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LIVE! Gasperini: “Bailey via per gli infortuni, ora si apre uno spazio in rosa. Il mio piano è avere un nucleo di 16-15 giocatori molto competitivi” (VIDEO)

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Alla vigilia di Roma-Stoccarda, gara di Europa League in programma domani sera allo stadio Olimpico alle ore 21, Gian Piero Gasperini prende la parola in conferenza stampa.

Il tecnico presenta una sfida delicata e decisiva per il cammino europeo, facendo il punto sulla condizione della squadra e sulle insidie di un avversario che arriva a Roma con ambizioni chiare.

Che gestione pensa di fare? Come sta la squadra?
“Sta bene. A parte Hermoso e Dovbyk, e le assenze dei due nuovi arrivi. La squadra sta attraversando un buon momento fisico, ma c’è una partita col Milan domenica che è una partita di maggior attenzione. In Europa League una buona posizione ce l’abbiamo, e vincendo potremmo saltare i play off, ma il campionato è quello che abbiamo maggior attenzione”.

Come è riuscito a rendere così continuo Dybala? Può giocare entrambe le partite? La Roma ha raggiunto il livello che si aspettava?
“La Roma si è contraddistinta fin da subito per questo tipo di mentalità. Ho trovato immediatamente un gruppo molto motivato, con la voglia di fare una stagione importante e con grande disponibilità, una caratteristica che abbiamo avuto sin dalle primissime giornate. Quello che mi auguro è che, andando avanti nella stagione, considerando che 21 giornate sono già un dato significativo, si riesca a migliorare anche l’aspetto qualitativo, soprattutto in fase offensiva, che in alcune partite è stato un nostro punto debole. A livello di prestazioni, però, sono state rarissime le gare in cui la squadra non ha risposto sul piano della mentalità e delle motivazioni. Paulo, secondo me, aveva già fatto molto bene in un certo momento della stagione. Poi ha avuto prima un’influenza e successivamente una ricaduta dal punto di vista fisico, quando ci sono certe situazioni per lui ci vuole un po’ più di tempo per recuperare. Aveva già dato dimostrazioni molto forti. È un giocatore che ora sta bene, è recuperato ed è in grado di dare il suo contributo. È chiaro che con il passare degli anni qualcosa può mancare sul piano della velocità rispetto a qualche stagione fa, ma ha le capacità per giocare e, soprattutto se supportato dai compagni, può essere un giocatore determinante”.

Quanto vorrebbe vincere un trofeo? L’Europa League è anche un percorso più breve per arrivare in Champions League.
“Io non metto il punto sulla vittoria del trofeo dell’Europa League. Lei sa da quanto tempo una squadra italiana non vince l’Europa League? L’ultima è stata l’Atalanta due anni fa, e prima ancora bisogna tornare agli anni ’90. La Champions League, invece, l’ha vinta l’Inter nel 2010. Se si ragiona solo in questi termini, si finisce per essere sempre perennemente delusi ed elusi. Vincere un trofeo europeo, oggi, per i club italiani è diventato davvero complicato. Basta guardare anche le partite di ieri e, riferendoci alla Roma, se questo diventa l’unico metro di giudizio si rischia di restare sempre molto delusi. Credo invece che sia necessario spostare un attimo l’obiettivo, pensare a guardarci e a migliorarci, a crescere sfruttando ogni opportunità, che sia il mercato, il campionato, l’Europa o le coppe. L’obiettivo deve essere quello di diventare progressivamente una squadra sempre migliore e più forte. Quando poi si ha davvero la sensazione di essere una squadra forte, allora forse si arriva anche a vincere qualcosa”.

E’ aumentata la fiducia per arrivare quarti?
“Noi giochiamo sempre per fare il massimo. Ma un po’ tutti all’inizio non sapevamo la nostra dimensione, dopo 21 giornate non c’è niente di definitivo, però è una posizione che, se ce l’abbiamo, ce la siamo conquistata. Giochiamo per ottenere il massimo. Ci siamo conquistati questa posizione e faremo di tutto per difenderla e, se possibile, incrementarla Abbiamo una considerazione di noi stessi superiore a quello che avevamo qualche tempo fa”.

Come si è arrivati all’interruzione del prestito di Bailey? Dobbiamo aspettarci altre uscite?
“Bailey ha avuto un’esperienza negativa, è stato un calvario dal primo infortunio, ha avuto sempre ricadute. Peccato, si pensava potesse dare un valore aggiunto. Gli infortuni hanno determinato questa scelta, l’ultimo quello di Torino dove ha dovuto fermarsi. Questo apre uno spazio, non so cosa può succedere in questi dieci giorni, si vedrà. Se arrivano situazioni che possono migliorarci come è successo con Malen, altrimenti si rimane così”.

Come sta Ferguson? Anche lui può terminare il prestito?
“Mi limito a dire che si è ripreso dalla contusione ed è disponibile. A oggi è un giocatore della Roma, ogni occasione per lui è buona per fare belle prestazioni. Domani mi aspetto da lui una prova in linea con le ultime che ha fatto”.

