Sinner: “Ho pensato di smettere, io controllato più di altri. Sono successe cose che non mi aspettavo”
Il momento tanto atteso è finalmente arrivato per Jannik Sinner. Il prossimo 5 maggio si concluderà la squalifica per la positività al Clostebol e a quel punto l’altoatesino potrà tornare in campo davanti al suo pubblico, quello degli Internazionali d’Italia (esordio atteso per 10-11 maggio). Il 23enne di Sesto Pusteria si sta preparando, ma rientrando in una modalità diversa da quella vista sino agli Australian Open, ultimo torneo vinto dall’azzurro.
Intervistato dal Tg1, il numero uno al mondo non ha dimenticato affatto il difficile periodo passato a causa del caso Clostebol: “Non auguro a nessuno di passare da innocente una roba del genere, siamo in un mondo dove ognuno può dire quello che vuole – ha tuonato Jannik -. Non ho capito quello che è successo, non sapevo niente. Ho fatto fatica ad accettare questi tre mesi, perché nella mia testa non ho fatto niente. Ho vissuto un anno intero di difficoltà”.
E ancora: “C’è stato un momento in cui ho pensato di lasciare. Mi ricordo che prima degli Australian Open quest’anno ero in un momento non felicissimo, ho detto ‘c’è ancora quel caso di doping’, e a fine anno ho detto ‘ok, è passato quest’anno, vediamo l’anno prossimo com’è la situazione’. Arrivato in Australia non mi sentivo proprio a mio agio nel locker room, dove mangiavo e i giocatori mi guardavano in modo diverso. Non mi piaceva proprio, e lì ho detto, ‘è pesante vivere il tennis in questo modo qua’. Io ero sempre uno che scherzava, che andava nel locker room, con questo e quell’altro scherzavo, non mi sono sentito a mio agio”.
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