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Arriva la gamba da Tour? Thibaut opinò di sì

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Giro di Svizzera, vittoria per Pinot in fuga sull’arrivo in salita di Malbun. Higuita attacca nel finale e conquista la maglia gialla, ma Thomas è in agguato e domani avrà la crono dalla sua. Più indietro l’ex leader Fuglsang, Pozzovivo da applausi

Nessuno gli chiederà più di vincere la Grande Boucle, ma un Thibaut Pinot che si approccia al Tour con la gamba esibita oggi nella penultima tappa del Giro di Svizzera farà sorridere molti tifosi. Una vittoria rinfrancante quella ottenuta dal transalpino a Malbun, la quale non lo metterà al riparo dai consueti alti e bassi, ma certo gli darà la consapevolezza di poter recitare ancora un ruolo di primo piano nella corsa più sentita (e forse odiata). Per lui due vittorie quest’anno, la prima l’aveva festeggiata al Tour of the Alps e sempre in fuga in salita, una dimensione che ormai – per quel che riguarda le gare a tappe – è decisamente la sua. Insomma i tempi più bui di questi ultimi anni forse sono superati definitivamente; o perlomeno lo auguriamo al tanto bravo quanto fragile 32enne della Groupama.

Se Pinot ride, Sergio Higuita quantomeno sorride, ma Geraint Thomas proprio si scompiscia sotto i baffi: il finale (molto duro, reso acerrimo dal caldo afoso) ha ribaltato Jakob Fuglsang, leader della corsa, in favore del colombiano che ha strappato la maglia con un attacchino di 2 km; la gittata possibile era quella che era, per informazioni chiedere proprio a Geraint, il quale ha piazzato una progressione addirittura solo ai 500 metri: tanto gli è bastato per tenere Higuita nel mirino e per mettere distanza tra sé e Fuglsang. Domani la crono finale sarà un vero e proprio match point per il britannico, che oggi si è giovato dell’ottimo lavoro di un Dani Martínez sopra le righe.

In tutto questo, un affettuoso abbraccio, ma diremmo quasi un bacio in bocca con la lingua, se lo merita Domenico Pozzovivo, che dopo le fatiche del Giro (chiuso all’ottavo posto) è ancora lì a sbuffare e spingere, arrivando subito a ridosso dei più forti della generale e scalando posizioni fino alla quinta provvisoria. Domani può essere che ne perda più d’una sui 25.6 km contro il tempo intorno a Vaduz, resta però un’ennesima sua prova di rara tenacia, e comunque se non sarà top five, portare a casa un’altra top ten non gli dispiacerà di sicuro; certo che la Intermarché, assicurandosi le prestazioni del 39enne lucano, quest’anno ha fatto un vero affarone.

Vediamo nel dettaglio come si è svolta la frazione odierna? Certo che sì. Settima tappa del Tour de Suisse 2022, la Ambri-Malbun misurava 194.6 km e offriva agli scalatori l’ultima chance per avvantaggiarsi sui cronoman che domani si prenderanno la scena nel gran finale in Liechtenstein. Appena tre non partiti – e questa è una notizia – ovvero Marco Haller (Bora-Hansgrohe), Quentin Pacher (Groupama-FDJ) e Sander Armée (Cofidis), la fuga ci ha messo un bel po’ a formarsi ed è stata avviata dopo 36 km da Clément Champoussin (AG2R Citroën) e Nelson Oliveira (Movistar), a cui si sono via via aggiunti Baptiste Planckaert (Intermarché-Wanty), Clément Berthet e Nicolas Prodhomme (AG2R), Alexey Lutsenko e Gianni Moscon (Astana Qazaqstan), Michael Matthews e Jack Bauer (BikeExchange-Jayco), Ion Izagirre (Cofidis), Thibaut Pinot e Askey Lewis (Groupama), Sylvain Moniquet (Lotto Soudal), Óscar Rodríguez (Movistar), Fausto Masnada e Ilan Van Wilder (Quick-Step Alpha Vinyl), Gavin Mannion (Human Powered Health), Mathieu Burgaudeau e Paul Ourselin (TotalEnergies) e Yannis Voisard (Nazionale Svizzera). Planckaert è stato il primo a staccarsi già sulle prime rampe del Lukmanierpass dopo 45 km, ma lungo la salita hanno perso contatto dai primi pure Moscon, Ourselin, Bauer, Lewis e Voisard, sicché da 20 i fuggitivi sono scesi a 14 e i superstiti hanno raggiunto il vantaggio massimo di 7’30” proprio in cima al Lukmanier dopo circa 70 km.

Come ieri, Matthews ha vinto i due traguardi volanti di giornata mettendo praticamente al sicuro la sua maglia nera di leader della classifica a punti (dovrà semplicemente concludere la crono di domani), e con la cronaca siamo già ai piedi della salita finale ai -12, presa dai primi con 3’30” di vantaggio sul gruppo tirato sostanzialmente sempre dalla INEOS Grenadiers. Dopo nemmeno un chilometro di salita Champoussin (secondo ieri) e lo stesso Matthews si sono staccati, mentre Lutsenko ai -11 proponeva un allungo a cui rispondevano Van Wilder e Izagirre. Il belga si è presto staccato e su di lui è rientrato Pinot; ai -10 Izagirre ha mollato Lutsenko ed è andato alla ricerca della gloria personale, mentre Thibaut pian pianino risaliva bene mettendo nel mirino il kazako dell’Astana.

