Calcio in lutto, morto l’allenatore Silvano Grigoletti: era amico di giocatori e tecnici del Pordenone
PORDENONE. «È finita la partita di mio papà Silvano, il mio migliore amico». Una frase secca, diretta, travolgente. Così l’adorato figlio Massimo ha confermato la triste notizia della scomparsa di un personaggio iconico della città.
Poche parole che dicono tutto, raccontando la grande passione della vita di Silvano Grigoletti, 69 anni, storico allenatore di numerose squadre dilettantistiche del territorio, conosciuto da chiunque avesse a che fare con il calcio provinciale, ma anche dalle migliaia di clienti che ha servito come benzinaio nei dieci anni di gestione del distributore Q8 (prima Shell) di via Piave, a Pordenone.
Silvano quotidianamente apriva la stazione di servizio e spesso e volentieri s’intratteneva con chi andava a fare il pieno da lui. Persone di ogni età, che pian piano diventavano amiche. Tra loro, moltissimi giocatori che aveva allenato in carriera, ma anche professionisti del Pordenone calcio, squadra che seguiva con amore, pur essendo tifoso del Verona, sua città d’origine.
Immancabile al Bottecchia, presente a volte a Lignano, spesso seguiva la squadra anche in trasferta. Per assistere agli allenamenti al centro sportivo De Marchi si faceva sostituire al lavoro nel pomeriggio. Ed era diventato amico di tutti. Calciatori e tecnici si confidavano volentieri con lui, che di calcio ne capiva parecchio.
Aveva anche tenuto per qualche tempo una rubrica “da tifoso” per le pagine sportive del Messaggero Veneto. «Mi dispiace immensamente – è il ricordo di Bruno Tedino, per anni tecnico dei ramarri e amico che Silvano stimava particolarmente –. Se ne va una persona che apprezzavo, con la quale avevo sempre conversazioni interessanti e con cui parlavo di tutto. Amava profondamente il calcio e il Pordenone, seguiva allenamenti attento e in silenzio, senza commentare. Mai una parola fuori posto, una critica “cattiva”. Era competente e rispettoso, una persona schiva, ma d’animo buono».
Nella carriera da allenatore, “Mister Grigo” aveva guidato per anni il Villanova, squadra del suo quartiere che aveva contribuito a fondare, Pasch, Orcenico, Don Bosco e Union Rorai, con cui vinse un campionato di Terza categoria. Ebbe anche una parentesi con gli juniores dell’Opitergina, prima di passare a guidare gli amatori del Forcate e, in ultimo, la squadra degli Avvocati pordenonesi. «Se ne va un amico, non voglio aggiungere altro», ha detto commosso il direttore sportivo del Torre, Claudio Schiavo.
Silvano un paio di mesi fa era stato colpito all’improvviso da arresto cardiaco. Subito soccorso, era stato salvato in extremis dai sanitari. Pareva potesse migliorare, ma dai riscontri diagnostici era emersa una grave malattia, che gli aveva quasi del tutto compromesso un polmone. Dimesso e poi nuovamente ricoverato al Santa Maria degli Angeli, “Grigo” si è spento venerdì 28 aprile, alle 17.45. Avrebbe compiuto 70 anni a luglio. Lascia, oltre a Massimo, 44 anni, l’amata Rosanna, sposata nel 1976. —

