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Carta (Majka) batte sasso (Pogacar)

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Rafal e Tadej dominano la quarta tappa del Tour of Slovenia e negli ultimi metri si giocano la vittoria a morra cinese: il polacco vince e segna il bis, lo sloveno mantiene la maglia verde. Terzo Barceló, quarto Tolio e quinto Albanese

Dopo la prova di forza della Jumbo-Visma al Critérium du Dauphiné, al Giro di Slovenia era attesa la pronta risposta della squadra del favorito numero uno del prossimo Tour de France, la UAE Emirates di Pogacar. Gli emiratini non si sono fatti attendere e su tre tappe dure disponibili hanno messo in scena tre monologhi, solamente uno parzialmente interrotto dall’inserimento sul palco di Novak. Oggi, lungo l’ascesa verso Velika Planina è bastato un unico cambio di ritmo a far sì che Majka e Pogacar salutassero la compagnia e si involassero verso il traguardo. Il padrone di casa non ha poi sentito la necessità di staccare anche il compagno di squadra, ma ha preferito godere insieme allo scudiero della festa della sua gente, facendosi scappare anche un “cinque” a un tifoso. Questa tranquillità esteriore riflette probabilmente la consapevolezza di aver lavorato bene nei mesi scorsi e di essere pronto a firmare la tripletta alla Grande Boucle. Majka dal canto suo si sta confermando con il passare dei mesi il guardaspalle migliore per Tadej e al contempo uno dei migliori scalatori del gruppo, seppure le prestazioni di questi ultimi giorni siano arrivate contro una concorrenza di gran lunga inferiore a quella che troveranno in Francia.

È tempo di tappa regina al Tour of Slovenia: da Lasko a Velika Planina 153 chilometri piccanti conditi con quattro gran premi della montagna, il più duro dei quali in corrispondenza dell’arrivo. Nell’ordine Jesenovo (2.8 km al 6.9%, 3^cat.), Trojane (2.4 km al 8.2%, 3^cat.), Crnivec (10.6 km al 5.7%) e l’ascesa finale verso Velika Planina (8.2 km al 7.6%, 1^cat.) sono le asperità altimetriche, mentre dal punto di vista meteorologico la giornata non nasconde insidie, c’è il sole a baciare i caschi dei corridori.

Da Lasko non ripartono Heinrich Haussler (Bahrain Victorious) e Jakub Kaczmarek (HRE Mazowsze Serce Polski), mentre scattano, in fuga, Lionel Taminiaux (Alpecin-Fenix), Samuele Zoccarato (Bardiani CSF Faizanè), Xabier Azparren (Euskaltel-Euskadi), Umberto Marengo (Drone Hopper – Androni Giocattoli), Iván Cobo (Equipo Kern Pharma) David Per (Adria Mobil), Viktor Potocki (Ljubljana Gusto Santic), Tomasz Budzinski (HRE) e Francesco Carollo (MG.K Vis Colors For Peace VPM). Vantaggio che per loro si aggira sui tre minuti, con Pascal Ackermann e Rui Oliveira (UAE Team Emirates) a dettare il passo nel plotone; nessuno dei nove fa paura alla squadra emiratina in ottica generale. Ai -45, non molto lontano dalla vetta di Crnivec, Jasha Sütterlin (Bahrain) si porta in testa al plotone con Matej Mohoric (Bahrain) a ruota: il ritmo impostato dalla UAE era troppo basso per la squadra del terzo in classifica, Domen Novak, che decide dunque di accelerare. Dopo poche centinaia di metri Mohoric e Jan Tratnik testano le gambe a Tadej Pogacar (UAE) con un paio di scatti, ma il capoclassifica risponde senza difficoltà, proprio come i compagni Jan Polanc e Rafal Majka.

Lungo la discesa e il successivo tratto in falsopiano che precede la salita il gruppo recupera ulteriormente sui fuggitivi, portandosi a circa 1’00” dalla testa della corsa ai -25 grazie al lavoro di Sütterlin e Matevz Govekar (Bahrain). Ai -23 scatta Tratnik, il quale sa che la sua unica speranza di vincere la tappa è anticipare l’eventuale azione di Pogacar sulla salita finale. Rispondono allo sloveno due italiani: Matteo Sobrero (BikeExchange-Jayco) e lo stesso Nicola Conci (Alpecin), quarto in classifica. Il trentino capisce però che l’azione non porterà lontano e decide di sfilarsi dal terzetto tre chilometri più tardi, imitato da Sobrero. Tratnik, rimasto solo, può finalmente impegnarsi al massimo delle proprie forze; nel giro di un paio di chilometri raggiunge la fuga e la supera senza neanche preoccuparsi di chi gli prende la ruota. A 30″ il gruppo guidato da Polanc e Francesco Gavazzi (EOLO Kometa Cycling Team) contiene il distacco e poi lo annulla ai piedi della salita, a 9 km dal traguardo. L’ultimo fuggitivo ad arrendersi è Cobo Cayon ai -7.5, gruppo compatto.

Sempre Polanc guida i compagni lungo i primi tornanti di Velika Planina, ma è un attacco di squadra della Caja Rural – Seguros RGA ad accendere la miccia. Majka e Pogacar reagiscono e con disarmante facilità staccano tutti a partire da Novak, oggi più attento a salire di ritmo e a non andare fuorigiri. Conci invece paga lo sforzo precedente e arranca in coda al drappello inseguitore, in testa al quale c’è Sean Bennett (China Glory Continental Cycling Team), uno dei migliori di questo Slovenia quando la strada sale. La parata UAE negli ultimi 3 chilometri ricorda tanto quella degli Jumbo al Delfinato ed è in qualche modo un avvertimento ai rivali dei Paesi Bassi: “al Tour noi non saremo da meno”. Gli ultimi mille metri per Majka e Pogacar sono di festa, con Tadej che dà anche il cinque a qualche tifoso lungo la strada; è poi un semplice ma efficace “sasso, carta, forbice” a decidere le sorti della frazione. Rafal con il suo carta batte il sasso di Pogi e si porta a casa il secondo successo personale in questo Tour of Slovenia. Alle spalle del magnifico duo chiude terzo a 22″ un ottimo Fernando Barceló (Caja Rural), il quale nel finale stacca Alex Tolio (Bardiani), quarto a 24″, e Vincenzo Albanese (EOLO), quinto a 25″. Sesto il costante Vojtech Repa (Kern Pharma) a 28″, settimo a 33″ un generoso Bennett e ottavo Edward Ravasi (EOLO) a 43″. Chiudono la top ten Robert Stannard (Alpecin), che domani potrebbe ancora rendersi protagonista, e Jon Agirre (Kern Pharma).

Nella generale Majka si riavvicina a Pogacar e alla vigilia dell’ultima frazione è distante solamente 3″ dalla maglia verde. Terzo, ma ben più distante, Novak a 1’56”. Quarta piazza provvisoria a 2’07” per Albanese che conserva una piccola speranza di superare lo sloveno della Bahrain nella tappa di domani. Quinto Repa a 2’17”, sesto Conci a 2’41”, settimo Paul Double (MG.K Vis) a 2’56”, ottavo Joel Nicolau (Caja Rural) a 3’04”, nono Barceló a 3’16” e decimo Davide Gabburo (Bardiani) a 3’47”.
Si chiude domani con la Vrhnika – Nove Mesto di 156.1 chilometri che prevede nel finale lo strappo di Trska Gora (2 km al 9%), punto chiave per tentare un colpo di mano e anticipare il probabile sprint ristretto.

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