L’EDITORIALE | Panchina lunga, difesa blindata e ora il banco di prova delle trasferte
Il Catania la spunta nel finale contro la Cavese, quando il tempo sembrava già scivolare via e la pazienza del Massimino è stata messa a dura prova. Proprio lì è emersa la cifra di una squadra che oggi sa aspettare, sa colpire e soprattutto sa pescare dalla profondità del proprio organico.
Non è stata una partita semplice, non lo è mai quando il gol sembra una porta chiusa a doppia mandata. Il Catania assedia, costruisce, produce, sbatte contro un portiere in stato di grazia e contro i propri limiti di cinismo. Poi però trova la chiave, e non è un dettaglio. La sblocca Matteo Di Gennaro, la chiude Salvatore Caturano, finalmente al primo sorriso in rossazzurro. Un gol che che libera l’attaccante, accende una nuova opzione e aggiunge peso specifico a un reparto che ora fa davvero paura.
Ma la fotografia della serata ha un altro protagonista evidente: Giovanni Bruzzaniti. Impatto immediato: due assist che raccontano personalità e qualità. Non entra in punta di piedi, entra come chi sa di poter incidere. E lo fa. In una squadra che spesso ha bisogno di ritmo e invenzione, non è poco.
Intanto la difesa continua a recitare il suo spartito preferito: solida, ordinata, impermeabile. Zero gol subiti al Massimino non è una statistica, è un messaggio. Questo Catania sa proteggersi, sa soffrire quando serve e non concede nulla gratis. Una base fondamentale per chi ambisce in alto.
Il dato forse più incoraggiante, però, è un altro. Questa partita certifica la potenza di fuoco di un organico lungo, profondo, finalmente determinante anche dalla panchina. Entrano uomini, non comparse. Entrano soluzioni, non rattoppi. Ed è qui che il Catania può fare davvero la differenza nel lungo periodo.
Certo, sarebbe ingenuo ignorare l’altra faccia della medaglia. Questa vittoria, per quanto preziosa, rischia di restare un esercizio incompleto se non arriva quel cambio di passo necessario lontano dalle mura amiche. La promozione diretta passa dalle trasferte, dai punti ‘sporchi’, dalle partite in cui il Massimino non può spingere. Il Catania ha dimostrato di avere armi, profondità e carattere. Ora deve dimostrare continuità. La strada è tracciata. La marcia continua. Ma il salto definitivo passa da lì.
***CLICCA QUI per seguirci sulla nostra pagina Facebook***
L'articolo L’EDITORIALE | Panchina lunga, difesa blindata e ora il banco di prova delle trasferte proviene da Tutto Calcio Catania.

