LBA Unipolsai 13ª andata 2023-24: il mal di trasferta della Dinamo Sassari è incurabile, demolita da Reggio Emilia che si regala un posto alle Final Eight
Reggio Emilia, 23 dicembre 2023 – La Dinamo, in LBA, non sa proprio come si vince fuori dalla Sardegna, ennesima debacle in trasferta per la squadra di Bucchi che regge un tempo prima di crollare davanti all’Unahotels. Reggio Emilia nel secondo tempo mette la freccia e veleggia comodamente verso il 77-59, che le permette di mettere di mettere il proprio nome nelle otto che andranno a Torino per le Final Eight di febbraio.
Una gara brutta, sporca e cattiva, piena di errori e dal contenuto tecnico modesto. Un primo tempo giocato a mille a l’ora, dominato dalle difese contro attacchi trascinati dalla smania di trovare un canestro nei primi otto secondi dell’azione.
Ben 35 le palle perse complessive (17-18) che fotografa al meglio la non memorabile serata del PalaBigi, ma questa imprecisione non ha scoraggiato la Reggiana, che nella ripresa ha continuato a difendere forte ed è stata brava ad affondare il colpo contro una Sassari ormai stremata.
Archiviata senza nessuna scoria la sconfitta di Brescia, la truppa di Dimitris Priftis è stata brava a restare con la testa sempre nel match, anche nel momento di massima difficoltà del secondo periodo, dove gli ospiti sembravano aver trovato l’antidoto all’attacco di Galloway e compagni. Il tutto restando fedeli al proprio piano partita: chiudere a doppia mandata il pitturato ai sassaresi e tenere i loro due centri a secco di rifornimento. Risultato? Appena 2 punti segnati dai lunghi biancoblu.
Proprio Langston Galloway, 20 punti, ha trascinato i compagni verso l’ottavo successo in campionato, che significa il ritorno in Coppa Italia, dopo l’assenza della scorsa, complicata, stagione. Bene anche Kevin Hervey, impreciso al tiro per lunghi tratti, ma un fattore a rimbalzo, con una doppia doppia da 12 punti e 10 rimbalzi.
Ma la vera chiave che ha permesso a reggiani di scardinare la difesa sarda, è stato l’apporto della second unit, con un Lorenzo Uglietti totale, da 6 punti e 6 assist; un elettrico Sasha Grant, decisivo con i suoi 8 punti nel finire del secondo e terzo periodo; e un Matteo Chillo chirurgico con i 4 punti che hanno chiuso la contesa in avvio di ultimo quarto.
Per una volta i sardi non hanno sbagliato l’approccio, tenendo il controllo del match per quasi tutto il primo tempo. Una difesa tornata nuovamente un fattore dopo tante prove negative, sforzo che però il Banco ha pagato nella ripresa, non avendo le energie necessarie per competere alla pari con i padroni di casa e subendo, sul 40 pari, un parziale devastante di 31-10 che ha chiuso la contesa.
Un attacco che però per 40′ ha mostrato non avere una vera testa pensante a dirigerlo, con il solo Alessandro Cappelletti abile ad adempiere al dovere, ma che anche lui ha finito per pagare lo sforzo nel prosieguo della gara. Colui che tutto lo staff aveva designato come regista della squadra, si faceva prendere a calci per l’ennesima volta in un campionato che proprio non sembra aver digerito, stiamo parlando di Stanley Whittaker, esautorato già all’intervallo dalla società biancoblu.
Curioso, infatti, l’annuncio arrivato con le due squadre negli spogliatoi, con i canali ufficiali dei sassaresi che annunciavano il nuovo playmaker Brandon Jefferson, ex Trapani tra le altre, di fatto salutando il modesto Whittaker, con la gara ancora in bilico. Una mancanza di tatto, di una società che per anni si è fregiata di essere diversa dalle altre, ma che in questa circostanza si è dimostrata uguale a tutte.
Serviva un cambio di rotta e non si è voluto aspettare neanche la fine della partita di Reggio, forse immaginando già la debacle della ripresa. Una squadra in confusione, come troppo spesso l’è accaduto in stagione, ma che le ultime vittorie con Brindisi e Stettino sembravano aver risollevato, salvo ricadere nei soliti errori di un roster che non riesce a giocare insieme per tutti e 40 i minuti.