È in via di definizione il divieto di trasferta per i tifosi della Roma. Qual è il suo punto di vista?
“Questo è un problema eterno, in cui per colpa di poche persone finiscono per essere penalizzate migliaia di tifosi che seguono la squadra con passione. È evidente che episodi come quelli verificatisi l’altro giorno in autostrada non li vuole nessuno: non fanno parte dello sport né tantomeno del calcio. Va detto che, rispetto al passato, per fortuna accadono meno spesso, ma poi i provvedimenti sono questi. Quando andiamo in trasferta, come è successo anche a Torino, vedere così tanta passione e così tanta gente che segue la squadra è qualcosa di estremamente positivo. Proprio per questo dispiace, e dispiace molto. Non so se questa sia la soluzione migliore o la sanzione più giusta: per quanto mi riguarda, no, perché finisce per penalizzare la passione di migliaia e migliaia di persone”.

Pisilli, Ziolkowski e Ghilardi, giocatori giovani, possono essere considerati nuovi acquisti?
“Quello che penso e che mi piacerebbe sviluppare qui a Roma, e spero che sarà possibile, è la creazione di un nucleo forte di 15-16 giocatori molto competitivi. Un gruppo che permetta, anche con i cambi, di soffrire il meno possibile. Su questa base, l’idea è far crescere altri ragazzi giovani, come quelli citati, che possano alimentare e rafforzare quello che per me è il nucleo fondamentale di una squadra che vuole giocare le coppe, essere protagonista ed essere competitiva. La crescita dei giovani non è uguale per tutti e va valutata solo ed esclusivamente attraverso i fatti di campo, nient’altro. Su questo principio si può costruire una crescita continua della società, anche in modo sostenibile, perché quando hai giocatori che crescono e sono pronti a sostituire altri elementi, non sei costretto ogni volta a intervenire sul mercato con investimenti importanti, o puoi farlo in maniera più contenuta. È questo il percorso che stiamo cercando di portare avanti. Quando sono arrivato, la realtà era quella di una squadra con pochi giocatori realmente a disposizione, molti in scadenza e tanti in prestito. Serve un po’ di tempo, ma questo è l’obiettivo. Solo dopo si potrà parlare, giustamente, di obiettivo Champions o di vincere una coppa. Senza queste basi non si può fare nulla, perché basta un mese di difficoltà, come accade spesso, per compromettere tutto. Pisilli è il prototipo, l’esempio migliore: arriva dal settore giovanile e sarebbe ideale tornare ad avere un vivaio capace di produrre giocatori per la prima squadra. Rispetto all’inizio della stagione è cresciuto, soprattutto nel modo di stare in campo. Non è sempre necessario mandare un giovane in prestito, rischiando di non giocare o di trovare altre difficoltà. Se la crescita può avvenire all’interno della Roma, per me è la soluzione migliore. Arriverà il momento in cui, per lui o per altri, qualcuno magari dovrà andare altrove, ma l’obiettivo è che diventi un valore come lo sono Koné, Cristante e gli altri. Pisilli è il prototipo perfetto: non serve che vada in giro, la sua esperienza deve farla qui, deve diventare forte qui. E spero che questo succeda…”.

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GASPERINI A SKY SPORT

A che punto è la crescita della Roma? Verso quale sviluppo cerca di tendere?
“Andiamo avanti partita dopo partita, ma 21 giornate di campionato e 6 di Europa League sono un bel segnale. Cerchiamo di ottenere i risultati e contemporaneamente di far crescere l’organico, che numericamente ha qualche difficoltà. Ora sono arrivati Malen e Vaz, ma la società è attenta alle opportunità per migliorare la squadra e poi fare risultati”.

Come si gestiscono le sfide con Stoccarda e Milan?
“La partita contro il Milan ruba i pensieri della squadra e dei tifosi, visto anche le vittorie e la posizione che abbiamo in classifica. Lo Stoccarda è un’ottima squadra e ci giochiamo la possibilità di andare direttamente agli ottavi. Può essere un’opportunità per vedere la crescita dei giocatori più giovani”.

Ghilardi e Ziolkwoski sono i candidati per sostituire Hermoso?
“Sì, forse anche entrambi. Il reparto difensivo è quello più a rischio numericamente. Ndicka ha giocato tutta la Coppa d’Africa ed è arrivato di recente, poi c’è Mancini. Può essere un’occasione per Ziolkowski e Ghilardi per far vedere la loro crescita”.

Ha legato a Trigoria Ryan Friedkin fino a quando non arriverà un’ala sinistra?
“La presenza di Ryan Friedkin è stata la cosa più importante di questi primi sei mesi. Non era mai successo che la presidenza rimanesse qui a Roma per così tanto tempo e per noi rappresenta un valore aggiunto perché possiamo avere delle risposte immediate. Inoltre loro possono avere meglio la percezione di questa società così importante. Dal mese di gennaio usciremo più legati e convinti di ciò che dobbiamo fare”.

Che Stoccarda si aspetta?
“Squadra forte e migliorata rispetto all’anno scorso. Con l’Atalanta ho vinto in casa dello Stoccarda ma era stata una partita equilibrata. Lo sarà anche domani sera, è un impegno molto importante e rappresenta un metro di valutazione per i giocatori che hanno avuto meno spazio”.

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