Notizie

Triestina calcio, l’ex allenatore Bucchi saluta città e supporter: «Grazie di cuore, non una fuga ma una scelta condivisa»

0 58

TRIESTE  Cristian Bucchi ha già iniziato la sua avventura ad Ascoli, ma non ha dimenticato Trieste. Anzi, il tecnico che nella stagione passata ha guidato l’Unione, oltre ai ringraziamenti a tutta la città, ci tiene anche a precisare le modalità del suo addio, in un momento così critico per le sorti dell’Unione: «Non è stata una fuga considerata l’attuale situazione alabardata - afferma Bucchi - ma una scelta condivisa con la società, tenendo conto di due fattori: l’occasione che ho avuto di andare ad Ascoli, e l’opportunità di poter favorire in qualche maniera la Triestina in questo delicato passaggio, alleggerendola sul piano economico».

Il tecnico racconta come sono andate le cose nelle ultime due settimane: «Dopo Palermo ci saremmo dovuti vedere per porre le basi per la nuova stagione, poi è successo quello che è successo. Io fino a dieci giorni fa non avevo nulla di diverso in testa, poi seguendo le vicissitudini societarie e venendo fuori l’opportunità da Ascoli, ho parlato con Milanese. Mauro ha detto di capirmi benissimo e abbiamo gestito insieme la situazione: nel cogliere un’opportunità di lavoro importante per me, c’era anche la possibilità di dare una mano a una possibile prosecuzione della famiglia Biasin o a un’eventuale cessione, visto che si alleggeriva la società di cinque contratti importanti per la categoria.

Non nego che Ascoli per me è un’importante opportunità di crescita, non sarei andato via per un’altra Lega Pro». Bucchi comunque sottolinea come la sua stagione a Trieste, al di là dei risultati sportivi, sia stata eccezionale sotto tanti punti di vista: «In questo anno, nonostante le tante difficoltà, mi sono sempre sentito parte della città, mi sono integrato benissimo: la mia famiglia si è trovata bene, con i ragazzi c’è stato un ottimo rapporto, con la società un grande feeling, i tifosi sono stati caldissimi ma sempre discreti, non hanno mai invaso la sfera personale. Il mio grande dispiacere è non aver mai conosciuto personalmente il presidente Biasin.

Quindi il mio ringraziamento va a tutte le componenti: alla famiglia Biasin, a Milanese, a D’Aniello e gli altri dirigenti, ai dipendenti, ai giocatori e a tutta la gente di Trieste. Mi hanno sempre fatto sentire parte di loro, dando una sensazione di equilibrio anche nell’ottovolante a cui è sottoposto un allenatore. E da parte mia un grande in bocca al lupo alla Triestina: che possa iscriversi e continuare a restare nei professionisti».A.R.

Comments

Комментарии для сайта Cackle
Загрузка...

More news:

Read on Sportsweek.org:

Altri sport

Sponsored