Triestina calcio, i bocciati sono pochi, ma tutti concentrati nella difesa
TRIESTE In casa alabardata è ora di tirare le somme di fine stagione, perché in vista della prossima non si potrà prescindere dai giudizi sui singoli giocatori. Pochi i bocciati (quasi tutti in difesa), molti tra la sufficienza e il discreto, alcuni tra il buono e l’ottimo: insomma il bilancio di una squadra che è pur sempre arrivata quarta ed è uscita agli ottavi prendendo quattro pali. Vediamo il bilancio reparto per reparto.
DIFESA.
Matosevic ha alternato errori a grandi parate, Agostino ha commesso sbagli ma è stato sveglio e reattivo: forse per le ambizioni di promozione serve uno step in più. In difesa ha fatto bene Germano, sempre affidabile e soprattutto duttile, mentre Malomo si è confermato l’anima della squadra: pur con qualche lacuna resta uomo spogliatoio di cui si fa fatica a privarsi. Moretti dopo una buona prima parte ha avuto qualche amnesia ma per un giovane è comprensibile, mentre Rizzo, utilizzato solo nel ritorno, nella difesa a tre si è fatto valere per forza fisica e velocità. Pavlev ha mostrato buone potenzialità, ha gamba, accelerazione e propensione al cross, ma ancora troppe lacune difensive. Ciofani quando chiamato in causa ha fatto il suo, ma le vere delusioni sono state Anzolin, Struna e in minor misura Petrasso. Anzolin, leader nelle giovanili della Juve e già con esperienza di serie C, ha fatto troppo poco; da uno dell’esperienza ad alto livello di Struna, penalizzato da troppi problemi fisici, ci si aspettava di più; quanto a Petrasso, ha fatto vedere dinamismo e capacità di crossare, ma è stato troppo timido, mostrando intraprendenza solo nel finale.
CENTROCAMPO.
Il top della stagione è stato Correia, il giocatore di maggior classe che, a parte un paio di mesi di calo fisico, ha acceso la luce in campo. Proprio per questo, quasi certamente pronti per lui altri palcoscenici. Vallocchia ha corsa, interdizione, inserimento e tiro da fuori, ma nel ritorno tanta generosità gli ha fatto perdere spesso lucidità. Bene Celeghin all’inizio, poi con Bordin è stato fuori per scelta tecnica, e anche Fofana ha giocato poco, anche se quasi sempre ha risposto presente. Gunduz è un bel prospetto, ha già mostrato personalità nonostante la giovane età, mentre tra problemi di salute e infortuni, Jonsson e Ballarin si sono visti troppo poco. Quanto a D’Urso, è stato il giocatore di maggior talento tecnico, da lui sono arrivate giocate da categoria superiore, ma la poca resistenza fisica lo ha reso troppo discontinuo, inoltre ha pagato qualche infortunio.
ATTACCO.
Strano dire che bomber che hanno fatto grappoli di gol hanno lasciato anche ombre oscure, ma è cosi. Lescano è stato capocannoniere ma come già in altre piazze ha alternato partite ricche di gol ad altre in cui è stato totalmente avulso dalla gara. Poi nel finale è sparito per scelta tecnica. Quanto a Redan, potenzialità enormi, velocità e capacità di tiro da serie superiori, ma anche lui troppo lunatico e non sempre con la testa nel match. El Azrak invece è stata forse la sorpresa più bella, è cresciuto molto e da rincalzo è stato spesso protagonista. Giudizio positivo anche per Vertainen, forte fisicamente e dalle ottime qualità tecniche: non un killer ma nel finale ha aggiustato la mira. E tutto sommato anche Minesso, che veniva da una stagione no e con tanti mesi di scarso impiego, nel ritorno ha mostrato impegno e generosità.

