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Pallacanestro Trieste made in Usa: «Europa e piani a lungo termine»

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TRIESTE. «Se siamo qui è perchè è stata Trieste a fare la differenza. E vogliamo restare con un progetto a lungo termine». Il nuovo presidente della Pallacanestro Trieste Richard de Meo ha le idee chiare. Spirito giovane e imprenditoriale, sana concretezza. Nessun fuoco d’artificio alla presentazione della nuova proprietà del club biancorosso entrato nell’era Csgi, Cotogna Sports Group Italia. E neanche promesse tanto per impressionare la piazza. Certo, l’Europa è nei progetti e nemmeno lontani. Certo, infiammare un entusiasmo che si è finalmente riacceso è una priorità. Ma facendo un passo alla volta, con finanziamenti importanti legati a scelte sostenibili.

Quando, parlando dell’obiettivo Europa da raggiungere in qualche anno, un errore di traduzione gli attribuisce la frase «Abbiamo bisogno di capitali», de Meo in italiano immediatamente corregge. «No, noi abbiamo capitali». Ed è come se l’intero Allianz Dome sorridesse di sollievo. La svolta americana è arrivata.

In questi giorni, per la firma di acquisto del 90 per cento delle quote e la presentazione a Trieste, de Meo è accompagnato dai soci Fitzann R. Reid (presidente di Csgi) e da Prabhdeep Sekhon. Già la prossima settimana sbarcheranno gli altri soci. Tutta la galassia Cotogna Sports Group potrà conoscere direttamente Trieste.

La scelta

Già, ma perchè è stata scelta proprio Trieste? «Siamo partiti con l’idea di investire in Europa, ci siamo concentrati sull’Italia e poi ci siamo orientati su Trieste. Questa operazione viene condotta con metodo scientifico, abbiamo valutato tante proposte ma è stata proprio Trieste a fare la differenza. Ci sono voluti sei mesi per portare a termine questa operazione, intanto sono venuto in città, ho conosciuto Ghiacci, l’allenatore Legovich, la vostra organizzazione. Eravamo in luglio e in questo palazzo c’era comunque gente al lavoro. Inoltre sicuramente Trieste ha molti vantaggi stretegici e sta vivendo un momento storico importante in fase di sviluppo» la spiegazione di de Meo. Ghiacci aggiunge: «Chi ha lavorato qui in questi anni, dai ragazzi della sede allo staff tecnico, ha permesso di creare una società seria, sana, con valori importanti. Abbiamo dato a de Meo tutte le informazioni di cui aveva bisogno. Il documento che ha portato al closing ha 156 pagine».

In merito alla scelta di Trieste per lo sbarco della proprietà Usa si aggiunge una suggestione raccontata da Fitzann R. Reid: «Sapevamo che qui ha giocato anche Michael Joran, anche negli Stati Uniti molti conoscono la storia di quella partita che ha disputato a Trieste».

La sostenibilità

L’aggettivo «sostenibile» è stato ripetuto spesso nel corso della conferenza stampa, soprattutto da parte del managing director di Csgi Sekhon. «Il nostro è un progetto sostenibile, questo è un gruppo di persone, c’è un network che espande i suoi contatti fino alla Nba e in diversi altri sport e sfruttarlo non potrà che permetterci di migliorare. Qui, grazie al lavoro che è stato fatto da Ghiacci e dal suo team, ci siamo sentiti subito a nostro agio».

Sponsor e Budget

La Pallacanestro Trieste non ha ancora un main sponsor anche se sulla maglia ci sono comunque marchi con apporti importanti. Arriverà dagli Usa anche il main sponsor. «Gli sponsor sono di tre livelli: locali, nazionali e internazionali. Fanno tutti parte dell’autostenibilità del nostro progetto. I capitali che noi vogliamo investire non sostituiscono una sponsorizzazione. I contratti che saranno siglati saranno a lungo termine perchè voglio rimanere per molti anni». È già stato ipotizzato un budget per affrontare la prossima stagione? «Sappiamo di dover investire subito ma ci concentriamo sulla stagione in corso».

Obiettivi

L’Europa in qualche anno, è stato detto. Ma la priorità adesso è una sola e la grida forte e e chiara Mario Ghiacci: «La salvezza diventa basilare per poter realizzare questo progetto. Si tratta di uno dei campionati più difficili di sempre, ma noi siamo fiduciosi perchè a vincere non sono i singoli ma il gruppo e quello di Trieste ha valori».

La comunità

«C’è una parola che sentirete spesso nei nostri discorsi. Lighthouse. Faro. Vogliamo sviluppare tutto ciò che ruota attorno al settore giovanile, sarà un tema importante per noi, con un Academy per i giovani. Vogliamo che squadra e società siano calati nella comunità, puntare sui giovani, attrarre anche pubblico da fuori regione con giocatori Nba. Non abbiamo intenzione di sconvolgere la cultura e le abitudini locali ma cercheremo solo di aggiungere show allo show». —

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