Calcio, l’ultima vittoria del Mantova a Novara fu 23 anni fa
Quello di domenica 25 al “Piola” sarà il 55° confronto in campionato tra Acm e Novara, numero che promuove il club piemontese al secondo posto tra quelli più affrontati dal Mantova nella sua storia ultracentenaria, a pari merito con Trento e Treviso, dietro al solo Piacenza (per ora irraggiungibile a quota 66).
Fu subito spareggio
Numero dispari perché fra le due squadre c'è un antico spareggio, più volte citato in queste pagine, datato addirittura 1926 e valevole per la permanenza in Prima divisione: a fine estate a Milano, i biancocelesti virgiliani recuperano già nel primo tempo da 1-3 a 3-3 per poi arrendersi ai supplementari all'autorete del terzino Ghirelli, uno dei fedelissimi di Guglielmo Reggiani, alla sua ultima presenza in maglia Acm dopo ben sei stagioni.
A digiuno da 23 anni
Il bilancio complessivo tra Mantova e Novara è di 20 successi del club di viale Te, 16 pari e 18 affermazioni degli azzurri piemontesi. Al “Piola” la tradizione nostrana non è positiva: solo 5 vittorie, con 9 segni X e ben 12 sconfitte (23 a 34 il computo delle reti ma quello complessivo è favorevole al Mantova, 62 a 57). Segnatevi una data, 28 gennaio 2001, perché è quella dell'ultimo exploit biancorosso nello stadio novarese: un 2-0 firmato in C2 da Graziani e Montrone, con gloria anche per Bellodi, che neutralizzò un rigore nel recupero. L'Acm aveva fatto centro anche nella stagione precedente: potere alla difesa nel 2-1 del 19 dicembre 1999, grazie alle reti di Morabito e Nicola Lampugnani (gol-vittoria al 94'!). E proseguendo a ritroso - considerando il 2-0 del 1997 maturato con le uniche reti in biancorosso dei parvenu Lillo e Andrea Ferrari - sarebbe stato un poker di trionfi in successione, se Dellagiovanna non avesse sparato in curva il tiro dal dischetto dell'edizione '98-99, a 3 minuti dal termine e sul risultato di 1-1. Anche perché, tolta questa fiammata a cavallo del Millennio, a Novara l'Acm ha quasi sempre sofferto le pene dell'inferno. Le altre due vittorie si perdono nella notte dei tempi. Un inutile 2-0 (Di Stefano-Calliman) a giochi fatti della stagione di C2 '82-83, buono solo per definire tra le due la prima delle non promosse e un ben più gratificante 3-1 (Jonsson, Di Giacomo e Sergio Pellizzaro) nel '65-66 che segnò la seconda promozione in Serie A dell'undici mantovano, guidato quell'anno da Cadè, con 15mila presenze sugli spalti del Piola.
Pari da promozione
Tra i pareggi, un paio soffertissimi evocano epiloghi gloriosi. L'1-1 della quarta giornata del torneo '87-88, con il recupero concretizzato da una mischia da calcio d'angolo risolta da Baldini a una decina di minuti dal termine su un campo ridotto a risaia, salva la panchina di Mario Corso, che nelle prime giornate aveva raccolto un solo punto. Aveva già la valigia in mano, fu protagonista di una clamorosa scalata e otto mesi più tardi festeggiava la promozione in C1. Da ricordare anche l'1-1 all'esordio del campionato 2004-05 e non solo perché è l'unico punto raccolto dall'Acm a Novara negli ultimi quattro tentativi. La squadra di Di Carlo è una neopromossa di belle speranze, la piazza è entusiasta e in 500 affrontano la trasferta in Piemonte, Fabrizio Lori è alla sua prima gara di campionato da presidente. L'Acm soffre, va in svantaggio ma rimedia con Graziani, che al Piola ha segnato in tutto 4 reti. Il primo incrocio finì 3-1 per il Novara, era il 1921; l'ultimo è l'inquietante 5-0 del gennaio 2023, con stoccata finale di Galuppini, futuro biancorosso.

