Finisce un mercato che sulla carta merita un 8
Ed anche questa sessione di mercato è finita. Una sessione davvero particolare a livello generale, caratterizzata dai pochi soldi che sono circolati e ad una lentezza che ha visto cambiare l’inerzia soltanto nella parte finale. Il mercato dell’Empoli per certi versi lo potremmo anche definire in linea con quello della serie A, ma ad onor del vero va detto che per il tipo di campionato che dovrà fare l’Empoli le scelte sono state indubbiamente interessanti e, soprattutto, ragionate. Chi si aspettava che la squadra che ha annichilito lo scorso campionato di B non venisse toccata, si sbagliava; sono infatti almeno sei gli inserimenti che potremmo definire titolari, in un mercato che vede arrivare dodici “nuovi” elementi. Le virgolette sono d’obbligo visto che quattro di questi sono ritorni.
Il primo acquisto ufficializzato è stato quello del portiere Vicario in prestito con diritto di riscatto dal Cagliari. L’ultimo quello di un altro portiere, ovvero lo svincolato Samir Ujkani. Movimenti in tutte le zone del campo con però la difesa ad essere stata proprio rivoluzionata con gli arrivi di Marchizza, Tonelli, Luperto, Ismajli e Stojanovic. In mezzo invece si è toccato davvero poco andando a richiamare due vecchie conoscenze come Zurkowski ed Henderson che partono come alternative. In avanti arriva Di Francesco come trequarti di scorta ed il duo Pinamonti-Cutrone che fa sognare la tifoseria.
Al di la dei rientri dei prestiti, le partenze eccellenti sono quelle di Nikolaou, Brignoli e Moreo. Saluta in prestito, ed a sorpresa, anche Crociata. Restano invece giocatori che sembravano con la valigia aperta come Damiani, Romagnoli e La Mantia: elementi questi che potranno essere davvero utili nel corso della stagione. In uscita anche Piscopo e Pirrello.
Un mercato alla fine sicuramente ricco di movimenti, forse più – come detto – di quanto qualcuno si potesse immaginare anche alla luce delle parole del Presidente Corsi subito dopo aver raggiunto la promozione. Ma alla squadra, per la A, c’era da metter mano. La sensazione è che siano state fatte le operazione giuste, quelle mirate che servivano per puntellare la squadra nei punti nevralgici con la permanenza di quegli elementi che parevano pronti per il salto di qualità. A livello statistico evidenziamo che l’operazione più onerosa è stata quella legata al ritorno di Tonelli. Adesso la parola al campo, ma sulla carta il voto non che può che essere 8.
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