Marino: "Roma-Napoli sarà un bivio per entrambe per imporsi come anti Juve"
CSS - Pierpaolo Marino , ex direttore sportivo del Napoli , intervenuto ai microfoni dell'emittente radiofonica nel corso della trasmissione ' Ingresso Libero ', tra i diversi temi trattati, ha parlato anche della sfida che andrà in scena domani sera all'Olimpico tra la Roma e i partenopei. Queste le sue parole:
Qual è la prima cosa che guarda nei giovani giocatori?
Innanzitutto saltano all’occhio le qualità tecniche e la velocità, che sono le due caratteristiche fondamentali nel campionato italiano.
Come valuta la condizione di Napoli e Roma?
Il Napoli sta facendo bene dall’inizio dell’anno solare: nel girone di ritorno della scorsa stagione è stata prima in classifica. Quest’anno la Roma ha cominciato peggio di come aveva finito ma sta crescendo. Roma-Napoli sarà un bivio per entrambe per imporsi come l’anti Juve .
Punti deboli del Napoli ?
Nella velocità può incontrare alcune difficoltà, ad esempio un giocatore come Florenzi può metterli in difficoltà. Bisogna stare attenti a tenere alto il ritmo, altrimenti il Napoli ti travolge e soprattutto attenzione alla catena sinistra.
Il Napoli è arrivato al massimo delle sue potenzialità?
Non ha cambiato nulla rispetto all’anno scorso, quindi con le 12 vittorie consecutive è arrivata al massimo.
Come vede la Roma?
Ha margini di crescita, Di Francesco deve amalgamare il tutto e inserirsi: è stato catapultato dopo un allenatore importante come Spalletti , non è facile.
Che ruolo può ricoprire Schick nella Roma?
Lo vedo anche esterno. Si esalta giocando da seconda punta o da trequartista ma in realtà si può adattare molto bene sugli esterni. Però bisogna vedere come sta: per ora lo ritengo un flop di mercato, anche se auguro alla Roma che non sia un flop definitivo.
Come si spiega il clima tra le tifoserie di Roma e Napoli ?
Ero con la Roma nella partita che ha generato la rottura del gemellaggio tra le due tifoserie. Prima il derby del sole era una vera festa, ora è una guerra civile, mi piacerebbe che si ritornasse al calcio antico.
In passato ha avuto a che fare con presidenti-tifosi. Oggi i presidenti delle squadre di calcio sono più commercialisti che tifosi. È un elemento negativo o positivo per il calcio?
E’ cambiato il calcio e di conseguenza i presidenti che sono diventati una sorta di mecenati.
Giocatori che le sono sfuggiti e che avrebbe voluto acquistare?
Tanti, soprattutto nella parentesi di Napoli visto che eravamo in B e non potevamo acquistare extracomunitari: ad esempio Modric che era giovanissimo, oppure Lewandowski
Il più grande successo?
Francesco Romano, che presi a novembre nell’anno dello scudetto. E’ stata l’iniziativa che mi ha ripagato di più.

