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Raspa-day: ultimatum Roma, oggi la risposta

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È il giorno di Giacomo Raspadori. O almeno, nelle intenzioni della Roma, deve esserlo. Dopo l’accordo trovato nei giorni scorsi con l’Atletico Madrid, a Trigoria si attende in queste ore la risposta definitiva dell’attaccante azzurro, che aveva chiesto qualche giorno di riflessione prima di sciogliere le riserve. Tempo che ora è scaduto.

Ieri sera, nell’ultimo impegno dei Colchoneros prima della Supercoppa, pareggiato sul campo della Real Sociedad, Raspadori ha giocato appena diciotto minuti. Un minutaggio ridotto che racconta bene la sua attuale posizione nelle gerarchie di Simeone e che è uno degli elementi su cui la Roma ha sempre fatto leva. Dal punto di vista dei club, l’intesa è già stata raggiunta: Massara ha strappato un accordo per un prestito da 2 milioni con diritto di riscatto fissato a 19, con l’inserimento di una sorta di “penale” a carico dei giallorossi nel caso in cui il riscatto non venisse esercitato, sotto forma di indennizzo economico da riconoscere all’Atletico. Insomma, se non è un obbligo di riscatto mascherato, poco ci manca.

Lo scorso venerdì la Roma ha comunicato al giocatore di aver perfezionato l’accordo per la sua partenza, una notizia che Raspadori non ha accolto con entusiasmo. La sua priorità, infatti, è sempre stata quella di restare a Madrid, pur avendo aperto alla destinazione Roma nei primi colloqui. Da quel momento, però, la trattativa è proseguita anche sul piano economico e a Trigoria non è mai venuta meno la fiducia di riuscire a ottenere il suo sì, anche alla luce dello scarso spazio trovato in questa prima parte di stagione.

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La formula dell’operazione è considerata molto vantaggiosa dalla Roma e la volontà di riscattare il giocatore, soprattutto in caso di qualificazione in Champions League, resta forte. Proprio per questo oggi è stata fissata la deadline: Massara vuole una risposta chiara. Raspadori riflette, preoccupato dall’eventualità di un nuovo cambio di squadra a giugno e da alcune questioni economiche legate al suo contratto con l’Atletico, tra premi ancora da incassare e uno stipendio da 3,5 milioni netti a salire fino al 2030.

La concorrenza, al momento, non sembra spaventare la Roma. La Lazio, disposta a offrire Guendouzi, è frenata dalle richieste d’ingaggio, il Napoli è bloccato dall’impossibilità di investire subito. Per questo a Trigoria non intendono andare oltre: oggi serve una risposta, altrimenti si cambierà strada. Gasperini attende con crescente inquietudine l’esito della trattativa e anche nel rientro da Bergamo ha fatto trapelare tutto il suo malcontento. Il tempo delle riflessioni sta per finire: il Raspadori day è arrivato.

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Fonti: Il Tempo / Corriere dello Sport / Il Romanista

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