Pallacanestro Trieste, l’esempio arriva da Ruzzier e Vildera: dieci giorni per decidere il ranking biancorosso
TRIESTE Nel ciclo di ferro della Pallacanestro Trieste, con tre scontri diretti in quattro turni, la partita di domenica a Valmaura contro Piacenza solo apparentemente sarà più semplice. Bene ricordarsi che all’andata i biancorossi vinsero solo grazie a una serata pazzesca di Filloy nel tiro da tre. La prossima però sarà soprattutto la giornata di Fortitudo-Udine che finirà fatalmente per condizionare anche il ranking futuro di Trieste e Forlì. Se vinceranno i bolognesi ipotecheranno uno dei primi due posti nella prima fase, se vinceranno i friulani la classifica si accorcerà e Trieste potrebbe rivedere il vertice, a patto però di andare a violare il Carnera il venerdì dopo.
COSA VA La vittoria su Verona ha permesso alla Pallacanestro Trieste di eliminare la Tezenis dalla corsa ai primi quattro posti. La squadra di Jamion ha adesso due punti in più e una gara in meno rispetto a quella di Ramagli. Quest’ultima però si tiene stretta il saldo canestri negli scontri diretti. Contro i veronesi i biancorossi hanno confermato che, a parte i due stranieri, in questa fase del campionato a marcare l’identità della squadra sono soprattutto due giocatori. Michele Ruzzier riesce con il talento e l’esperienza a tenere in pista Trieste nei momenti di sbandamento cercando di dare un senso ai giochi, Giovanni Vildera sta dimostrando come si gioca per vincere in A2. Ruvido quel che serve, dannatamente concreto, fuori cuore, gomiti e attributi. Quello che serve in un campionato in cui il palmares conta nulla. Agonismo e sbattimento sono i requisiti richiesti. Anche nei big-match o presunti tali.
COSA NON VA Dopo un periodo nel quale sembrava aver perso il maledetto vizio di buttare palloni, Trieste è tornata a sprecare possessi, persino cannando le rimesse. Involuta, dando spesso l’impressione di non saper cosa fare, è tornata ad accusare fasi di sconcertante discontinuità. Cinque minuti di difesa efficace, poi altrettanti da groviera. Rispetto al filotto vincente, sul piano del gioco non ha fatto passi avanti, anzi. Bisogna essere consapevoli che certi errori commessi contro Verona in casa e stemperati alla fine dalla vittoria, saranno castigati se ripetuti la sera del 12 al Carnera...
MERCATO A precisa domanda nel dopogara il gm Michael Arcieri e coach Christian hanno spiegato: «Non pensiamo al mercato, ci muoveremmo solo in caso di infortuni, abbiamo fiducia nel gruppo». Ma intanto qualcun altro si muove tra chi punta alla promozione: prima Cantù con Moraschini, adesso Udine con de Laurentiis e vedrete che a Bologna Caja che pretende una panchina più profonda verrà prima o poi accontentato. Trieste avrebbe margini operativi ridotti sul fronte straniero (Usa di A o A2 già vistati oppure comunitari) dove peraltro Reyes e Brooks fatturano 32 punti in due e sono una delle coppie passaportate più produttiva. Non c’entra ma è una parentesi amarcord sugli Usa triestini d’antan: che nostalgia rivedere Sly Gray, applaudito ospite della gara con Verona.
Sul fronte italiano qualche correttivo ci starebbe, per corrobare il pacchetto lunghi ad esempio. Accasatisi quel paio di pezzi buoni, curiosando tra i roster e i giocatori più sacrificati nel minutaggio - in attesa di eventuali restyling che potrebbero liberare qualche elemento di sostanza - ci sarebbero il solido ex Giga Janelidze e la giovane conoscenza di Arcieri, Ferrero e Reyes a Varese, Virginio. Ma per ogni nuovo arrivo deve esserci anche una partenza.

