Una notte da grandi
Non è più tempo di sognare sottovoce. Stasera la Roma si presenta all’Olimpico con la possibilità di riprendersi il primo posto e mandare un segnale definitivo al campionato: prendeteci sul serio. Il Milan ha messo pressione, ma stavolta tocca ai giallorossi rispondere. E contro il Napoli, nel palcoscenico più pesante possibile, si capisce se la squadra di Gasperini è pronta a vivere il sogno o solo a inseguirlo.
La frase che rimbalza da giorni è semplice ma chiarissima: «È giusto sognare quando sei in queste posizioni… finché si può cerchiamo di allungarlo». Gasperini lo ha detto dopo la vittoria di Cremona, e lo ha detto proprio come lo direbbe lui: senza giri di parole, senza protezioni. La Roma è lì, e vuole restarci. Il resto è interpretazione, e l’interpretazione stasera la dà il campo.
Gasperini pretende una Roma da big. Non bastano più le buone sensazioni viste contro Inter e Milan: ora conta la ferocia, la continuità, la capacità di trasformare la crescita tecnica in risultati pesanti. La squadra ci arriva con un reparto difensivo consolidato da un anno e una fase offensiva più fluida, finalmente capace di riempire l’area e di produrre occasioni con continuità.
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Trigoria ha vissuto una vigilia sorprendentemente serena. Niente ansie, niente serrate: cena in famiglia, ritrovo questa mattina, sgambata leggera e le solite scelte da sciogliere nell’ultimo briefing. La novità è in panchina: il comando operativo sarà affidato a Gritti, vista la squalifica di Gasperini. Una modifica formale, non sostanziale.
La tradizione non aiuta: il Napoli è rimasto imbattuto in 10 delle ultime 11 sfide di campionato contro la Roma, e all’Olimpico i giallorossi hanno raccolto appena due vittorie nelle ultime nove. Numeri che descrivono la complessità del match, ma che oggi contano fino a un certo punto. Perché la Roma è nel suo momento migliore: più punti di tutti nel 2025, quattordici giocatori diversi in gol per sopperire all’assenza di un bomber, un’identità definita e una fiducia che cresce partita dopo partita.
Eppure un pareggio non arriva mai: zero “X” in 17 partite tra campionato e coppa, anche quando sarebbe stato meritato. Una sorta di sortilegio statistico che prima o poi dovrà pur rompersi. Ma non è questo il piano: «Stasera non vogliamo pareggiare, e mai perdere», il messaggio chiaro che trapela.
È una partita da Oscar, letteralmente. E non solo per l’immagine cinematografica che accompagna da giorni questa sfida. Gasperini e Conte sono i registi della serata, due autori che hanno riscritto i rispettivi film: il primo reinventando la Roma a sua immagine, il secondo restituendo equilibrio a un Napoli che si è rimesso in carreggiata battendo Atalanta e Qarabag.
Sul palco ci sono gli attori protagonisti: Soulé, il cannoniere “non previsto” di una Roma che segna con tutti; Neres, passato da riserva a sorpresa del Napoli; e poi i due “scatoloni neri”, Cristante e Lobotka, che registrano, collegano, anticipano tutto ciò che accade attorno a loro.
È una partita che nasce da un intrigo quasi cinematografico anche in panchina: Conte e Gasperini potevano guidare le squadre dell’altro, anni fa. Entrambi hanno detto no alla Juve, ed eccoli qui, stasera, a confrontarsi nel faccia a faccia più alto della loro stagione.
Dietro la retorica degli incroci c’è però la sostanza. La Roma vuole blindare il primo posto e mettere cinque punti tra sé e una rivale diretta. Il Napoli vuole riprendersi la vetta e rimettere il suo nome nella corsa. Il resto è atmosfera, rumore, sogni e tremori: cinema Olimpico, ore 20.45, biglietto solo andata.
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Fonti: Il Tempo / Gazzetta dello Sport / Corriere della Sera
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