Senza Bartley la Pallacanestro Trieste affonda a Brescia
GERMANI BRESCIA 95 – PALLACANESTRO TRIESTE 59
BRESCIA. Senza Bartley la Pallacanestro Trieste affonda a Brescia. Al PalaLeonessa non c’è proprio partita, con i lombardi di Magro a prendere in un amen otto punti di vantaggio e i biancorossi di Legovich a cercare punti e ispirazione senza trovarli. L’assenza di Frank Bartley, dolorante a una caviglia dopo la partita contro Treviso, era un timore che si materializza a ridosso del match con l’esterno Usa che continua a lamentare dolore. I primi esami avevano escluso complicazioni ma il problema persiste. Lunedì nuovo consulto medico con lo specialista reggiano Rocchi e valutazione sul da farsi in vista di una partita che sarà estremamente importante in chiave-salvezza. Sabato sera infatti all’Allianz Dome arriverà l’Unahotels Reggio Emilia e un successo significherebbe avvicinarsi ulteriormente alla certezza della permanenza in A nella prossima stagione.
Nel frattempo Jason Hudson si sottoporrà alle visite mediche e martedì potrà unirsi in allenamento ai suoi nuovi compagni di squadra. Cinque giorni sono pochi per pretendere di inserire un giocatore completamente nei giochi di un gruppo collaudato ma l’importante è che la nuova ala piccola regali una scossa di positività ed energia. Quelle che sono mancate questa domenica. Trieste aveva un pesantissimo handicap, giocare con soli tre stranieri contro una Germani più solida di quanto racconti la classifica, ma avrebbe potuto comunque giocarsela meglio. Troppo arrendevole da subito, subendo il gioco di Brescia al punto che la fine pareva già annunciata dopo cinque minuti. D’accordo partire sfavoriti, ma c’è modo e modo per reagire alle disavventure, anche su un campo di basket. Moltiplicando gli sforzi, le energie, l’intensità, l’orgoglio di non farsi impallinare facilmente.
Cronaca. Con Bartley out, Trieste parte con un quintetto quasi obbligato con Ruzzier, Davis, Deangeli, Terry e Spencer. Il pubblico del PalaLeonessa intanto festeggia la conquista della Coppa Italia ricordando che prima non era stato vinto niente. Inizio choc, con Brescia che si esalta, con Della Valle imprendibile e più energia sotto. 12-4 a metà del primo quarto. L’inizio che sarebbe stato meglio evitare per non ridare subito entusiasmo a Brescia che si presentava all’appuntamento come la grande malata del campionato con sette sconfitte di fila. Ci pensa Ruzzier con due triple di fila a mantenere Trieste in corsa, la successiva bomba di Davis annulla o quasi la partenza-sprint della Germani (20-18 8’). I biancorossi registrano la difesa. O quasi, visto che su un passaggio forzato di Davis si apre un’autostrada per Cournooh con il play Usa a fare da telepass. Il parziale si chiude con Trieste sotto di sei punti 26-20. Dodici punti per Della Valle, imprendibile.
Quarto successivo con Bossi play, Campogrande e i due lunghi italiani in campo, oltre a Davis. Il divario atletico si avverte. Eccome, se si avverte. Molta più pressione ed energia da parte di Brescia che per la prima volta costruisce un margine in doppia cifra (33-22 12’). E il divario aumenta a +16, con Trieste che fatica a reggere il passo. Rientrano i due lunghi Usa. Ci si mette pure Laquintana a marcare una partita che dopo un quarto e mezzo sembra già drammaticamente indirizzata. I tifosi della Curva Nord al seguito ce la mettono tutta per far capire alla squadra che non è ancora finita. Vedere nella stessa azione due tentativi infrangersi contro le stoppate di Odiase, però, fa male al cuore. Si va al riposo sotto di 19 con Della Valle che piazza l’ormai rituale tripla sulla sirena. Una cattiva abitudine che non c’è verso di cancellare. Primi venti minuti senza storia. L’impianto audio del PalaLeonessa diffonde “Cenere”, purtroppo quasi a tema...
La notizia della ripresa del gioco dopo l’intervallo è che Terry in versione “4” mette la prima tripla della sua avventura triestina. In una serata così teniamoci buono ogni sprazzo di luce. Il terzo quarto si consuma su uno spartito che vede Brescia gestire un vantaggio di una ventina di punti che diventano anche 25 facendo valere una fisicità che Trieste non è in grado di pareggiare. I biancorossi chiudono il parziale con Ruzzier e Davis, con quattro falli ciascuno, in panchina. Al 30’ 74-51, stavolta la bomba sul buzzer è triestina, con Campogrande.
Il quarto conclusivo non ha più niente da raccontare, c’è solo da scongiurare il rischio di rimediare il centello. La Germani, gasata dalla sua gente, si entusiasma e cerca i “numeri”, come quando Cobbins finta e taglia in due la difesa o Akele porta via il pallone dalle mani di Campogrande e Deangeli molli a canestro. Brescia si prende il 2-0 a favore negli scontri diretti, Trieste una legnata che la mancanza di due Usa a referto non giustifica completamente. Testa e cuore verso sabato, adesso. Con un Hudson in più e si spera anche un Bartley ritrovato. Ma da ritrovare in fretta non c’è solo il buon torello… —
© RIPRODUZIONE RISERVATA