Negli stessi istanti la Bora – con Maximilian Schachmann – proponeva un aumento del ritmo in gruppo, senza che però ciò determinasse un riavvicinamento al solitario battistrada. Se non altro si accentuava la selezione nel plotone (per esempio è saltato in questi frangenti Andreas Kron della Lotto, decimo della generale), e si preparava il terreno per qualche ipotetica azione. L’ipotesi s’è fatta realtà agli 8 km con un’accelerazione di Remco Evenepoel (Quick-Step) a cui ha risposto in prima persona il leader della generale Jakob Fuglsang (Israel-Premier Tech); l’azione è presto sfumata e gli INEOS si sono rimessi a far trenino con Daniel Martínez.

Ai -7 Pinot ha infine raggiunto Lutsenko ma a quel punto Izagirre aveva mezzo minuto di vantaggio e non si vedeva come gli inseguitori potessero chiudere quel gap. Ai -5 Thibaut ha infine staccato Lutsenko e questo gli ha dato un certo quid di galvanizzazione tanto che ha limato una decina di secondi rispetto al battistrada. Tornando al gruppo, ai 4 km Felix Grossschartner (Bora), quinto in classifica, ha perso contatto: la selezione continuava a essere da dietro.

Nei 3 km Izagirre è scoppiato. Il caldo ha fatto il proprio gioco e ha sgonfiato le gambe del basco, su cui Pinot è piombato ai 3 km. Tanta la gioia dell’aggancio, che lo scalatore della Groupama ha subito staccato l’avversario, su cui in un attimo è tornato pure Lutsenko. Più indietro, Martínez dava fondo alle proprie energie e con la sua ultima trenata faceva staccare chiunque tranne il proprio capitano Geraint Thomas, Fuglsang e Sergio Higuita (Bora); e proprio quest’ultimo ha piazzato lo scatto assassino ai 2 km. Il fatto di essere lì lì per giocarsi la maglia gialla, coi suoi soli 10″ di ritardo da Jakob in classifica, ha messo le ali ai piedi al colombiano che ha preso proprio il margine giusto per andare a dama.

Gli ultimi due chilometri di scalata erano comunque più che impegnativi, e infatti i ribaltamenti sono continuati: Pinot ormai non l’avrebbero fermato manco i vigili urbani, in compenso Lutsenko si è fatto rimontare e superare da Óscar Rodríguez; quanto a Thomas, si era riservato il meglio per i 500 metri finali, laddove ha schiantato Fuglsang con una progressione delle sue; il gallese ha pure immaginato di ripiombare su Higuita, ma non appena Sergio s’è voltato e l’ha visto avvicinarsi ha rilanciato l’azione salvando il progetto di liderato.

In definitiva, Pinot ha vinto con 25″ su Rodríguez e 38″ su Lutsenko; Higuita ha chiuso quarto a 1’19”, Thomas quinto a 1’30” e al sesto posto si è infilato ancora Prodhomme, un altro dei fuggitivi, a 1’40”; Fuglsang è arrivato a 1’48”, seguito dall’interminabile Domenico Pozzovivo (Intermarché) a 1’59” e da Sébastien Reichenbach (Groupama) a 2’09”, Neilson Powless (EF Education-EasyPost) a 2’19”, Bob Jungels (AG2R) a 2’24”, Evenepoel a 2’30”, e un boccheggiante Izagirre a 2’32”. Tra gli uomini di classifica Schachmann ha pagato 2’53”, Stefan Küng (Groupama) 2’59”, Andreas Leknessund (DSM) e Felix Grossschartner (Bora) 3’42”, Hugo Houle (Israel) 4’02”, Kron 5’03”.

Il tutto si riverbera in una generale che cambia per il momento padrone (abbiamo il sospetto che non sarà l’ultimo avvicendamento là in testa): Higuita guida con 2″ su Thomas, 19″ su Fuglsang, 1’16” su Powless, 1’37” su Pozzovivo, 2’09” su Reichenbach, 2’19” su Küng, 2’31” su Jungels, 2’47” su Grossschartner, 2’59” su Leknessund, 3’11” su Schachmann, 3’16” su Martínez, 4’09” su Evenepoel, 4’34” su Kron, 4’40” su Pinot e 5’17” su Houle. Masnada scende in ventesima posizione a 14’45”. Distacchi pesantucci per una corsa di una settimana, ma soprattutto la salita finale di oggi ha fatto versare tante lacrime a tanti protagonisti. Domani si chiude con la crono, dunque: partenza e arrivo a Vaduz, capitale del Granducato del Liechtenstein dove già oggi si è sconfinato per il finale; 25.6 km piuttosto irregolari da coprire, Thomas è favoritissimo per vincere la corsa, quanto alla tappa c’è un Küng che scalpita: vedremo se oggi non avrà speso più di quanto non potesse.

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