Una vita per il calcio a Domegge. Castellani dirigente benemerito
Sarà Marco Castellani uno dei due bellunesi che riceveranno sabato 24, a Mestre la benemerenza regionale della Figc. Un riconoscimento per oltre 20 anni di presidenza al Domegge e per tutte le energie dedicate al mondo del calcio cadorino e non solo: «Non me l’aspettavo», ci confida Castellani, «per me ricevere questa benemerenza è un piacere enorme. Mi hanno fatto notare in questi giorni che trovare un presidente con oltre 20 anni d’attività non è semplice, per di più nella stessa società. Sono contento di quanto abbiamo fatto e sono convinto che continueremo a crescere».
Come e quando è iniziato il suo cammino nel mondo del calcio dilettantistico?
«Il primo luglio 2001 insieme ad altri sei uomini abbiamo fondato il Domegge Calcio e da quel giorno sono sempre stato il presidente. La cosa che mi rende più orgoglioso è che siamo partiti con 17 tesserati ed ora tra staff, dirigenti e giocatori siamo più di 240. Abbiamo puntato al continuo miglioramento, con attenzione sempre più marcata al settore giovanile. Ora siamo un punto di riferimento per il movimento cadorino, è molto bello».
Cosa l’ha spinta ad andare avanti in questi anni?
«Sicuramente il supporto del mio consiglio. Abbiamo visto crescere questa società, conosciamo tutto. Avere vicino persone che sono come fratelli è una grande spinta, si riesce a farsi forza e a superare le difficoltà. Nonostante abbia una famiglia ed un’azienda a cui dedicare tempo, mi sento sempre nel vortice, vedo i giovani che vogliono crescere, vedo dei nuovi progetti e sento di poter essere ancora utile. I valori che ti da il calcio sono qualcosa di ineguagliabile».
Il momento più bello e quello più brutto?
«Ogni volta che ti si presenta un nuovo progetto per me è un momento bello. Dal punto di vista dei risultati non posso dimenticare la promozione in Seconda e quando nel 2003 per un anno e mezzo siamo rimasti imbattuti, senza dimenticare nel 2006 l’avvio del vivaio. Una decina di anni fa invece il momento più brutto, le cose non andavano bene, avevamo perso molti giocatori ed ho passato molte notti con tanti pensieri nella testa ma per fortuna le cose sono cambiate».
Ora nuove sfide. Quali?
«Vogliamo puntare più in alto. Spero che il nostro lavoro nel settore giovanile venga riconosciuto come scuola calcio e credo sia il momento anche per la prima squadra di raccogliere i frutti. Vogliamo una Terza di vertice, con tanti ragazzi di Domegge e un paese che è tornato al campo per tifare. Non posso che ringraziare i dirigenti e gli allenatori che ci stanno mettendo l’anima».

