Notizie

Tragedia in mare a Muggia: «Un padre molto presente che adorava la famiglia»

0 12

TRIESTE Si chiamava Davide Cernecca il triestino deceduto sabato pomeriggio a Muggia. Cernecca, 53 anni, è morto in seguito a un malore che lo ha colto mentre stava nuotando nello specchio d’acqua antistante il Molo T. Il cinquantenne lascia la compagna e tre figli. Di professione era elettricista e lavorava come magazziniere nello stabilimento “Marchiol” di via Flavia. In passato, come riferiscono gli amici, aveva partecipato ai tornei amatoriali di calcio a sette “Città di Trieste”.

«Per noi è stato un padre sempre presente e disponibile, voleva tanto bene alla propria famiglia e gli piaceva molto trascorrere il suo tempo con noi», raccontano i figli: «Conserviamo nel cuore tanti ricordi stupendi che non dimenticheremo mai. Papà era altruista, buono, lui aiutava sempre il prossimo».

La famiglia, come si può immaginare e comprendere, è sconvolta da quanto accaduto e chiede riservatezza.

La dinamica dell’episodio è ormai piuttosto chiara ed è confermata anche da una bagnante che si trovava in quel momento in spiaggia: «Erano circa le quattro – riferisce la testimone – e in quel momento io ero voltata dall’altra parte rispetto al mare. A un certo punto una bagnante si è accorta che il corpo del signore era in prossimità degli scogli in un punto in cui l’acqua è bassa. Era a pancia in giù, con la testa sotto, non si muoveva. Non sappiamo da quanto tempo si trovasse in mare così. Quindi la bagnante ha allertato chi era vicino – prosegue la testimone – e due uomini, da quanto si è appreso un carabiniere e un finanziere, si sono subito adoperati per portare la persona a riva e tentare di rianimarla. Si vedeva che sapevano praticare il massaggio cardiaco. La situazione era però già molto critica, perché dal polso e dal collo non sentivano battiti. Nel frattempo il 118 ha dato istruzioni ai due soccorritori su come procedere fino all’arrivo dell’ambulanza, che ci ha messo più di dieci minuti a raggiungere la zona. Gli operatori dell’ambulanza hanno continuato con le manovre di rianimazione usando anche il defibrillatore, ma ormai non c’era niente da fare».—

Comments

Комментарии для сайта Cackle
Загрузка...

More news:

Read on Sportsweek.org:

Altri sport

Sponsored