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Il Comune di Pordenone premia le “Pantere del Noncello”: furono loro, nel 1970, a sdoganare il calcio femminile

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PORDENONE. Oggi c’è il professionismo, un tempo tanti pregiudizi. Le “Pantere del Noncello”, ovvero le ragazze dell’Associazione calcio femminile Pordenone, grazie all’idea visionaria di quattro amici, ebbero il coraggio di sfidare la mentalità degli anni Settanta, che riteneva improbabile il pallone declinato in rosa, e vinsero.

Arrivò anche la serie A, a coronamento della qualità e della forza di un gruppo ancora oggi unito. Il Comune le ha volute celebrare, 53 anni dopo la fondazione del club, sciolto nel 1995, in sala consiliare.

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L’assessore allo sport, Walter De Bortoli, e la collega alle pari opportunità, Guglielmina Cucci, hanno consegnato un attestato alle ex atlete e un premio all’ex allenatore Vittorio Re, al capitano Lia Micheluz e a Luciana Marzocchi, che detiene un record: 200 partite consecutive col Pordenone. Presente anche il delegato di Pordenone della Figc Giorgio Antonini.

La storia del calcio femminile in città inizia nel 1970 grazie a Enea Costalunga, Re, Sante Targa e Dino Perin. Nacque l’Acf Pordenone. La tifoseria divenne sempre più numerosa. Amicizia, condivisione e sacrifici, sia per gli allenamenti a fine lavoro che per le lunghe trasferte. Costalunga fu il presidente.

Con la squadra tipo formata da Gaspardo, Camerotto, Romano, Sacilotto, Viel, Sist, De Nadai, Venchiarutti, Poles, Miotto, Zorat, Cancian, Marzocchi, Micheluz, Perin, Salvetti, Marchiol, Frascati, Giacomini, Morson, Toneguzzo, Avon, Carrino, Bomben, Pignoloni e Cadamuro, nel 1970 le Pantere vinsero il campionato Triveneto. Nel 1972 si aggiudicarono la finale con l’Alaska Lecce: arrivò la serie A.

Memorabile la trasferta in Germania, con una vittoria esaltante soprattutto per gli emigrati italiani. «Una squadra ancora unita – ha detto De Bortoli –. Quando sarà possibile, al centro sportivo De Marchi ci sarà spazio per i cimeli dell’Acf Pordenone».

Così Cucci: «Il calcio femminile oggi è una realtà consolidata, pur tra le difficoltà degli sport femminili. L’Acf Pordenone è stata pioniera in Italia, contribuendo a una rivoluzione culturale». Antonini, infine, ha ricordato di essere stato tifoso delle Pantere.

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