Reggio Emilia, con il biglietto per Torino già in tasca, chiuderà il 2023 in trasferta contro una Varese in grande ripresa con l’arrivo di Mannion, nella speranza di migliorare il proprio piazzamento nella griglia Final Eight.
Per Sassari non uno, ma ben due passi indietro, che complicano ancor di più una classifica sempre più pericolosa, con il penultimo posto che ora dista solamente due punti. Come se non bastasse, aspettando l’arrivo del “salvatore” Jefferson, è attesa dalla complicata sfida al PalaSerradimigni contro la capolista Reyer Venezia.
Proprio Marco Spissu, uno dei giocatori più amati dalla tifoseria sassarese, rischia di minare seriamente le sorti di una squadra costruita con ben altri ambizioni o ora invischiata nei bassi fondi con il fango, per così dire, fino al collo.
Unahotels Reggio Emilia – Dinamo Banco di Sardegna Sassari 77-59
Parziali: 18-21; 18-13; 18-14; 23-11.
Progressione: 18-21; 36-34; 54-48; 77-59.
Sala Stampa
Dimitris Priftis e Sasha Grant
Le parole di Piero Bucchi:
Sicuramente siamo arrivati scarichi dai diversi impegni in settimana ma è vero che dobbiamo abituarci perchè ci attende un mese di gennaio molto intenso e dobbiamo essere bravi a recuperare energie fisiche e nervose. Noi dopo 23-24 minuti buoni siamo calati e quindi dobbiamo essere più bravi a distribuire le energie. Ora ci attendono 3/4 settimane molto intense e dobbiamo essere bravi a distribuire le energie fisiche e mentali. L’arrivo di Jefferson è una scelta dovuta al fatto che abbiamo bisogno di girare la squadra, spero ci possa dare pericolosità offensiva.
Le Pagelle
Unahotels Reggio Emilia
Briante Weber 6: certamente non il miglior Weber della stagione. Prova disperatamente ad entrare nel match, lo fa con un paio di canestri che danno linfa ad un attacco reggiano che stenta, ma è bravo a restare con la testa nel match e anche i 5 rimbalzi sono lì ad evidenziarlo.
Giovanni Camara s.v.: una manciata di secondi verso la fine della gara.
Alessandro Cipolla s.v.: come per Camara, qualche minuto nel finale per farlo entrare nel tabellino del match.
Kevin Hervey 7: primo tempo fortemente insufficiente. Nella ripresa si sveglia e di fatto mette la sua firma sulla vittoria reggiana, condendo il tutto con una doppia doppia da 12 punti, tutti nel secondo tempo, e 10 rimbalzi.
Langston Galloway 7.5: nel primo periodo fa vedere a tutti perché sia uno dei migliori attaccanti di tutta la LBA, già in doppia cifra con 11 punti segnati. Dal secondo quarto sale l’intensità e con essa i contatti fisici e forse lo paga, perdendo 5 palloni di troppo. Nell’ultima frazione, con la Dinamo alle corde, sferra i colpi finali per stendere al tappeto un avversario stremato. 20 punti per il candidato numero 1 a vincere il titolo di MVP di quest’anno.
Mouhamed Faye 6.5: ha appena 18 anni, ripetiamo, 18 (!), ma non soffre minimamente i più smaliziati Gombauld e Diop. Regge alla grande, senza mai farsi sorprendere dai temibili pick and roll avversari.
Jamar Smith 6: la mano è già in clima natalizio, congelata, e questo non gli permette di essere lucido, prendendo qualche conclusione forzata. Ha il merito, come tanti in casa reggiana, di non uscire praticamente mai con la testa nel match, segnando finalmente anche la tripla che dà la spallata decisiva.
Lorenzo Uglietti 7.5: la classe operaia va in paradiso. Non fa una cosa benissimo, ma tante cose bene e confeziona una prestazione totale, in una gara brutta e sporca. Nel momento decisivo del terzo periodo e lui che guida Reggio alla vittoria. 6 punti, 4 falli subiti, 5 rimbalzi, 6 assist, una rubata e 17 di valutazione. Che altro bisogna volere di più? Prestazione da MVP di serata.
