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Biathlon, Tommaso Giacomel è sbocciato. Può diventare il numero 1 del mondo?

Nel settore maschile, la stagione 2024-25 del biathlon passerà alla storia come quella del congedo di Johannes Bø, che ha inopinatamente deciso di dire addio con un anno di anticipo rispetto ai progetti originari, anteponendo in maniera sacrosanta la famiglia – e una vita “ordinaria” – alle fatiche e agli oneri di quella da atleta.

A Oslo c’è stato l’ideale passaggio di consegne al connazionale Sturla Holm Lægreid, da tempo “delfino” del conterraneo, ma ora legittimamente assurto al ruolo di monarca. La domanda è se il suo sarà un regno duraturo, oppure se ci aspetta un periodo di marasma istituzionale. Il ventottenne di Bærum ha margine sul resto del mondo, la classifica generale del massimo circuito è lì a testimoniarlo, ma non da’ la sensazione di essere inattaccabile. Tra chi può accarezzare l’idea di succedergli al trono, un domani o un dopodomani, c’è anche un italiano.

Ebbene sì, nell’analisi di inizio stagione si era detto che Tommaso Giacomel doveva sbloccare la “modalità gamer” (quella segreta e oltre la difficoltà “hard” nei videogames di una volta) per poter competere con i norvegesi. Missione compiuta, perché la seconda parte di inverno del venticinquenne trentino è stata superlativa. Il rendimento tenuto da metà gennaio in poi è degno di chi può coltivare legittimamente l’ambizione di vincere la Coppa del Mondo.

Banalmente, il “segreto” è rappresentato dal miglioramento della precisione al tiro. In questo modo, l’azzurro ha effettuato il proverbiale ultimo salto di qualità, raggiungendo il cosiddetto “pacchetto completo”. Cosa manca a Giacomel per diventare il numero 1 del mondo? Teoricamente nulla. È competitivo sugli sci, spara velocemente e bene. I pezzi del puzzle di cristallo, dunque, ci sono tutti. Bisogna “solo” incastrarli a dovere.

Attenzione, non si sta dando per scontata un’affermazione, perché ci sono altri concorrenti a questo gioco. Provengono soprattutto dalla Norvegia, ma anche in Francia ed eventualmente in Svezia c’è chi ha per le mani lo stesso prodotto. Ogni inverno, solo uno riesce a completare il suddetto puzzle. Gli altri devono rimettere tutto nella scatola e riprovarci l’anno successivo, ricominciando da capo.

Cionondimeno, il verdetto più significativo sul 2024-25 del biathlon italiano è rappresentato dalla consapevolezza di come Giacomel abbia raggiunto la meta alla quale in tanti erano convinti potesse arrivare sin dal momento in cui è apparso nel circuito maggiore, ovverosia il gotha della disciplina. Ora si può confrontare ad armi pari con il meglio del biathlon maschile, con la convinzione di poter diventare, nel futuro, finanche il meglio di quel meglio.

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