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Pallacanestro, il saluto di Legovich: «Grazie Trieste tiferò da lontano, è un arrivederci»

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TRIESTE. Una lettera aperta, postata sui canali social, per raccontare una storia durata 8 anni.

Marco Legovich, da domenica scorsa, non è più l'allenatore della Pallacanestro Trieste: chiude un'avventura che lo ha visto protagonista di un percorso unico, ricco di sensazioni e che gli ha lasciato grandi ricordi ed emozioni.

La sua carriera continuerà lontano da casa, il suo cuore resterà legato a una società della quale rimarrà sempre tifoso.

IL MESSAGGIO A TRIESTE

«Non molti coach - si legge nella lettera aperta di Legovich - hanno allenato nella loro carriera la squadra della propria città, figurarsi ai massimi livelli. Io ho avuto questa fortuna: te ne sono grato e ne sono orgoglioso. Mi hai dato l’opportunità di vivere momenti ed esperienze impagabili a partire dalla promozione in serie A, fino a tutte le serie playoff che si sono succedute negli anni, facendomi innamorare ad ogni partita di quei 40’ casalinghi e di te, ogni volta di più. Il legame tra la squadra e la nostra gente resterà un qualcosa di difficilmente spiegabile a parole. Il sentirsi parte di un qualcosa di più grande, sentirsi invincibili, sentirsi amati, sentirsi un figlio di Trieste».

I RAPPORTI

«Grazie per le persone che mi hai fatto incontrare, hanno cambiato la mia vita. Ogni scelta, ogni rapporto consolidato nel tempo mi ha reso una persona più consapevole e migliore. Grazie ad Eugenio, per avermi accolto e aiutato come un figlio, grazie a Mario per aver rischiato e aver avuto coraggio e alla nuova proprietà per non avermi fatto mancare mai il supporto, grazie a Gianluca per aver creduto in me dandomi la possibilità di farlo diventare un lavoro e un ultimo grazie alla mia scuola del Don Bosco, perché ricordarsi e tenersi strette le proprie origini è riconoscenza e storia di cui andare fieri. Grazie a Daniele, fratello acquisito, e a tutte le persone dietro le quinte che hanno voluto conoscermi a fondo e saputo accettarmi per quello che sono, avrete sempre in me una spalla sulla quale appoggiarvi. E grazie alle persone con cui ho condiviso tutto questo, i miei collaboratori più stretti Max, Andrea, Gugo, Luca, Nicola, Bus, Ucio, Gabri, i Doc, Lollo».

LA FAMIGLIA

«Un pensiero alla mia famiglia, a Chiara, ai miei amici più stretti. So bene quanto sia stato difficile starmi vicino e supportarmi. Non ce l’avrei mai fatta senza di Voi. Non mi avete mai fatto mancare nulla, abbracciandomi dopo una sconfitta e esultando con me dopo una vittoria».

I TIFOSI

«Alla nostra gente, al nostro palazzetto, alla Curva Nord, al Red Wall, ai giocatori che si sono spesi per questa maglia, alle persone che sono passate per il nostro club nel recente passato dico solo grazie, vi porterò con me. Tiferò da lontano, ma in maniera coinvolta e genuina, sempre. Perché Trieste viene prima di ogni cosa. Non è un addio, ne sono certo, ma solo un arrivederci

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