Un’Udinese argentina allo stadio Maradona: i bianconeri provano a fare lo sgambetto al Napoli
UDINE. Adesso che si chiama “Maradona” per un argentino giocare nello stadio del Napoli non può non far scattare un sentimento speciale. Sarà così sabato 19 marzo (calcio d’inizio alle 15) per Nauhel Molina e Roberto Pereyra, i due “biancocelesti” con i quali l’Udinese si presenterà al cospetto della seconda della classe. Già perché, nonostante le attenzioni mediatiche siano soprattutto concentrate sulle milanesi, il Napoli è lassù in classifica e come ha detto giustamente Luciano Spalletti alla vigilia, la sua squadra vuole scrivere ancora nove belle storie da qui alla fine.
Nove, infatti, sono le giornate che mancano al termine del campionato nelle quali i partenopei si giocheranno lo scudetto. Già questo pensiero basta e avanza per capire quali e quante saranno le difficoltà che l’Udinese troverà oggi allo stadio Maradona.
Colpo di genio
La squadra partenopea sembra avere le caratteristiche che meglio si incastrano per mettere nei guai l’Udinese. Non a caso è da una vita (dicembre 2013) che i bianconeri non fanno risultato all’ombra del Vesuvio. Se lo vai ad aggredire alto il Napoli ha giocatori che dettano molto bene la profondità, se lo aspetti basso ha qualità di palleggio tali da saper trovare l’imbucata giusta. Cioffi dovrà inventarsi qualcosa di diverso per sorprendere il corregionale Spalletti e tirare uno scherzetto al Napoli. Sicuramente il Molina e il Pereyra visti all’opera con la Roma possono creare problemi anche alla difesa napoletana, Deulofeu se è ispirato idem. In teoria si prevede vita difficile per Beto che troverà in Koulibaly un difensore che per forza fisica e velocità non è secondo a nessuno.
Rischio diffidati
Sei sono tanti. Cioffi rinuncerà a due: l’indisponibile Perez (a proposito: niente Argentina per lui e Pereyra, solo Molina volerà in Suamerica durante la sosta) e Makengo al quale dovrebbe preferire Arslan. Il minino indispensabile. Anche perché non ci si può far condizionare troppo da una diffida per quanto la prossima gara dopo la sosta, in casa con il Cagliari, sia importante in chiave salvezza.
Obiettivi
A proposito: ma è ancora la permanenza nella categoria l’obiettivo dell’Udinese? Detto che la squadra nelle ultime tre gare ha fatto un salto di qualità, il rischio è che fino a quando non si recupereranno le gare con Salernitana e Fiorentina, sarà impossibile dare una risposta al quesito. Certo, un altro risultato positivo oggi a Napoli, certificherebbe che l’Udinese ha fatto un altro step in avanti. Magari non per puntare al decimo posto (il Sassuolo vola anche senza De Zerbi), ma per scalare due-tre posizioni sì: Empoli e Bologna non sono così lontane, anzi. Un passo alla volta, però: prima vediamo cosa succede oggi al Maradona.

