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L’ultimo ballo nella sua Anterselva: si ritira Dorothea Wierer, la “regina” che ha reso popolare il biathlon in Italia

Una campionessa, un’ispiratrice e la trascinatrice di un intero movimento. Dorothea Wierer è il biathlon e nella sua carriera ha lasciato un segno indelebile in questo sport. L’altoatesina ha portato una disciplina di estrema nicchia in Italia a una popolarità inedita, mai raggiunta prima. E lo ha fatto grazie ai suoi risultati, ma soprattutto grazie alla sua persona e il suo carisma, che l’hanno trasformata nella regina del biathlon non solo italiano, ma mondiale. Con un commovente 5° posto nella mass start di Milano Cortina 2026, nella sua Anterselva, dov’è nata e cresciuta, dove ha messo per la prima volta gli sci ai piedi, ha detto addio a un mondo che l’ha amata per 15 anni e che già sente la sua mancanza.

Arrivata al biathlon nel 2000 su impulso dei suoi fratelli, Wierer fin da adolescente ha mostrato il suo talento vincendo sei ori tra Mondiali giovanili e juniores. Ha esordito in Coppa del Mondo il 9 gennaio 2009 a Oberhof (Germania), lo stesso luogo che nel 2023 le ha regalato l’oro mondiale con la staffetta femminile. La sua cavalcata verso i vertici del biathlon è iniziata nel 2014, a 24 anni. Ai Giochi Invernali di Sochi ha chiuso sesta la sprint e ha conquistato il bronzo nella staffetta mista assieme a Karin Oberhofer, Dominik Windisch e Lukas Hofer. In quell’evento ha capito che poteva stare lì, con le migliori al mondo e se voleva raggiungerle doveva dedicare anima e corpo al biathlon. E così ha fatto. Il suo carattere festaiolo ed estroverso le è rimasto ed è quello che le ha permesso di diventare così popolare a livello mondiale. Ma ha saputo scindere sport e vita privata, arrivando a vertici già sul finire di quella stagione. Il primo podio, infatti, risale al 8 marzo 2014 nell’inseguimento di Pokljuka (Slovenia). Dopo ne sono arrivati altri 87, considerando anche le staffette, tra Olimpiadi, Mondiali e Coppa del Mondo. Numero che le consente di essere la sesta biathleta di ogni tempo per top-3 al mondo.

Il punto più alto della sua carriera sono le stagioni 2018/2019, nella quale ha vinto la prima Coppa del Mondo generale davanti a Lisa Vittozzi, e soprattutto l’annata 2019/2020, dove ha vinto la seconda Sfera di Cristallo e due titoli mondiali individuali nella sua Anterselva. A livello iridato gli ori sono quattro, il primo conquistato nella mass start di Oestersund 2019 nello stesso giorno in cui al maschile vinse l’azzurro Dominik Windisch, per un totale di 12 medaglie. I successi individuali in Coppa del Mondo sono 17. Il primo il 3 dicembre 2015 nell’individuale di Oestersund (Svezia), una delle sue piste preferite, e l’ultimo a distanza 10 anni esatti, il 2 dicembre 2025, ancora a Oestersund e ancora nell’individuale. Inoltre, è una dei pochissimi biathleti ad aver vinto in tutti i format di gara del biathlon, che considerando anche le staffette sono sette. È l’unica in Italia a esserci riuscita, a Vittozzi mancano il successo nella single mixed e nella mass start. L’unico “tallone d’Achille” per Wierer è l’oro olimpico. Nelle quattro Olimpiadi a cui ha partecipato, l’altoatesina non è mai riuscita a fregiarsi del metallo più pregiato, ma ha vinto quattro medaglie in quattro edizioni diverse. L’ultima, lo splendido argento con la staffetta mista a Milano Cortina 2026.

Wierer è la biathleta italiana più vincente di sempre. È stata la prima a vincere la Coppa del Mondo e la prima a vincere un titolo mondiale. Vanta sei Sfere di Cristallo, due generali e quattro di specialità: individuale (2016 e 2021), inseguimento (2019) e mass start (2020). Ma il traguardo più alto raggiunto dall’altoatesina, e quello a cui lei tiene di più, è aver portato il biathlon in un’altra dimensione in Italia. Uno status per cui oggi una buona fetta di italiani conosce e si è appassionato a questo sport.

È stata la pioniera e la trascinatrice del movimento azzurro per 15 anni e anche grazie ai suoi risultati sono arrivati campioni come Vittozzi e Tommaso Giacomel, che già stanno raccogliendo il suo testimone e in questi Giochi hanno ricordato Wierer, augurandole il meglio per il futuro. A livello giovanile, oggi il biathlon è ricco di atleti dalle buone prospettive e l’Italia è diventata una potenza mondiale, ancora dietro a Francia, Norvegia e Svezia, ma ormai in scia. Gran parte del merito non può che essere riconosciuto all’altoatesina, che è stata bravissima anche a sponsorizzare il suo sport nei numerosi eventi a cui ha partecipato. E sicuramente continuerà a farlo, perché ama troppo il biathlon per dirgli definitivamente addio.

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