Darion Atkins 6.5: è chiamato ad una grande gara difensiva e lui obbedisce. Mette la museruola ai due centri avversari, concedendogli appena due punti in due, una miseria. In attacco, forse, paga lo sforzo profuso dall’altra parte del campo, ma piazza persino una tripla che fa esplodere il Pala Bigi.
Michele Vitali 6.5: esemplare la sua difesa nella ripresa su Tyree, l’unico realmente pericoloso in casa Dinamo, togliendolo letteralmente dal match.
Sasha Grant 7: entra verso la fine del primo tempo e sblocca una Reggiana in palese difficoltà in attacco, piazzando 6 punti consecutivi che riportano avanti i padroni di casa. La sua schiacciata in tap-in è il punto esclamativo sulla sua miglior prestazione dell’anno, dando ai suoi stessi conterranei la seconda peggiore lezione stagionale, dopo il crollo di Brescia.
Matteo Chillo 6.5: il suo ingresso, a cavallo del terzo e quarto periodo, ha un impatto importante nel match, con due canestri e un’intensità a rimbalzo che fiacca le ultime resistenze degli ospiti.
Dinamo Banco di Sardegna Sassari
Alessandro Cappelletti 5: la gara prende dei binari a lui non congeniali, con le due squadre che per 20 minuti corrono senza un minimo di logica. Paga lo sforzo nella ripresa perdendo tutta la propria lucidità nella gestione della palla.
Kaspar Treier 4.5: con le squadre che corrono e la gara che si sporca, piena di contatti, sembrerebbe la sua gara. Infatti, sembrerebbe, perché a parte i primi positivi minuti, ricade nella mediocrità, come nella maggior parte delle 4 stagione passate a Sassari.
Breein Tyree 6: nel primo tempo è lui a trascinare i compagni, correndo e seminando il panico nella difesa reggiana. Nella ripresa però Priftis corre ai ripari, lo fa pedinare da Vitali e la magia sparisce. Nonostante le difficoltà vuole fare tutto da solo e finisce col fallire miseramente, non certo per colpa sua.
Filip Kruslin 4: nel primo si esalta a lottare nel fango con gli altri nove sul parquet, ma nella ripresa, con la Dinamo incapace di scardinare la difesa reggiana, servirebbero i suoi punti come l’aria, ma come al solito si è dimenticato come si fa canestro. Per una Dinamo in grande difficoltà offensiva, è impensabile avere ogni volta in campo al massimo 2 giocatori su 5 che vedono il canestro e il croato non è mai tra questi.
Stanley Whittaker 0: come quello apportato alla causa Dinamo in questi 3 mesi. Il nulla cosmico. Parte anche bene, mettendo una buon pressione in difesa e segnando un paio di bei canestri, ma alla lunga vengono fuori tutti i suoi limiti come “maltrattatore” di palloni, acuiti da una difesa avversaria sempre più asfissiante. Viene esautorato già all’intervallo con l’annuncio del suo prossimo avversario, allora decide di aggiustare le proprie statistiche in pieno garbage time. Bravo Stanley e in bocca al lupo per tutto!
Stefano Gentile 6: l’unico con la maglia bianca che non vuole perdere. Mette in campo la solita cazzimma, anche troppo a volte, sfiorando un paio di volte anche la rissa con i giocatori di Reggio.
Ousmane Diop 4: forse la peggior prestazione da quando veste la canotta di Sassari, non solo per gli zero punti a referto, ma soprattutto per la scarsissima intensità buttata sul parquet.
Stephane Gombauld 4: copia incolla con Diop, male su tutti i fronti, viene maltrattato dai lunghi di casa, che gli negano anche solo un centimetro nel pitturato.
Alfonzo McKinnie 6: l’unico in grado di restare connesso al match dopo l’intervallo. Aggressivo anche in attacco, la speranza è che non possa essere un caso isolato, ma finalmente un punto di partenza nella sua esperienza in Italia.
Vasilis Charalampopoulos 4: gli alti ritmi lo sfiancano fin da subito, lo paga al tiro in cui forse vede il canestro doppio per la fatica, perché altrimenti non si spiegano tiri che a volte non toccano manco il ferro. Bucchi lo ha descritto come l’uomo chiave del roster e se lui confeziona certe prestazione, per la Dinamo sarà dura su qualsiasi campo.
Giovanni Olmeo
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