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Ciclismo, al Trofeo Laigueglia ci sarà Buongiorno appena passato tra i professionisti

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BORGOFRANCO D’IVREA. Il Trofeo Laigueglia aprirà mercoledì 4 marzo, come da tradizione, il calendario delle corse in linea italiane e ai nastri di partenza ci sarà anche un giovane atleta canavesano, Simone Buongiorno, di Borgofranco d’Ivrea, classe 2006 (compirà vent’anni il 19 marzo), che da quest’anno difende i colori della Beltrami Tsa Tre Colli, formazione tra le più quotate nel panorama del ciclismo giovanile, con la quale ha appena disputato il Giro di Sardegna, corsa che ha segnato il suo debutto tra i professionisti.

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«In realtà – spiega Buongiorno, – io sono ancora nella categoria Under 23 ma il regolamento permette alle squadre Continental (la terza serie del ciclismo, ndr) come la nostra di prendere parte anche ad alcune gare Elite (professionisti, ndr) ed è per noi un’importante occasione di crescita, perché ci confrontiamo con atleti e squadre di grande esperienza».

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Giusto per capire cosa intende Buongiorno, lo scorso anno il Laigueglia (che si corre dal 1964) è stato vinto da Juan Ayuso, uno dei più forti atleti per le corse a tappe e andando a ritroso nell’albo d’oro ecco i nomi di Giulio Ciccone, Alessandro Ballan (ultimo italiano Campione del Mondo), Paolo Savoldelli, Michele Bartoli, Lance Armstrong, Giuseppe Saronni, Eddy Merckx e Italo Zilioli. Anche oggi la startlist è di assoluto prestigio: assieme a Buongiorno prenderanno il via Christian Scaroni e Diego Ulissi (Xsd Astana Team), Marc Hirschi e Michael Storer (Tudor Pro Cycling Team), Antonio Tiberi (Bahrain Victoriuos), il campione italiano in carica Filippo Conca (Jayco AlUla) e il vincitore del Giro d’Italia 2019 Richard Carapaz. «Sarà interessante correre al fianco di questi atleti – commenta Buongiorno – : saranno al via ben dieci squadre World Tour (la “Serie A” del ciclismo, NdR) e per me, come per i miei compagni c’è molto da imparare, così come è stato al Sardegna. Correre a questi livelli è molto diverso da come ho corso finora: nelle categorie giovanili è tutto uno “scattarsi in faccia” senza fare troppi calcoli, mentre qui ci sono tattiche e strategie. Sono esperienze importanti per un giovane come me».

Il Giro di Sardegna ha stupito Simone non solo per l’aspetto agonistico: «Tutto il contesto è stato ben diverso dalle gare alle quali ero abituato: dal pubblico all’attenzione mediatica, all’organizzazione, tutto entusiasmante. In ogni paese che abbiamo attraversato le strade erano gremite di folla e questo, quando corri, ti spinge letteralmente ad andare più forte». Dopo il Laigueglia, il programma di Simone Buongiorno prevede soprattutto le gare, nazionali e internazionali, della categoria Under 23: «Ci arriveremo forti dell’esperienza maturata in queste prove. La squadra parteciperà al Giro d’Italia Under23 e, se la mia condizione sarà ottimale, ci terrei a esserci. Un’altra gara che ho nel mirino è la Torino-Biella, che si correrà su strade che conosco molto bene per averle percorse molte colte in allenamento, così come quelle valdostane, che saranno teatro del Giro della Valle d’Aosta. Questa non è una gara per la quale mi sento molto tagliato, perchè non sono uno scalatore puro, ma se sarò convocato, punto a dare una mano alla squadra». Che corridore si ritiene Simone? «Direi un passista che si muove particolarmente bene sui percorsi vallonati e tiene bene anche sulle salite pedalabili».

Oltre a Simone Buongiorno, a rappresentare il Canavese ci sarà anche Giovanni Ellena, sull’ammiraglia del Team Polti VisitMalta: l’esperto direttore sportivo avrà al suo servizio un gruppo arrembante guidato dai fratelli Davide e Mattia Bais, ma sicuramente avrà un’attenzione particolare anche per due atleti che sotto la sua guida hanno mosso i primi passi nel mondo del professionismo, ai tempi della Drone Hopper-Androni Giocattoli: il Colombiano Santiago Umba (Solution Tech Nippo Rali) e l’ucraino Andrii Ponomar (Petrolike) che proprio grazie a Ellena, all’indomani dello scoppio del conflitto russo-ucraino riuscì a far ospitare la mamma, la nonna e la sorellina in Canavese, per strapparle ai pericoli della guerra.

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