RASSEGNA STAMPA – La Sicilia: “Catu-gol ha una zona preferita. Lotta con il Catania senza nascondersi”
“L’abbraccio collettivo nello stanzone dopo la gara. Sincero, prolungato. Nessuno voleva staccarsi dal compagno: «Questi momenti fortificano», ha accennato Salvatore Caturano dopo il 2-1 al Monopoli. E, ancora, il backstage che nessuno ha visto è proseguito con la visita dei dirigenti che dopo la gara di solito lasciano sereni i giocatori. Ma dopo una vittoria così Grella, Zarbano, Pastore sono subito corsi nello spogliatoio rossazzurro per i complimenti non sciatti, non di rito, ma calorosi e davvero sentiti”, riporta La Sicilia.
Le parole di Caturano anche a freddo sono un inno alla fratellanza, alla collaborazione: «Siamo lì, lottiamo. La classifica – dichiarazione in netta controtendenza con chi cerca di far finta di nulla – eccome se la guardiamo. Abbiamo un obbiettivo che è vincere dunque se siamo primi il sentiero è quello corretto».
“Catu-gol ha una zona preferita: le code di gare incerte, equilibrate. Non solo a Catania – si legge -. Prima del trasferimento in rossazzurro aveva giocato una sola gara a Potenza in questa stagione entrando a 24 minuti dalla fine in quel di Giugliano e firmando il 3-2 al 90′. In maglia rossazzurra aveva fatto il bis contro la Cavese grosso modo al 90′, ieri l’altro al 49′ del secondo tempo ha firmato il successo contro il Monopoli. Tre indizi che fanno la prova: questa è zona Caturano”.
“Il giocatore cerca di ampliare la visuale coinvolgendo i compagni: «In allenamento siamo tutti responsabilizzati dalle scelte dell’allenatore. C’è spazio per l’intero organico ecco che ci aiutiamo, ci sosteniamo a vicenda». Dall’astinenza al ritorno al gol, dopo tanti dubbi, altrettante critiche, l’ipotesi (falsa) di un ritorno a Potenza e tanto altro ancora: «Un attaccante vive di gol, ma sono sempre rimasto sereno perché ho avuto il sostegno di club, tecnico, compagni, tifosi. Spero di ricambiare ancora l’affetto che ricevo. Ecco perché a fine gara sono corso dai 560 sostenitori per festeggiare il successo»”.
“Caturano a 35 anni ha coronato il sogno di giocare a Catania dove ha affetti importanti della sua vita privata, ma soprattutto è in una grande piazza che ambisce: «Vogliamo tutti la stessa cosa, il bene del Catania. Una piazza che non può rimanere in Serie C. Lottiamo per questo senza esaltazioni ma con umiltà. Lottiamo senza nasconderci perché rappresentiamo con orgoglio una città che ha storia, un club che ha un pubblico da Serie A, che ha programmato per bene»”.
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