L’ascesa
ovvero: Javokhir Sindarov prossimo sfidante al titolo mondiale di scacchi
Al Torneo dei Candidati FIDE 2026, tenutosi a Cipro, ci si aspettava l’exploit di esperti G.M. come Caruana, Nakamura o Giri. C’era anche chi scommetteva sui più giovani Praghnananda o Wei Yi e invece il torneo ha incoronato un nuovo formidabile sfidante al titolo mondiale, un ragazzo dal volto pulito e lo sguardo sereno, con una prestazione di dominio assoluto. Il grande maestro uzbeko Javokhir Sindarov ha infatti sbaragliato l’élite mondiale conquistando il torneo con un turno di anticipo e garantendosi il diritto di sfidare il campione in carica, l’indiano, anch’egli giovanissimo, Dommaraju Gukesh.
La prospettiva di un match mondiale tra due ventenni, l’incontro iridato anagraficamente più giovane di sempre con un’età combinata di soli 40 anni, segnala un vero e proprio passaggio di consegne, segnando la fine dell’era dei veterani e l’inizio di un dominio indo-uzbeko.
Javokhir Sindarov: il prossimo sfidante
Nato a Tashkent, capitale dell’Uzbekistan, l’8 dicembre 2005, Javokhir Sindarov ha manifestato un talento prodigioso fin dalla primissima infanzia. Si dice che il suo primo incontro con la scacchiera sia avvenuto all’età di quattro anni per una motivazione singolare: evitare il riposino pomeridiano obbligatorio all’asilo. Primo allenatore è stato suo nonno, al quale il piccolo Javokhir aveva millantato di saper già giocare pur ignorando le regole base, dal quale ricevette le sue prime lezioni sui movimenti dei pezzi.
A testimonianza di una precocità fuori dal comune, a soli sette anni conquistò il titolo nazionale uzbeko Under-10, iniziando un percorso che lo avrebbe portato ben presto ai vertici scacchistici mondiali.
A 12 anni, nell’ottobre del 2017, ha ottenuto il titolo di Maestro Internazionale. Ha conquistato la prima norma di Grande Maestro all’Alekhine Memorial nel giugno 2018, seguita dalla seconda al Campionato del Mondo Juniores nel settembre dello stesso anno, competizione in cui ha anche superato la barriera dei 2500 punti Elo. La terza e decisiva norma è arrivata nell’ottobre 2018 al torneo First Saturday di Budapest.
L’ufficializzazione del titolo di Grande Maestro da parte della FIDE nel marzo 2019 ha consacrato Sindarov come uno dei talenti più brillanti della sua generazione: all’età di 12 anni, 10 mesi e 8 giorni, il secondo GM più giovane della storia degli scacchi, posizionandosi appena dietro al record di Sergey Karjakin e superando anche Magnus Carlsen in questa particolare graduatoria.
Dal Titolo GM alla Coppa del Mondo
Dopo un simile exploit, Sindarov ha attraversato una fase di transizione e consolidamento, arricchendo il suo palmarès con le vittorie del campionato nazionale assoluto uzbeko nel 2019 e nel 2021. In questo periodo, ha gradualmente trasformato il suo stile, all’inizio puramente tattico, rendendolo più solido e completo.
Il definitivo salto di qualità, da giovane promessa a sfidante per titolo mondiale, è avvenuto nel biennio 2023-2025. Nel marzo 2023, Sindarov ha vinto la prima edizione della Rustam Kasimdzhanov Cup, un torneo rapid di altissimo livello, superando G.M. avversari del calibro di Parham Maghsoodloo, Alexander Grischuk, Shakhriyar Mamedyarov e il connazionale Nodirbek Abdusattorov. Questo successo ha evidenziato la sua straordinaria abilità di calcolo, preludio al superamento della soglia dei 2700 punti Elo nel dicembre 2023, che lo ha introdotto nel ristretto club dei Super-GM.
L’apoteosi di questa fase di crescita ha raggiunto l’apice alla FIDE World Cup svoltasi nel novembre 2025 a Goa, in India. La Coppa del Mondo è un torneo a eliminazione diretta notoriamente estenuante che premia non solo la preparazione teorica, ma soprattutto la resistenza nervosa e la freddezza nei cruciali spareggi tie-break.
