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Lori e Castagnaro: «Mantova, ora C siamo. Con Setti puoi tornare nel calcio che conta»

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MANTOVA. Sono passati 15 anni da quando insieme, in un Martelli pazzo di gioia, alzarono al cielo la B realizzata da un tifoso, dando corpo ai sogni trentennali del popolo biancorosso. Il Mantova è però sempre rimasto nel cuore di Fabrizio Lori e Alberto Castagnaro, quest’ultimo veronese «ma abbonato alla Gazzetta, che leggo sempre per informarmi sull’Acm».

Entrambi sono «felicissimi» per il ritorno del Mantova fra i professionisti. «Dopo anni di purgatorio - dice Lori - si comincia a rivedere la luce. Tornare in C è un passo importante, il Mantova l’avrebbe meritato anche un anno fa ma è stato sfortunato a trovare sulla sua strada il Como. Vorrei fare un plauso ai tifosi, perché nonostante tutto non hanno mai abbandonato la squadra, hanno ingoiato bocconi amarissimi ma sono sempre rimasti lì. E la società li ha ripagati facendo le cose giuste, perché vincere un campionato non è mai facile, in nessuna categoria».

Anche Castagnaro sottolinea i meriti della società di Viale Te: «Il fatto che il Mantova sia tornato in C è una cosa meravigliosa e sono contento soprattutto perché finalmente c’è una società che si muove con il giusto equilibrio e con le idee chiare. Nel calcio la continuità è fondamentale, così come lo sono la professionalità e il rispetto dei ruoli. Nel 2010, dopo il fallimento, provai a dare una mano con la creazione della cooperativa dei tifosi, ma poi vennero a mancare proprio queste componenti. E anche negli anni successivi ho visto improvvisarsi presidenti che il calcio non sapevano neppure dove fosse di casa. I risultati, purtroppo, si sono visti».

Acciuffata la C, è il momento però di guardare avanti. Ma il totoallenatore non appassiona: «Conoscendo Caridi - dice Lori -, mi ha parlato molto bene di Gilardino ed è una coppia che vedrei bene. Ma anche Modesto sembra uno bravo e comunque la società sceglierà per il meglio».

«L’allenatore lo troveranno - dice Castagnaro -, l’importante è la continuità societaria, con la conferma del ds che è un ruolo chiave».

E si torna così a parlare di società: «La prima cosa è consolidarsi in categoria - dice Lori - e poi crescere con calma. Setti è un presidente di A e non ha certo bisogno dei miei consigli, ma ho imparato che non sempre chi più investe ottiene risultati migliori. E che la tranquillità paga più dell’ossessione di vincere. Qui la piazza è matura, ha capito che la collaborazione con il Verona può essere utile (non era scontato) e merita un futuro roseo. Chissà, magari fra qualche anno potremo anche rivedere i biancorossi in serie B. Io ovviamente me lo auguro con tutto il cuore».

«Ho letto che Setti vuole realizzare un centro sportivo - argomenta Castagnaro - e questo lo ritengo un segnale bellissimo. Ai miei tempi volevamo farlo a Bigarello... La politica dev’essere quella di crescere i giovani (a noi scappò Lasagna!) e venderli per dare stabilità e futuro al club. Setti è bravo e in prospettiva non mi stupirei di rivedere il Mantova in B. Da tifoso non vedo l’ora».

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