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Gasparotto al Mondiale di ciclismo in Italia, ma con la maglia della Svizzera

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Gasparotto al Mondiale di ciclismo in Italia, ma con la maglia della Svizzera

UDINE - Sogno coronato, a 38 anni suonati. Con due Amstel Gold Race in bacheca, diverse altre corse e, ormai 15 anni fa al primo anno da professionista, il campionato italiano vinto a Pescara nel 2005 in maglia Liquigas.

Enrico Gasparotto, il friulano di Casarsa della Ntt, è stato convocato per il Mondiale di Imola del 27 settembre dal ct della Svizzera, nazione per cui corre dall’estate del 2019 dopo aver preso la cittadinanza rossocrociata per matrimonio.

Gasparotto vive a Lugano da oltre dieci anni, si è trasferito nella città del lago dopo il matrimonio con Anna Moska, la manager di origine polacca e cittadina svizzera, tra l’altro ora apprezzata procuratrice sportiva di tanti talenti del pedale.

Dopo aver accarezzato e sfiorato in diverse stagioni la maglia azzurra in una prova iridata e averla indossata solo agli Europei 2016, un anno fa la scelta non solo di chiedere la cittadinanza svizzera, ma anche la tessera della federazione rossocrociata con l’obiettivo, non tanto nascosto, di correre la prova iridata “in casa “di Aigle-Martigny ed esere convocato anche alle Olimpiadi di Tokyo. Ci ha pensato la pandemia, poi, a caricare di significati extrasportivi il tutto.

La Svizzera, infatti, proprio per il Covid, ha deciso di rinunciare all’organizzazione delle prove iridate di fine settembre e così Gasparotto si è trovato in un colpo solo dal correre un Mondiale nella nuova casa, la Svizzera, a partecipare alla gara più importante dell’anno per un cacciatore di classiche come lui, nella sua…vecchia casa visto il “ripescaggio” di Imola.

Una prima volta da ricordare che non crediamo abbia precedenti nel mondo del ciclismo ma anche in quello dello sport in generale.

Un ex campione d’Italia che decide di cambiare cittadinanza e corre il Mondiale con la maglia di un’altra Nazione? Un unicum cui Gasparotto ha fatto in fretta ad abituarsi: “Sono sicuro che per me sarà una grande emozione visto che, a 38 anni e alla sedicesima stagione da pro, avrò l’opportunità di correre un Mondiale. Farlo con un capitano forte come Marc Hirschi in un Mondiale italiano…avrà un sapore ancora più speciale”.

Poi Gasparotto, più che mai cittadino d’Europa e legato a filo doppio al suo Friuli e alla sua Casarsa (“che resteranno sempre la mia vera casa”, dice), ha un pensiero per la terra che l’ha accolto.

“Per me sia un’opportunità per ripagare la Svizzera, un paese che mi sta dando tanto. Quindi sono davvero contento e concentrato. Talmente concentrato che sono salito in altura insieme al re della pista Filippo Ganna e al mio compagno di squadra Matteo Sobrero per questi ultimi giorni di rifinitura prima del debutto mondiale”. Gasaprotto è a 2.800 metri in un rifugio sopra Domodossola e sogna in grande.

Perché con lui al Mondiale ci sarà una squadra valida e con un asso da calare, il giovane Hirschi, capace a 22 anni di lasciare tutti a bocca aperta al Tour de France e, nonostante l’età, già di diritto uno dei favoriti per la vittoria della maglia iridata. Gasparotto -  per dieci anni, viste vittorie e piazzamenti, sicuramente l’italiano che si è comportato meglio nelle classiche del Nord - avrà il ruolo di regista  assieme all’altro “grande vecchio”, il quarantenne Michael Albasini (Mitchelton-Scott), all’ultima recita.

Con loro poi il trentenne Silvan Dillier (Ag2r La Mondiale) , Simon Pellaud, 28 anni (Anroni) e Michael Schär, 34 della Ccc. La piccola Svizzera poi calerà un altro asso nella manica per la cronometro, Stefan Kung (Grouopama), che il nostro Filippo Ganna farà bene a controllare nella prova contro il tempo di giovedì 24.

“Sto cercando di gestire le emozioni, per poi sprigionare la forza al Mondiale”, chiude il casarsese, che per rodare la gamba fino a lunedì ha partecipato alla Tirreno-Adriatico. Mamma Luigina e papà Toni, a casa il 27 settembre, dovranno solo abituarsi a cercarlo in gruppo con la maglia rossocrociata.

E il percorso, con quelle due salite toste attorno al circuito di F1 di Imola, assomiglia tanto a una delle classiche del Nord che a lui tanto piacciono, fate voi se Amstel Gold Race, vinta nel 2012 e 2016, o Liegi Bastogne Liegi dove salì sul podio nel magnifico 2012 e solo due stagioni fa, nel 2018, finì sesto.

Insomma, vanno bene il debutto mondiale oppure il ruolo da regista, ma il casarsese andrà tenuto d’occhio eccome nel finale di gara dagli azzurri, su tutti quel Vincenzo Nibali, suo vicino di casa a Lugano e con cui abitualmente si allena.

Insomma, Enrico Gasparotto tornerà in Italia, a casa sua con la maglia della sua nuova casa. E il Friuli nel cuore. Un intreccio di emozioni. Da guinnes dei primati.

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