Partendo come sedicesima testa di serie, Sindarov si è imposto con la sicurezza di un veterano: ha eliminato sistematicamente avversari man mano più forti come Frederik Svane e il peruviano José Martínez Alcántara, per poi scontrarsi in un duro match contro il super-GM cinese Yu Yangyi. Il momento più drammatico si è consumato in semifinale nel derby contro il connazionale Nodirbek Yakubboev, altro giovanissimo talento, risolto a favore di Sindarov solo al tie-break.
La finale lo ha visto opposto all’esperto cinese Wei Yi. Dopo aver pattato le prime due partite a cadenza classica e la prima di spareggio, Sindarov ha piazzato la zampata vincente nel secondo incontro di tie-break, conquistando la Coppa del Mondo e diventando il primo uzbeko a vincere il trofeo non ancora ventenne e il più giovane vincitore di sempre. Oltre al prestigioso titolo, questa vittoria gli ha garantito l’ambito pass per il Torneo dei Candidati 2026.
Gli scacchi in Uzbekistan
È impossibile comprendere analiticamente l’ascesa di Javokhir Sindarov isolandola dal suo humus culturale e sportivo. L’Uzbekistan, una nazione centro-asiatica di circa 36 milioni di abitanti, si è imposta negli ultimi anni come una vera e propria “superpotenza” mondiale degli scacchi, raggiungendo il livello di “corazzate” scacchistiche come l’India, la Cina, gli Stati Uniti e la Russia. Questo fenomeno, secondo gli esperti, rappresenta il prodotto di una pianificazione mirata, di investimenti programmati e di una tradizione che affonda le radici nella metodologia della scuola sovietica.
Il momento in cui il mondo ha preso coscienza della nuova realtà, si è materializzato alle Olimpiadi degli Scacchi del 2022 a Chennai, in India. La squadra uzbeka, composta da adolescenti “terribili” (Nodirbek Abdusattorov, Nodirbek Yakubboev, Javokhir Sindarov, Shamsiddin Vokhidov e Jakhongir Vakhidov), ha compiuto un vero e proprio miracolo sportivo vincendo la medaglia d’oro di squadra, un traguardo storico per il paese. Durante l’intero torneo, l’Uzbekistan non ha perso un solo match, chiudendo con 19 punti (8 vittorie e 3 pareggi) e superando l’Armenia per spareggio tecnico.
In quell’epica cavalcata, Sindarov, schierato in terza scacchiera, ha conquistato un preziosissimo 6.5 su 10. Parallelamente, in prima scacchiera, Nodirbek Abdusattorov ha compiuto autentiche imprese, salvando la squadra in situazioni disperate contro la formazione statunitense (sconfiggendo Fabiano Caruana) e contro l’India 2 (sconfiggendo lo stesso Gukesh).
La solidità del movimento scacchistico uzbeko ha trovato piena conferma due anni dopo, alle Olimpiadi di Budapest del 2024, dove la medesima formazione ha conquistato la medaglia di bronzo, piazzandosi alle spalle della formidabile India e degli Stati Uniti.
Il duello interno per la supremazia: Sindarov contro Abdusattorov
Negli ultimi anni, nell’ambito dello squadrone uzbeko, l’attenzione dei media occidentali si è concentrata prevalentemente su Nodirbek Abdusattorov che molti consideravano il futuro sfidante al titolo mondiale. Il talento di Abdusattorov si è rivelato prestissimo: maestro a 9 anni, campione del mondo Rapid nel 2021 spodestando Carlsen, e giocatore capace di stabilizzarsi nella Top 5 mondiale, raggiungendo la quarta posizione assoluta. Carlsen stesso ha elogiato Abdusattorov definendolo un giocatore con “la mentalità più adatta”, dotato di un carattere d’acciaio e di qualità tecniche eccezionali.
Il confronto diretto tra i due talenti uzbeki evidenzia al momento una certa supremazia di Javokhir Sindarov il quale nel giugno 2024, all’UzChess Cup di Tashkent, ha sconfitto Abdusattorov con i pezzi bianchi. Nel torneo d’élite Tata Steel Masters 2026 a Wijk aan Zee (il cosiddetto torneo “Wimbledon degli scacchi” ), i due si sono incontrati al nono turno mentre erano entrambi in testa alla classifica, siglando una combattuta patta che ha permesso a entrambi di mantenere la leadership temporanea.
Una delle vittorie di Abdusattorov si è verificata nel peculiare formato del Freestyle Chess World Championship (scacchi 960) nel febbraio 2026, dove, conducendo i pezzi neri, ha inflitto a Sindarov una sconfitta in 26 mosse.
