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Calcio a 5. Crisi Canottieri, Moi: «Momento  brutto ma le qualità emergeranno»

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Impossibile agire in modo diverso, durante l’ultimo mercato estivo. In ogni caso, in seno alla Canottieri Belluno c’è la convinzione che la squadra saprà tornare presto a muovere la classifica. Magari già da sabato pomeriggio, quando affronterà in trasferta il Giorgione dell’ex tecnico Robson Marani.

Il campo dei castellani è piuttosto ridotto nelle dimensioni e ne nascono sempre battaglie sportive caratterizzate da gol e parecchio agonismo. Il modo in ogni caso conta poco: la compagine biancoblù dovrà mettere punti in graduatoria dopo aver perso le ultime quattro giornate consecutive.

Aveva vinto all’esordio a Tombolo contro il Grangiorgione, pareggiando poi con il Padova. Da lì, luce spenta e ko di fila con Maccan Prata, Bissuola, Isola ed ora Olympia Rovereto. Quattro lunghezze in classifica sono proprio poche, soprattutto in un torneo parecchio equilibrato dove diventa complicato individuare chi retrocederà direttamente e chi disputerà i playout incrociati con gli altri raggruppamenti.

A fare il punto della situazione è Luca Moi, direttore sportivo e vice allenatore della Canottieri.

Ds, consigli per superare questa fase piuttosto complessa?

«Direi che la soluzione principale è mantenere comunque alto l’entusiasmo, il ritmo negli allenamenti e la passione. Anche perché queste sconfitte non hanno un filo conduttore a tenerle unite tra di loro, ma derivano da cause ogni volta diverse. Ecco, a noi spetta il compito di provare a porvi rimedio in fretta».

Analizzando più nel dettaglio quanto accaduto nell’ultimo mese, cosa le è rimasto impresso?

«Che contro il Maccan Prata non siamo mai entrati nel match, mentre le altre volte i guai ce li siamo sempre procurati da soli. Spesso sbagliando le scelte di gioco, e venendo meno pure dal punto di vista della capitalizzazione offensiva. Il momento è brutto, inutile girarci attorno. Ma nello sport da situazioni così ci si passa e sta a noi far emergere presto le nostre qualità».

Con il senno di poi è facile parlare e commentare, ad ogni modo non ha convinto la scelta di non puntare in modo deciso su un italiano di spessore. La nuova regola riguardo il più ampio utilizzo di giocatori “formati” lo consigliava, così come le tre promozioni in A2, i playoff allargati fino alla sesta o settima posizione…

«Sì ma se andiamo a vedere, soprattutto i pivot italiani sono rimasti dove erano già. Nel nostro raggruppamento, fa eccezione la sola Maccan Prata che ha preso Lari ed ha tenuto Focosi, brasiliano formato. Ci siamo mossi per valutare profili, ad ogni modo la concorrenza della serie A2 e l’essere un sodalizio piuttosto periferico dal punto di vista geografico non è stato d’aiuto».

Bè, c’era un Gonella al Sedico nella scorsa stagione che lavorava qui e di cui adesso si sente la mancanza nel roster, sotto il profilo dell’imprevedibilità e così via.

«Però era di proprietà del Cornedo, i quali lo rivolevano fortemente».

Di conseguenza non c’è da aspettarsi molto dal mercato di dicembre, pare di capire.

«Intanto manca ancora qualche settimana. In ogni caso le situazioni favorevoli le teniamo sempre sotto osservazione. Non trascureremo la campagna rafforzamento, posso assicurarlo. Intanto contiamo di recuperare a breve sia Contin e sia De Boni, i quali allungheranno le rotazioni affiancandosi ai tanti giovani che bene si stanno comportando».

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