione da grande club applicata a una società che grande lo è stata, ma non per bilancio.
Il refrain è sempre lo stesso. Troppi milioni spesi, obiettivi principali già sfumati – Champions e scudetto – e la sensazione che continuare a investire non garantisca né Coppa Italia né un piazzamento europeo. Un’equazione semplice, brutale: spendere non basta, e a Napoli forse non si può nemmeno.
Nel mirino finisce anche il “sistema Conte”: uno staff numeroso, costoso, totalizzante. Un modello che funziona se supportato da una struttura economica solida e ricorrente, come quelle di Manchester United o Real Madrid. Club che possono permettersi errori, Napoli no. Qui ogni acquisto pesa come una sentenza.
Ed è proprio sul mercato che il dibattito diventa più spinoso. Lucca, Beukema, Lang: nomi che dividono. Non tanto per il valore assoluto, quanto per la domanda che aleggia e nessuno ha ancora chiarito pubblicamente: chi li ha voluti davvero? Conte o la società? Scelte tecniche o compromessi strategici?
C’è chi sostiene che Conte non abbia scelto quei profili, ma li abbia accettati. Non per migliorare la qualità, bensì per allargare una rosa logorata da stagioni intense. Una tesi plausibile, ma incompleta. Perché Conte, piaccia o no, non è un allenatore che subisce. È un accentratore. E chi accentra, poi, deve anche spiegare.
Qui entra in scena De Laurentiis, silenzioso ma centrale. Il presidente che ha sempre rivendicato il controllo dei conti, anche a costo di scelte impopolari. Se oggi parte della tifoseria teme il dissesto, è perché Napoli ha già visto cosa succede quando si rincorre il sogno senza rete di sicurezza.
Per questo, forse, il punto non è stabilire se Conte abbia torto o ragione. Il punto è che Conte dovrebbe parlare. Non per difendersi, ma per chiarire. Perché nel calcio la trasparenza non fa vincere le partite, ma evita che le stagioni diventino processi permanenti.
A Napoli il campo giudicherà, come sempre. Ma nel frattempo il rumore cresce. E quando il rumore supera il gioco, vuol dire che il problema non è solo tecnico. È culturale. E anche contabile.

L'articolo Napoli, tra conti e Conte: quando il mercato diventa un processo pubblico proviene da PianetAzzurro.it, news sul Calcio Napoli e sul mondo delle scommesse.

Comments

Комментарии для сайта Cackle
Загрузка...

More news:

Read on Sportsweek.org:

Altri sport

Sponsored