In futuro si prefigura una vera e propria rivalità ad altissimo livello tra questi due super G.M. ai vertici delle graduatorie mondiali.
Attualmente, in virtù dei punti ELO guadagnati con la strepitosa performance ai Candidati 2026, Sindarov è il numero 5 della classifica mondiale live con un rating (da confermare) di 2775, tallonando Abdusattorov, e accorciando le distanze dai campioni più noti ed esperti come Nakamura, Caruana e Carlsen.
La reazione di Abdusattorov alle vittorie di Sindarov a Cipro è stata di genuina ammirazione sportiva, dichiarando pubblicamente che Sindarov stava “mostrando la sua vera forza”.
Il Torneo dei Candidati 2026
Il Torneo dei Candidati FIDE determina lo sfidante ufficiale al Campione del Mondo. Si svolge tra 8 giocatori che si affrontano in un girone all’italiana a doppio turno di 14 partite. I criteri di selezione, alquanto complessi e basati sui risultati di una serie di svariate competizioni, hanno determinato l’esclusione di grandi campioni (a parte Carlsen che ha deciso da tempo di non partecipare più alle sfide mondiali) se pensiamo che tra i candidati non figuravano nomi di primissimo piano come Nodierbek Abdusattorov, Vincent Keymer (ELO 2762), Alireza Firouzia (ELO 2759), Wesley So (ELO 2754) e Arjun Eirigais (ELO 2751) tutti nella top ten mondiale. Erano invece presenti giocatori di alto livello, ma molto meno quotati come Bluebaum ed Esipenko grazie ai loro risultati costanti e positivi in varie competizioni selezionate dalla FIDE.
Personalmente, avrei preferito la selezione attraverso un torneo interzonale basato sulla classifica mondiale, come ai vecchi tempi, in cui i primi 4 avrebbero avuto diritto di entrare nel lotto dei candidati al titolo assieme ad altri 4 qualificati con sistemi diversi.
L’edizione del 2026, svoltasi a Cipro, è stata teatro di un’esibizione di forza da parte del vincitore che sarà a lungo ricordata.
Javokhir Sindarov ha sfoderato una prestazione assolutamente inattesa. Ha concluso il torneo da imbattuto, con un ruolino di marcia di 6 vittorie e 8 patte, totalizzando 10 punti su 14 conquistando la vittoria matematica del torneo con un turno di anticipo. Prima di lui, dall’introduzione del formato a doppio girone nel 2013, solo Viswanathan Anand (2014) e Ian Nepomniachtchi (2022) erano riusciti nell’impresa di vincere prima dell’ultimo turno, ma nessuno con un divario così ampio e un dominio così totale sugli avversari.
Devo dire che era dai tempi di un certo Bobby Fischer che non vedevo una superiorità così schiacciante di uno sfidante sugli altri partecipanti durante le selezioni per il titolo mondiale. Molti, analizzando il profilo dei candidati, puntavano su Fabiano Caruana (già sfidante, sconfitto da Carlsen) il quale, dopo l’abbandono del titolo da parte del norvegese, sembrava questa volta destinato finalmente a coronare il sogno mondiale dall’alto della sua esperienza e dei suoi 2800 punti ELO.
E invece Fabiano Caruana, dopo un ottimo inizio, ha subito una dura sconfitta al 4° turno contro Sindarov e ha ceduto dal punto vista psicologico. Da quel momento il suo gioco ha perso lucidità e precisione.
Ecco la partita che ha segnato la svolta del torneo per entrambi i giocatori:
Da notare che alla 14^ mossa Sindarov ha utilizzato pochi minuti del suo tempo, mentre Caruana 51 minuti. Alla 16^ Caruana si ritrova con soli 50 minuti sull’orologio mentre l’avversario ha consumato appena 8 minuti. In pratica l’uzbeko ha dovuto soltanto ricordare la giusta sequenza di mosse studiata in preparazione del match. Alla mossa 18 il primo grave errore di Fabiano gli costa la partita: si ritroverà ben presto con il Re al centro e sotto attacco, privo di iniziativa mentre l’avversario gioca con la precisione di un motore scacchistico. Abbandono alla mossa 36.
Dal canto suo, Sindarov, dopo la vittoria su Caruana, ha inanellato una serie di magnifiche prestazioni sconfiggendo con il Nero Hikaru Nakamura (numero 2 al mondo) dopo aver sfoderato una novità teorica così velenosa che Nakamura, celebre per la sua velocità fulminea, ha consumato l’incredibile tempo di 67 minuti per giocare la tredicesima mossa finendo ben presto in posizione inferiore. Ecco l’intera partita commentata:
Poi è stato il turno del cinese Wei Yi contro il quale ha ottenuto la sua quarta vittoria consecutiva nel torneo (tra il 3° e il 6° turno) e prendendo il volo in classifica.
Le fasi finali del torneo sono state una lezione di pragmatismo e gestione del rischio. Con un rassicurante vantaggio di due punti sui diretti inseguitori (Anish Giri in testa), Sindarov ha frenato l’impeto offensivo per blindare il risultato. Al Turno 11, nel girone di ritorno, ha subito una fortissima pressione da Caruana in un difficile finale, ma ha condotto una difesa a tenuta stagna strappando una patta preziosa.
Il sigillo matematico è giunto al Turno 13. Conducendo i pezzi neri contro l’unico avversario teoricamente ancora in corsa, l’olandese Anish Giri, Sindarov ha adottato il Gambetto di Donna rifiutato accettando un pedone centrale isolato.
I due hanno giocato blitz le prime 14 mosse, frutto di una profonda preparazione casalinga. Per comprendere il livello teorico ormai raggiunto ad altissimi livelli, ecco come Sindarov ha spiegato il suo gioco in conferenza stampa: “Abbiamo controllato e preparato questa linea contro Anish (Giri). A un certo punto è diventato persino noioso perché ho rivisto questa linea dieci volte… Sapevo che dopo il cambio delle donne non avrei avuto problemi a pattare”. La patta ha sancito la vittoria del torneo con uno score di 9.5 punti, rendendo ininfluente l’ultimo turno contro Wei Yi contro il quale ha pattato agevolmente.
La performance della sua prestazione si è attestata intorno all’astronomica cifra di 2950+ punti, un dato che rappresenta una delle prestazioni statisticamente più elevate della storia recente, garantendogli un incremento netto di 30.5 punti nel rating mondiale.
Il dominatore dell’ultimo decennio e incontrastato (per adesso) N° 1 al mondo, Magnus Carlsen, commentando l’andamento del torneo di Cipro, ha sottolineato così la cavalcata dell’uzbeko: “Mia moglie mi ha chiesto se avessi mai fatto qualcosa del genere nella mia carriera. Le ho risposto: ‘Grazie per la domanda, ma non proprio’. Il che dimostra semplicemente che la sua prestazione è molto, molto speciale”.
Hikaru Nakamura, visibilmente scosso dopo la sconfitta, ha ammesso la netta superiorità dell’uzbeko: “Ha giocato meglio qui di tutti gli altri giocatori messi insieme. Nessuno si è nemmeno avvicinato al suo livello”.
Lo stile di Sindarov: agonismo, tattica e velocità
Diamo adesso la parola al prossimo sfidante al titolo mondiale: “Sono un giocatore molto aggressivo. Fin da quando ero piccolo, ho sempre giocato linee aggressive, molti gambetti e aperture come la Difesa Est-Indiana. Ho sempre cercato di giocare linee insidiose. Questa propensione mi aiuta enormemente nel gioco rapid e blitz”.
Va detto che, nel passaggio ai massimi livelli del gioco a tempo classico, alla istintiva aggressività si è aggiunta una preparazione teorica di primissimo livello abbinata, fin dalle prime fasi del gioco, alla ricerca di costante iniziativa per mantenere l’avversario sotto pressione.
Sindarov accetta volentieri compromessi strutturali o deficit materiali in cambio di pressione posizionale, attività dei pezzi e limitazione delle opzioni avversarie.
L’ex Campione del Mondo Garry Kasparov, che nella sua lunga carriera ne ha viste di tutti i colori, ha analizzato la vittoria di Sindarov contro Esipenko in questi termini: “Se guardassi quella posizione, dovrei fermarmi a pensare per un bel po’. Ma lui giocava così velocemente! Boom, boom, boom. Come se stesse trovando le mosse semplicemente a fiuto”.
Questa velocità estrema rende insicuri anche gli avversari più esperti: la rapidità di Sindarov manda in cortocircuito la loro capacità di calcolo, spingendoli inesorabilmente verso lo Zeitnot nella fase cruciale della transizione tra mediogioco e finale, dove l’uzbeko raccoglie con estrema freddezza i frutti del suo gioco tagliente.
Un esempio eclatante del suo stile è la seguente partita giocata al terzo turno del torneo dei candidati contro il talentuoso indiano Praggnanandhaa Rameshbabu, un vero capolavoro per intensità agonistica e determinazione che mi ha ricordato in alcuni momenti la portentosa macchina schiacciasassi di Bobby Fischer nel suo periodo d’oro. Indubbiamente, è presto per fare paragoni così impegnativi, ma le premesse per avere, dopo Carlsen, un futuro “vero” campione del mondo (Gukesh permettendo), ci sono tutte.
Prag aveva preparato una complessa difesa contro il Gambetto di Donna, ma Sindarov alla 14ª mossa con il N. ha “sparigliato le carte” con un coraggioso sacrificio di cavallo per due pedoni e ha costretto l’avversario a pensare molto per trovare le migliori risposte. Nelle successive complicazioni Sindarov ha punito un errore di Praggnanandhaa alla mossa 22 e ha incassato il punto con freddezza robotica. Ecco la bella partita tra i due giovani talenti, molto combattuta e avvincente:
Preparazione Neurale e I.A.
La preparazione delle aperture di Sindarov nell’ultimo anno, come abbiamo accennato, ha raggiunto un livello di perfezione strabiliante. Dietro questi progressi c’è anzitutto uno staff tecnico di altissimo livello, guidato dall’IM Roman Vidonyak e dal GM Mukhiddin Madaminov.
Ma il vero elemento di rottura, che delinea i contorni di una nuova generazione di scacchisti, è l’approccio agli strumenti informatici.
La capacità dell’uzbeko di memorizzare linee complesse e migliaia di mosse generate dall’IA, comprenderne l’essenza posizionale e riprodurle alla scacchiera dimostra che l’eccellenza, oggi, è data dal binomio mente umana-intelligenza artificiale.
Dal punto di vista psicologico, Sindarov mostra una solidità mentale fuori dal comune. Nei momenti cruciali muove i pezzi con lucida determinazione, nulla sembra turbarlo e anche nelle interviste appare fin troppo calmo e disinvolto. Per rilassarsi ha candidamente ammesso che gioca spesso a “Counter-Strike” mantenendo una serenità mentale che lo aiuta a superare le altissime tensioni del torneo.
La Crisi del Campione del mondo Dommaraju Gukesh
Sul versante opposto della scacchiera, in vista dell’imminente scontro iridato, si trova Dommaraju Gukesh. Le premesse per il match mondiale delineano uno scenario inatteso: il Campione del Mondo in carica entra nell’arena con il morale non certo alle stelle e i favori del pronostico non lo vedono al momento favorito, considerata la straripante forma dello sfidante.
Gukesh aveva sorpreso tutti nel dicembre 2024, quando a Singapore aveva sconfitto in 14 drammatiche partite il cinese Ding Liren (7.5 a 6.5), diventando a soli 18 anni il più giovane Campione del Mondo, superando il record di Garry Kasparov del 1985.
Ma la maledizione che colpisce i successori di Magnus Carlsen, dopo il tracollo di Ding Liren (il cui gioco è apparso irriconoscibile dopo l’inatteso successo mondiale), ha colpito anche Gukesh e il biennio 2025-2026 si è trasformato per lui in una prolungata crisi sportiva con una sequenza di pessimi risultati e un costante calo di rendimento amplificato dalle pressioni mediatiche e commerciali che hanno travolto il giovane prodigio. I dati del suo momento critico sono inequivocabili:
- FIDE World Cup (Novembre 2025): Partito come testa di serie numero 1 in casa (India), è stato clamorosamente eliminato già al terzo turno per mano di Frederik Svane.
- Campionati Mondiali Rapid e Blitz (Dicembre 2025): Piazzamenti del tutto anonimi e ben lontani dal podio (20° nel Rapid, 53° nel Blitz, mancando le finali).
- Tata Steel Masters (Gennaio 2026): Al prestigioso torneo olandese ha chiuso in un anonimo 10° posto su 14 partecipanti (dopo spareggi tecnici), totalizzando 6.5 punti su 13 con 3 vittorie, 7 patte e ben 3 sconfitte.
- Prague International Chess Festival (Marzo 2026): un autentico tracollo. Gukesh ha disputato un torneo disastroso, chiudendo penultimo (9° su 10) e salvandosi dall’ultimo posto solo per il tie-break. Ha racimolato un misero 3.5 su 10, subendo tre pesantissime sconfitte, inclusa una dolorosissima capitolazione contro l’indiano Aravindh in cui ha commesso una svista madornale alla mossa 40 a causa di problemi di tempo, e una contro l’agguerrito rivale Nodierbek Abdusattorov.
Il tracollo di Praga è costato al campione indiano 19.5 punti rating, facendolo precipitare intorno al 15° posto della classifica live mondiale con un rating di circa 2730 punti, un’anomalia statistica per un campione del mondo in carica. Visibilmente provato ed “emotivamente svuotato”, Gukesh ha pubblicato uno sfogo sui propri canali social (Instagram e X), scusandosi con i tifosi. Ha riconosciuto che le sue prestazioni negli ultimi eventi sono state deludenti, e che avrebbe saltato i lunghi eventi lontano da casa per dedicarsi maggiormente agli allenamenti in vista della prossima difesa del titolo mondiale.
Questo ritiro volontario ha comportato la rinuncia al prestigioso Grand Chess Tour (GCT) 2026, dove, per un beffardo gioco del destino, è stato rimpiazzato come partecipante fisso proprio dall’arrembante Javokhir Sindarov.
Secondo l’esperto GM indiano Pravin Thipsay, uno dei problemi di Gukesh potrebbe risiedere in una sovra-dipendenza dalla preparazione analitica dei motori, che ha finito per annebbiare il suo straordinario istinto posizionale e la sua forza difensiva. Come per Ding Liren prima di lui, la conquista inattesa del titolo mondiale si è rivelato un fardello gravosissimo da reggere. Si spera tuttavia che, a differenza del cinese ex campione del mondo, sprofondato da anni in una crisi psicologica ed esistenziale, Gukesh sappia riprendersi e, grazie alla sua giovane età, superare questo difficile momento.
Il match iridato 2026: scontro di stili e prospettive strategiche
Sul piano statistico, Sindarov giungerà al match forte di un notevole vantaggio Elo accumulato nell’ultimo anno: al momento circa 50 punti in più rispetto al campione in carica, una distanza non comune nella storia dei match mondiali. Per quanto riguarda gli scontri diretti a tempo classico, il campione indiano non ha mai sconfitto Sindarov. L’unica partita decisa a cadenza classica risale allo Sharjah Masters del maggio 2022, dove Sindarov ha superato l’indiano impiegando magistralmente la variante Rossolimo della Difesa Siciliana. Da allora, i due hanno prodotto solo patte ad alta tensione, come il titanico scontro in 78 mosse al Tata Steel 2026 in cui Sindarov ha neutralizzato con freddezza un brillante sacrificio di donna di Gukesh, costringendolo alla divisione del punto.
Ecco la partita commentata in una sintesi video:
Da un punto di vista strategico e psicologico, il match si configurerà come un classico scontro di stili. Gukesh dovrà ritrovare la formidabile capacità difensiva e la forza di calcolo che lo hanno incoronato nel 2024, uscendo dal vortice emotivo in cui è sprofondato.
Di contro, Sindarov sfrutterà la sua velocità di esecuzione per trascinare l’indiano in posizioni taglienti, dinamiche e altamente squilibrate dal punto di vista materiale e strategico. La capacità di Sindarov di variare in modo imprevedibile il repertorio d’apertura metterà a durissima prova i secondi di Gukesh, forzando il campione a consumare energie nervose e minuti preziosi.
Insomma, come anticipato in un altro articolo su questo blog, è in atto un vero e proprio ricambio generazionale di proporzioni impressionanti: India, Uzbekistan, Cina sfornano di continuo fortissimi G.M. che appena ventenni raggiungono i vertici mondiali. Ma non dimentichiamo anche i fortissimi e giovanissimi Alireza Firouzja (campione franco-iraniano negli ultimi tempi un po’ appannato) Vincent Keimer (ventunenne talento tedesco) e, perché no, anche un certo… Faustino Oro, argentino, Maestro internazionale ad appena 12 anni, oggi con un rating di oltre 2500 punti ELO, uno dei più promettenti talenti scacchistici degli ultimi anni.
La battaglia per il primato, le grandi rivalità e lo scontro tra campioni con stili diversi generano grande interesse tra gli appassionati e, in vista delle prossime sfide, di sicuro avremo modo di ritornare sull’argomento.

